Quota B ENPAM: aliquota ridotta o intera?

Se hai redditi da libera professione, ogni anno l’ENPAM ti chiede la Quota B. Per molti medici l’aliquota è quella intera, il 19,50%. Per alcuni esiste un’aliquota ridotta, che fa pagare molto meno. Sembra una scelta ovvia, e invece ha due facce: meno contributi oggi vogliono dire meno pensione domani, e c’è una regola che può farti passare all’aliquota intera per sempre, quasi senza accorgertene.

In questo articolo vediamo chi ha diritto alla ridotta, cosa cambia per la pensione e dove sta la trappola. La Quota B è solo una delle scelte che un medico deve fare sui propri soldi: le altre le trovi nella pagina sulla consulenza finanziaria per medici e odontoiatri.

Come funziona la Quota B

La Quota B è il contributo proporzionale che si paga sul reddito netto da libera professione. Vale per i medici e per gli odontoiatri, con le stesse regole. I contributi che dichiari e paghi nel 2026 si calcolano sul reddito che hai prodotto nel 2025: c’è sempre un anno di sfasamento, e conviene tenerne conto quando pianifichi la liquidità.

  • Aliquota intera: 19,50% fino a 150.000 euro (la soglia vale per i redditi 2025 e viene rivalutata ogni anno) di reddito netto, 1% sulla parte che supera questa soglia — e di quell’1% solo lo 0,50% conta ai fini della pensione.
  • Soglie di esonero: la Quota B non è dovuta se il reddito netto non supera 5.446,77 euro (sotto i 40 anni, o se sei ammesso al contributo ridotto di Quota A) oppure 10.059,28 euro (dai 40 anni in su). Gli importi cambiano se l’iscrizione, la cancellazione o il pensionamento avvengono in corso d’anno.
  • Deducibilità: i contributi di Quota B sono interamente deducibili dal reddito.

Come si inserisce la Quota B nel resto della previdenza dei medici, con la Quota A e le diverse pensioni, lo spieghiamo in ENPAM: come funziona la pensione per i medici.

Chi ha diritto all’aliquota ridotta

Le aliquote ridotte sono due, e riguardano situazioni diverse.

L’aliquota del 2%

Si paga il 2% fino a 150.000 euro e l’1% oltre in questi casi:

  • tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale;
  • medici iscritti all’INPS per l’attività intramoenia;
  • medici che producono redditi da attività intramoenia ed equiparata.

Una precisazione che cambia tutto: l’aliquota ridotta non è automatica. Va richiesta all’ENPAM nei termini previsti dal regolamento del Fondo, e chi non la chiede paga l’intera anche avendone diritto.

È il caso tipico del medico ospedaliero che fa libera professione dentro la struttura: il grosso della sua previdenza passa già dall’INPS come dipendente. A quale ente vadano i contributi di una singola attività, però, dipende da come quell’attività è inquadrata, e non è sempre intuitivo: conviene verificarlo sulla propria posizione. Ne parliamo in Medico dipendente con attività privata: INPS più ENPAM.

L’aliquota del 9,75%

L’aliquota del 9,75%, cioè metà di quella intera, riguarda due situazioni che il Vademecum ENPAM distingue bene:

  • gli iscritti attivi che contribuiscono in modo stabile e continuativo anche a un’altra previdenza obbligatoria — compreso un Fondo Speciale ENPAM — oppure che sono già titolari di una pensione a carico di gestioni diverse dal Fondo Generale;
  • i pensionati del Fondo Generale, e chi ha maturato l’età della pensione di vecchiaia, che continuano a percepire compensi da libera professione: qui la ridotta è la regola, salvo scegliere l’intera.

Vale anche qui la condizione di prima: per la prima categoria la contribuzione ridotta va richiesta nei termini previsti dal regolamento del Fondo. Se non sei sicuro di quale aliquota stai pagando, verificalo sull’estratto ENPAM o chiedilo all’ente, invece di darlo per scontato.

Cosa cambia per la pensione

La pensione di Quota B dipende dai redditi che hai dichiarato e dai contributi che hai versato negli anni. Versare con l’aliquota ridotta vuol dire, quindi, costruire una pensione di Quota B più piccola.

Un esempio solo aritmetico, per dare l’ordine di grandezza. Su 30.000 euro di reddito netto da libera professione:

AliquotaContributo annuo
2%600 €
9,75%2.925 €
19,50%5.850 €

La differenza fra la ridotta al 2% e l’intera è di 5.250 euro l’anno. Non è una perdita secca: quei soldi restano a te, e puoi usarli in altro modo. Ma non vanno a formare la pensione ENPAM. La domanda giusta non è «quale aliquota costa meno», ma «dove rendono di più quei 5.250 euro»: in contributi ENPAM, in un fondo pensione o in un investimento.

E c’è un secondo elemento. I contributi ENPAM sono interamente deducibili, quindi il loro costo effettivo è più basso di quello che paghi: quanto più basso dipende dal tuo reddito complessivo. Anche i versamenti a un fondo pensione sono deducibili, ma entro 5.300 euro l’anno dal 2026, mentre i contributi obbligatori ENPAM si deducono a parte, senza quel limite.

La trappola: il riscatto che ti porta all’aliquota intera per sempre

Qui sta il punto che molti medici scoprono tardi. L’ENPAM propone di aumentare la pensione con il riscatto, per esempio degli anni di laurea o di specializzazione, o con l’allineamento dei contributi di Quota B. La proposta arriva, sembra vantaggiosa perché è deducibile, e la si accetta.

Ma l’ENPAM stessa, nella pagina sull’allineamento della Quota B, lo scrive chiaramente: «Se versi i contributi di Quota B con l’aliquota ridotta (9,75% o 2%) e accetti la proposta di riscatto, passi all’aliquota intera (19,5%) in modo irrevocabile».

In pratica: accettare un riscatto non ti costa solo la somma del riscatto. Ti costa anche la differenza fra l’aliquota ridotta e quella intera su tutti i redditi da libera professione degli anni successivi, e non si torna indietro. Con l’esempio di prima, sono 5.250 euro in più l’anno su un reddito di 30.000 euro, per tutta la carriera che ti resta.

Esiste anche un modulo ENPAM, «Versamento di Quota B con aliquota intera – Opzione irrevocabile», per chi sceglie volontariamente di passare all’intera. Anche qui la parola chiave è la stessa: irrevocabile. È una scelta che può avere senso, ma va fatta sapendo che vale per il futuro e non solo per l’anno in corso.

Se stai valutando un riscatto, prima di tutto controlla con quale aliquota versi oggi. Come ragionare sulla convenienza del riscatto lo trovi in Riscatto ENPAM di laurea e specializzazione: conviene.

Prima di firmare un riscatto, fai i conti su tutta la carriera

Guardiamo insieme con quale aliquota versi, cosa ti costerebbe passare all’intera e dove renderebbero di più gli stessi soldi. La prima consulenza è gratuita, e non vendiamo prodotti.

Come ragionare sulla scelta

Non c’è una risposta valida per tutti. Dipende da alcune variabili che conviene mettere in fila:

  • Quanto pesa la libera professione sul tuo reddito, oggi e nei prossimi anni. Se prevedi che crescerà, il passaggio irrevocabile all’intera pesa di più.
  • Quanti anni mancano alla pensione. Più sono, più conta dove metti ogni euro risparmiato sui contributi.
  • Quanta pensione hai già da altre gestioni, per esempio dall’INPS come dipendente. Chi è già ben coperto può avere meno bisogno di contributi ENPAM in più.
  • Cosa faresti con la differenza. Se la lasci ferma sul conto, la ridotta non ti dà nessun vantaggio concreto. Se la investi con metodo, o la versi in un fondo pensione come FondoSanità, il confronto cambia.

Il modo corretto è mettere a confronto due scenari sulla tua posizione reale: pensione e costo con l’aliquota attuale, pensione e costo con l’intera, e cosa renderebbe la differenza investita altrove. È un conto che si fa una volta e poi si aggiorna quando il reddito cambia.

Domande frequenti sulla Quota B ENPAM

Chi paga la Quota B ENPAM con l’aliquota ridotta al 2%?

L’aliquota del 2% fino a 150.000 euro, e dell’1% oltre, vale per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale, per chi è iscritto all’INPS per l’attività intramoenia e per chi produce redditi da attività intramoenia ed equiparata.

Pagare la Quota B ridotta abbassa la pensione?

Sì. La pensione di Quota B dipende dai redditi dichiarati e dai contributi versati negli anni, quindi versare con un’aliquota più bassa costruisce una pensione di Quota B più piccola. La differenza risparmiata resta a te, ed è da valutare dove rende di più.

Se accetto un riscatto ENPAM perdo l’aliquota ridotta?

Sì. Secondo l’ENPAM, se versi la Quota B con l’aliquota ridotta (9,75% o 2%) e accetti la proposta di riscatto, passi all’aliquota intera del 19,5% in modo irrevocabile. Prima di accettare conviene calcolare il costo della maggiore aliquota su tutti gli anni futuri.

Sotto quale reddito non si paga la Quota B?

La Quota B non è dovuta se il reddito netto da libera professione non supera 5.446,77 euro per chi ha meno di 40 anni o è ammesso al contributo ridotto di Quota A, oppure 10.059,28 euro per chi ha 40 anni e oltre. Gli importi cambiano se iscrizione, cancellazione o pensionamento avvengono in corso d’anno.

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filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

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