La regola del 4% fuori dagli Stati Uniti: cosa dice lo studio su 38 paesi

La regola del 4% è forse il numero più citato della finanza personale: in pensione prelevi il 4% del patrimonio il primo anno, poi aggiorni la cifra all’inflazione, e i soldi durano almeno trent’anni. Ne abbiamo raccontato l’origine nell’articolo su William Bengen e la regola del 4% e la conferma nel Trinity Study.

C’è però un dettaglio che spesso si perde: quei risultati vengono solo dagli Stati Uniti, cioè dal mercato azionario che è andato meglio in tutto il Novecento. Cosa succede se si rifanno gli stessi conti con la storia di altri paesi? La risposta, per chi vive e investe in Italia, merita di essere conosciuta prima di decidere quanto prelevare.

Da dove viene il 4%

Nel 1994 Bengen prese i rendimenti americani dal 1926 in poi e cercò il prelievo più alto che, con un portafoglio metà azioni e metà obbligazioni, avesse sempre resistito trent’anni, qualunque fosse l’anno di partenza. Trovò circa il 4%. Il Trinity Study, qualche anno dopo, arrivò a conclusioni simili.

Il metodo è rigoroso, ma ha un limite che oggi riconosce anche il programma di studio del CFA Institute dedicato ai patrimoni privati: guarda un solo paese, e proprio quello che a posteriori si è rivelato il migliore. Chi nel 1926 investiva in un altro mercato non sapeva che sarebbe andata così.

Lo studio su 38 paesi

Quattro ricercatori, Aizhan Anarkulova, Scott Cederburg, Michael O’Doherty e Richard Sias, hanno rifatto l’analisi su 38 paesi sviluppati, con dati dal 1890 al 2019. Lo studio è circolato come documento di lavoro dal 2022 ed è stato pubblicato nel 2025 sul Journal of Pension Economics and Finance.

Le ipotesi del caso principale sono queste:

  • una coppia di 65enni che va in pensione e preleva una cifra fissa, aggiornata ogni anno all’inflazione;
  • un portafoglio con il 60% in azioni e il 40% in obbligazioni del proprio paese;
  • una durata della pensione presa dalle tavole di mortalità, invece di un orizzonte fisso di trent’anni: la coppia vive finché almeno uno dei due è in vita;
  • un rischio accettato del 5%, cioè di restare senza soldi mentre almeno uno dei due è ancora vivo.

Il risultato: il prelievo iniziale che rispetta quel rischio è intorno al 2,3%, non al 4%. Per l’esattezza 2,26% nella versione di lavoro, quella citata dal CFA, e 2,31% nella versione pubblicata. Su un milione di euro significa circa 23.000 euro l’anno invece di 40.000.

E il 4%? Con le stesse ipotesi, secondo le analisi che hanno ripreso lo studio, porta a esaurire il patrimonio in circa un caso su sei (17,4%). Non è una catastrofe annunciata, ma non è nemmeno la regola «sicura» che si legge in giro.

Non è il primo campanello d’allarme. Già nel 2010 Wade Pfau, sul Journal of Financial Planning, aveva rifatto i conti di Bengen su 17 mercati e concluso che fuori dagli Stati Uniti il 4% era molto più rischioso di quanto si pensasse.

Perché il numero scende così tanto

La storia degli altri mercati

Nel campione ci sono guerre, iperinflazioni, borse chiuse per anni, crolli da cui ci sono voluti decenni per riprendersi. Gli Stati Uniti ne hanno attraversati pochi; altri paesi sviluppati molti di più. Un risparmiatore che vive in Europa non ha motivo di pensare che il suo futuro somiglierà per forza al passato americano.

La pensione dura più di trent’anni, a volte

Trent’anni sembrano tanti, ma per una coppia di 65enni non sono il caso peggiore: basta che uno dei due arrivi a 95. In Italia, secondo le tavole di mortalità ISTAT del 2024 un uomo di 65 anni poteva aspettarsi di vivere in media altri 19,9 anni, una donna altri 22,7. Sono medie: circa metà delle persone vive di più, e in una coppia basta che sia uno solo a farlo perché i soldi debbano durare.

L’inflazione

Il prelievo aumenta ogni anno con i prezzi. Nei periodi di inflazione alta i prelievi crescono proprio mentre azioni e obbligazioni faticano: è la combinazione che ha messo in difficoltà più portafogli nella storia.

Cosa significa per chi va in pensione in Italia

Non significa che bisogna vivere con il 2% e lasciare in eredità il resto. Significa che il 4% fisso e automatico non è una garanzia, e che conviene costruire il piano di prelievo in modo diverso. Il curriculum del CFA suggerisce alcune strade.

Non prelevare più di quanto il portafoglio rende davvero

Una regola pratica semplice: il prelievo non dovrebbe superare di molto il rendimento reale atteso del portafoglio, cioè quello che resta dopo l’inflazione. Se il portafoglio può ragionevolmente rendere il 2,5% oltre l’inflazione, prelevare stabilmente il 5% vuol dire consumare il capitale, e lo si deve sapere.

Ricalcolare ogni anno in base all’età

Un’alternativa al prelievo fisso: ogni anno si divide il patrimonio per gli anni di vita attesi che restano, quelli della coppia se si è in due, senza mai prelevare più di un quinto. A 65 anni, per una donna sola, vorrebbe dire circa un ventitreesimo del patrimonio, il 4,4%; per una coppia, che statisticamente resta in vita più a lungo di ciascuno dei due, meno. Con il passare degli anni la quota sale.

Il prezzo è che la cifra prelevata cambia ogni anno con il valore del portafoglio: dopo un anno cattivo si spende meno. In cambio è quasi impossibile restare senza nulla. Chi vuole lasciare qualcosa ai figli applica lo stesso calcolo al patrimonio meno la cifra che vuole lasciare.

Assicurarsi contro la longevità

Il rischio più difficile da gestire da soli è vivere molto a lungo. Secondo uno studio di Collie del 2016, citato dal CFA, oltre i 75 anni l’incertezza sulla durata della vita è un rischio più grande di avere tutto il patrimonio in azioni. Per questo il curriculum suggerisce di considerare una rendita che parta tardi, per esempio a 85 anni: costa relativamente poco, perché non tutti ci arrivano, e permette di pianificare il resto del patrimonio su un orizzonte certo.

In Italia una forma di rendita è quella che offre il fondo pensione alla fine della fase di accumulo. Se è meglio prenderla o ritirare il capitale dipende dalla situazione: ne abbiamo parlato in pensione, meglio la rendita o il capitale?

Il curriculum cita anche soluzioni più nuove, come le tontine moderne, in cui un gruppo di persone mette insieme il risparmio e si divide i pagamenti finché è in vita, o i titoli di Stato brasiliani RendA+, che pagano un reddito mensile indicizzato all’inflazione per vent’anni a partire dalla pensione. Sono esempi di dove sta andando la ricerca più che prodotti da cercare oggi in banca.

Il numero giusto non esiste: esiste il piano giusto

Il 4% e il 2,3% sono due risposte alla stessa domanda posta su dati diversi. Nessuno dei due è il tuo numero. Il tuo dipende da quanto entra già dalla pensione pubblica, da quanto ti serve davvero, da cosa vuoi lasciare, da quanto rischio sei disposto a correre e da quanto sei disposto a adattare la spesa negli anni cattivi.

Se invece smetti di lavorare molto prima dei 65 anni, per esempio dopo aver venduto l’azienda, l’orizzonte si allunga di quindici o vent’anni e il ragionamento cambia ancora: lo trovi in vivere di rendita dopo l’exit.

La cosa più utile che si può fare è smettere di cercare una percentuale magica e costruire un piano che tenga conto di tutte queste cose insieme, da rivedere ogni anno. Un consulente indipendente, che non guadagna dai prodotti che compri, può aiutarti a farlo senza interessi in conflitto con i tuoi.

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Domande frequenti sulla regola del 4%

La regola del 4% funziona anche in Italia?

Non c’è garanzia. La regola nasce dai dati degli Stati Uniti; uno studio su 38 paesi sviluppati, con dati dal 1890 al 2019, indica un prelievo sicuro intorno al 2,3% per una coppia di 65enni con un portafoglio 60% azioni e 40% obbligazioni del proprio paese.

Qual è il tasso di prelievo sicuro secondo lo studio su 38 paesi?

Con un rischio del 5% di restare senza soldi, il prelievo iniziale sicuro è intorno al 2,3%, non al 4%. Per l’esattezza 2,26% nella versione di lavoro, quella citata dal CFA, e 2,31% nella versione pubblicata.

Quanti anni di vita restano in media a 65 anni in Italia?

In Italia, secondo le tavole di mortalità ISTAT del 2024 un uomo di 65 anni poteva aspettarsi di vivere in media altri 19,9 anni, una donna altri 22,7. Sono medie: circa metà delle persone vive di più, e in una coppia basta che sia uno solo a farlo perché i soldi debbano durare.

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filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

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