Giovane medico: i primi dieci anni tra specializzazione e Quota A

I primi dieci anni dopo la laurea sono quelli in cui un medico ha meno tempo per pensare ai propri soldi, e quelli in cui certe scelte costano meno. Si passa dalla specializzazione al primo incarico, magari alla libera professione, e i redditi crescono in fretta. Con loro crescono i contributi, e arrivano le prime proposte di investimento.

In questo articolo vediamo cosa succede alla tua previdenza in questi anni, cosa pagherai e quando, e cosa conviene impostare subito. Per il quadro completo delle scelte finanziarie di un medico c’è la pagina sulla consulenza finanziaria per medici e odontoiatri.

La Quota A: un contributo che sale con l’età

La Quota A è il contributo fisso dovuto all’ENPAM da tutti gli iscritti all’Albo, anche da chi non esercita la libera professione. Si paga dal mese successivo all’iscrizione all’Albo. Gli studenti del 5° e 6° anno possono già versarla, in misura ridotta.

L’importo cresce con l’età, ed è il primo motivo per cui il costo della previdenza aumenta proprio negli anni in cui aumentano anche le altre spese:

FasciaQuota A 2026
Studenti del 5° e 6° anno152,37 €
Fino a 30 anni304,73 €
Da 30 a 35 anni591,47 €
Da 35 a 40 anni1.109,92 €
40 anni e oltre2.049,83 €

Si può pagare in un’unica soluzione o a rate, ed è interamente deducibile dal reddito. A questa si aggiunge il contributo di maternità, adozione e aborto, di 84,26 euro nel 2026. Come funziona tutto il sistema lo trovi in ENPAM: come funziona la pensione per i medici.

Durante la specializzazione

Gli anni della specializzazione sono quelli con la posizione previdenziale più articolata, e vale la pena capirla bene fin da subito.

  • Resti iscritto all’ENPAM e continui a pagare la Quota A.
  • Sul contratto di formazione i contributi vanno alla Gestione Separata dell’INPS, non all’ENPAM.
  • Se hai redditi da attività intramoenia, su questi la Quota B ENPAM ha l’aliquota ridotta del 2% fino a 150.000 euro (la soglia vale per i redditi 2025 e viene rivalutata ogni anno).

Se invece frequenti il corso di formazione in Medicina generale, come tirocinante versi la Quota B con l’aliquota ridotta del 2% fino a 150.000 euro e dell’1% oltre.

La conseguenza pratica è che la tua storia contributiva nasce già divisa fra più gestioni. Non è un problema oggi, ma lo diventa se non la tieni sotto controllo: fra trent’anni servirà sapere quali periodi stanno dove. Il cumulo gratuito, esteso alle casse professionali dal 2017, permette di sommare senza costi i periodi non sovrapposti versati in gestioni diverse per raggiungere il diritto alla pensione; come si applicherà al tuo caso dipende da come si svilupperà la carriera. Ne parliamo in Medico dipendente con attività privata: INPS più ENPAM.

Quando arriva il reddito da libera professione

Con la libera professione arriva la Quota B: il 19,50% del reddito netto professionale fino a 150.000 euro, e l’1% oltre. Due cose da sapere per non trovarsi in difficoltà.

La prima è lo sfasamento di un anno. I contributi dichiarati e pagati nel 2026 si calcolano sul reddito prodotto nel 2025. Nel primo anno in cui guadagni bene, quindi, non paghi ancora nulla su quel reddito; il conto arriva l’anno dopo. Chi non accantona una parte dei compensi man mano che li incassa rischia di trovarsi senza liquidità proprio alla scadenza.

La seconda sono le soglie di esonero: sotto i 40 anni, la Quota B non è dovuta se il reddito netto professionale non supera 5.446,77 euro. Dai 40 anni la soglia è 10.059,28 euro.

Se hai diritto a un’aliquota ridotta, ricorda che versare meno oggi costruisce meno pensione domani, e che accettare un riscatto ti fa passare all’aliquota intera in modo irrevocabile. Lo spieghiamo in Quota B ENPAM: aliquota ridotta o intera. Le proposte di riscatto degli anni di laurea e specializzazione arriveranno più avanti: come valutarle è in Riscatto ENPAM di laurea e specializzazione: conviene.

Cosa impostare subito

Non servono molte decisioni, ma servono presto. Queste sono quelle che fanno la differenza nel tempo.

1. Un conto per contributi e imposte

Se hai redditi da libera professione, separa fin dal primo compenso una quota per Quota B e imposte dell’anno successivo. È la regola più semplice e quella che evita più problemi.

2. Una riserva per gli imprevisti

Prima di investire, tieni da parte una somma liquida per le spese impreviste e per i passaggi di carriera, come un trasferimento o un periodo fra un incarico e l’altro. Investire senza questa riserva significa rischiare di dover vendere nel momento sbagliato.

3. Il fondo pensione, presto e a costi bassi

Un fondo pensione aperto a trent’anni ha davanti un orizzonte molto lungo, e dal 2026 i contributi sono deducibili fino a 5.300 euro l’anno. I contributi obbligatori ENPAM si deducono a parte, senza questo limite. Le opzioni tipiche per un medico sono FondoSanità, a cui possono aderire medici e odontoiatri iscritti all’ENPAM, e, se diventi dipendente pubblico, Perseo Sirio, dove versando almeno l’1% ricevi anche l’1% dal datore. Per confrontarli: Come scegliere i migliori fondi pensione.

4. Diffidare dei prodotti costosi

Il giovane medico con un reddito in crescita è un cliente molto ricercato da banche e reti di vendita. Prima di sottoscrivere un piano di accumulo, una polizza o una gestione, chiedi quanto costa ogni anno in percentuale e leggi il rendiconto dei costi: su trent’anni anche una differenza piccola diventa grande. Come fare è spiegato in Rendiconto MiFID: come capire se stai pagando troppe commissioni.

5. Controllare l’estratto contributivo

Una volta l’anno guarda la tua posizione ENPAM e, se ne hai una, quella INPS. Gli errori di classificazione, per esempio sull’aliquota di Quota B, sono più facili da correggere quando sono recenti.

Imposta bene le basi, prima che il reddito cresca

Raccontaci a che punto sei della carriera: ti diciamo con chiarezza se ti serve una consulenza o se bastano poche scelte fatte bene. La prima consulenza è gratuita.

Una nota onesta: Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF, pagata solo dai clienti. In generale un consulente indipendente ha senso da circa 200.000 euro di patrimonio in su. Nei primi anni di carriera spesso non ci sei ancora, e quello che serve è impostare bene le poche cose che abbiamo visto. La consulenza diventa utile quando il patrimonio cresce e le scelte si complicano.

Domande frequenti dei giovani medici

Quanto paga di Quota A ENPAM un medico under 30?

Nel 2026 la Quota A fino a 30 anni è di 304,73 euro l’anno. Sale a 591,47 euro da 30 a 35 anni, a 1.109,92 euro da 35 a 40 anni e a 2.049,83 euro dai 40 anni in su. È interamente deducibile.

Lo specializzando paga l’ENPAM?

Sì, lo specializzando resta iscritto all’ENPAM e paga la Quota A. Sul contratto di formazione specialistica i contributi vanno invece alla Gestione Separata dell’INPS, mentre sugli eventuali redditi da intramoenia si applica la Quota B con l’aliquota ridotta del 2%.

Quando si paga la Quota B sul primo reddito da libera professione?

L’anno dopo. I contributi di Quota B dichiarati e pagati nel 2026 si calcolano sul reddito prodotto nel 2025, quindi conviene accantonare una parte dei compensi man mano che li incassi. Sotto i 40 anni la Quota B non è dovuta se il reddito netto non supera 5.446,77 euro.

Conviene a un giovane medico aprire subito un fondo pensione?

Spesso sì, perché ha davanti un orizzonte lungo e dal 2026 può dedurre i contributi fino a 5.300 euro l’anno. Conta però scegliere un fondo a costi bassi e con un comparto adatto agli anni che mancano alla pensione, confrontando per esempio FondoSanità e, per i dipendenti pubblici, Perseo Sirio.

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filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

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