Hai venduto, o stai per vendere, la tua azienda, il tuo studio o le tue quote. Per anni il patrimonio è stato l’impresa: la conoscevi, la guidavi, ne vivevi. Dopo la firma diventa un bonifico, e con lui arrivano domande nuove. Quanto posso spendere ogni anno senza intaccare il capitale? Posso smettere di lavorare adesso? Che cosa lascio ai figli? A chi mi affido, quando tutti vogliono gestire i miei soldi?
In questa pagina trovi come lavoriamo con gli imprenditori dopo una exit, da consulenti finanziari indipendenti: pagati solo da te, senza prodotti da venderti. Su contratti, tasse e atti l’esperto è il tuo commercialista, il tuo avvocato o il notaio; noi ci occupiamo della parte finanziaria e lavoriamo insieme a loro.
Le quattro fasi di una exit, dal punto di vista del patrimonio
Prima della firma: la struttura della vendita
Il modo in cui vendi decide quanto ti resta. Cedere le quote da persona fisica o attraverso una società, incassare tutto subito o a rate, accettare che una parte del prezzo dipenda dai risultati futuri, far confluire il ricavato in una holding di famiglia: sono scelte che si fanno con il commercialista prima di firmare, non dopo. Il nostro contributo è dire cosa ciascuna strada significa per gli investimenti che verranno dopo. Se il ricavato finisce in una società, parti dalla nostra guida alla consulenza per le holding e da come si investe la liquidità di una holding.
I primi mesi: parcheggiare, non investire
Subito dopo la vendita sei il cliente più ambito dell’anno: private banker, gestioni patrimoniali, iniziative immobiliari. È anche il momento in cui si è meno lucidi, e quasi tutti gli errori costosi nascono qui. Per i primi mesi l’obiettivo è proteggere il capitale, tenendo conto che la garanzia dei depositi copre solo 100.000 euro per persona e per banca, e prendersi il tempo per decidere. Lo raccontiamo in Hai venduto l’azienda: le quattro fasi della ricchezza improvvisa.
Il piano: quanto puoi prelevare, e per quanti anni
Prima del portafoglio viene il piano. Quanto ti serve ogni anno per vivere, da quando e fino a quando; quando arriverà la pensione pubblica, e quanto varrà se smetti di versare contributi; quali progetti vuoi finanziare e cosa vuoi lasciare. Chi smette di lavorare a cinquant’anni deve far durare il patrimonio quaranta o cinquant’anni, non i trenta su cui è stata costruita la regola del 4%. Ne parliamo in Vivere di rendita dopo l’exit: quanto puoi prelevare se smetti di lavorare presto.
Il passaggio ai figli
Con un patrimonio fatto di liquidità e titoli invece che di quote, il testamento e le donazioni pensate quando c’era l’azienda possono non funzionare più. Va rivista la pianificazione del passaggio generazionale, e a volte servono strumenti come il trust: la parte giuridica la cura il notaio, noi quella finanziaria.
I rischi che contano dopo una exit
Il rischio di sequenza dei rendimenti
Quando vivi dei prelievi, l’ordine dei rendimenti pesa quanto la loro media. Un calo forte nei primi anni, mentre prelevi, toglie al portafoglio capitale che non tornerà più, anche se poi i mercati recuperano. Per questo i primi cinque o dieci anni dopo la vendita vanno protetti con una riserva di liquidità e obbligazioni a breve, che permetta di non vendere azioni nei momenti peggiori.
Il rischio di longevità
Il rischio più difficile da gestire da soli è vivere a lungo. Per una coppia basta che uno dei due arrivi a novantacinque anni perché i soldi debbano durare fino a lì. È il motivo per cui uno studio su 38 paesi sviluppati indica un prelievo sicuro intorno al 2,3% per una coppia di 65enni, molto sotto il 4%: lo spieghiamo in La regola del 4% fuori dagli Stati Uniti.
L’inflazione
Un patrimonio che sembra enorme il giorno della vendita perde potere d’acquisto ogni anno. Lasciato sul conto, dimezza il suo valore reale in una generazione anche con un’inflazione moderata. La spesa va pianificata in euro di oggi, e il portafoglio deve poterla seguire.
Ricomprare il rischio che hai appena venduto
Chi ha costruito un’azienda è abituato a puntare tutto su una scommessa che conosce. Rifarlo con il ricavato, in una nuova iniziativa, in un immobile commerciale o in pochi titoli, annulla il beneficio principale della vendita, che era proprio diversificare.
Come lavoriamo con chi ha venduto l’azienda
Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF. Non vendiamo prodotti e non riceviamo commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione: il nostro unico compenso è la parcella che paghi tu. Non guadagniamo di più se investi in fretta, se scegli una gestione invece di un’altra o se lasci i soldi in una certa banca. I tuoi titoli restano nella banca o nel broker che scegli tu, a tuo nome.
- Prima analisi gratuita: guardiamo insieme cosa è successo o sta per succedere con la vendita, il patrimonio che hai già, la tua posizione previdenziale e le proposte che hai ricevuto, compresi i costi.
- Un piano scritto: quanto puoi prelevare ogni anno e per quanto tempo, come dividere il patrimonio fra liquidità, obbligazioni e azioni, come arrivare alla pensione pubblica e cosa lasciare ai figli.
- Un consulente di riferimento: lo stesso nel tempo, che rivede il piano ogni anno insieme a te, al tuo commercialista e al tuo notaio quando serve.
Un esempio di come lavoriamo su un patrimonio arrivato tutto insieme è il caso di oltre un milione di euro dopo la vendita di un immobile; per chi ha venduto uno studio professionale c’è vendere lo studio e investire il ricavato. Per farti un’idea dei numeri c’è il nostro calcolatore per vivere di rendita, gratuito.
Costruisci il piano per il ricavato, prima di investirlo
Raccontaci la tua situazione: la prima consulenza è gratuita e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.
Domande frequenti di chi vende l’azienda
A chi rivolgersi dopo aver venduto l’azienda?
Per tasse e contratti al commercialista e all’avvocato che hanno seguito la vendita; per la successione al notaio; per investire il ricavato e pianificare i prelievi a un consulente finanziario indipendente, iscritto all’albo OCF e pagato solo dal cliente, che non guadagna dai prodotti che consiglia.
Quanto si può prelevare ogni anno dal ricavato della vendita?
Non esiste una percentuale valida per tutti. La regola del 4% nasce dai dati americani su trent’anni; su orizzonti di quaranta o cinquant’anni, e con i dati di molti paesi invece che dei soli Stati Uniti, il prelievo che ha retto in passato è più basso. Il numero giusto dipende da età, pensione pubblica, spese, eredità che si vuole lasciare e flessibilità nella spesa.
Conviene investire subito tutto il ricavato?
Di solito no. Nei primi mesi conviene mettere i soldi al sicuro, ripartiti fra più banche o in strumenti a breve scadenza e a basso rischio, e prendersi il tempo per costruire un piano. La fretta è di chi vende il prodotto, non di chi ha venduto l’azienda.
Athena si occupa anche delle tasse sulla vendita?
No. Athena SCF dà consulenza finanziaria: sulla struttura fiscale della vendita, sulla holding e sugli atti rimanda al commercialista e al notaio, e lavora insieme a loro sulla parte che riguarda gli investimenti.