Come scegliere i migliori fondi pensione: 5 cose da guardare

Scopri le 5 cose da guardare prima di valutare i migliori fondi pensione: rendimenti, costi, comparti di investimento,..
Tempo di lettura: 6 minuti

Per scegliere i migliori fondi pensione bisogna stare molto attenti nel considerare 5 aspetti fondamentali che caratterizzano le forme di previdenza complementare.

Andiamo ad analizzare le 5 cose da guardare prima di valutare i migliori fondi pensione.

Comparti di investimento

migliori fondi pensione

Spesso mi capita di parlare con persone che non vogliono investire perché hanno paura dei mercati finanziari o perché non vogliono rischiare i loro soldi ma che allo stesso tempo hanno contratto un fondo pensione.

I fondi pensione, proprio come gli ETF o i fondi comuni di investimento, investono nei mercati finanziari sennò non potrebbero erogare un determinato rendimento.

Quindi se non vuoi tenere i soldi fermi sul conto corrente o sotto il materasso devi prenderti comunque qualche rischio o almeno sapere che anche la previdenza complementare si basa sui mercati finanziari principalmente sul mercato azionario, obbligazionario e monetario.

Dopo questa premessa posso procedere.

I fondi pensione sono caratterizzati dai cosiddetti comparti di investimento o linee di investimento.

In base alla propria propensione al rischio e all’orizzonte temporale che ci si pone davanti si deve scegliere una determinata tipologia di fondo su cui investire, che può essere più prudente o più aggressivo a seconda della % di azioni al suo interno.

I principali comparti di investimento o linee di investimento sono:

  • garantiti o monetari, fondi con garanzia di rendimento o di capitale investito al 100% in strumenti monetari;
  • obbligazionari, con azioni inferiori al 5%;
  • bilanciati, con azioni tra il 20% e il 50%;
  • azionari, con azioni maggiori al 75%.

Ad esempio, scegliendo un comparto azionario puoi aspettarti rendimenti potenzialmente più elevati nel lungo periodo ma anche una volatilità maggiore nei singoli anni.

Se si ha un orizzonte temporale di lungo termine è opportuno valutare linee più aggressive perché la volatilità di breve periodo non ci interessa in quanto il nostro obiettivo è appunto la pensione.

Rendimenti

Per scegliere i migliori fondi pensione è importante valutare il rendimento.

I rendimenti dei fondi pensione variano principalmente in base al comparto di investimento.

Il sito della COVIP, l’ente regolatore dei fondi pensione, mette a disposizione sul sito ufficiale i rendimenti passati di tutti i fondi pensione prendendo a riferimento differenti periodi temporali (1,3,5,10,20 anni) e differenti linee di investimento.

Sul sito si possono scaricare i file divisi per:

  • fondi pensione negoziali
  • fondi pensione aperti
  • piano individuale pensionistico

Alcuni consigli per valutare al meglio i fondi pensione sono:

  • confronta i fondi pensione utilizzando i rendimenti su orizzonti di medio periodo per esempio 5 anni o 10 anni quindi non focalizzarti solo sul rendimento di un singolo anno;
  • effettua il confronto soprattutto per i fondi pensione aperti che si possono sottoscrivere indipendentemente dal proprio lavoro;
  • paragona comparto di investimento per comparto di investimento, quindi non un fondo obbligazionario con un fondo azionario in quanto il secondo nel medio periodo ha sicuramente ottenuto un rendimento maggiore;
  • in caso si trovi due fondi simili ma con rendimenti diversi è opportuno valutare il benchmark che replica il fondo così da comprendere al meglio la differenza data dalle performance. Per esempio il primo investe di più nell’azionario europeo e il secondo nell’azionario americano oppure il primo ha la copertura valutaria e il secondo è senza copertura valutaria.

Costi

Per scegliere i migliori fondi pensione è importante valutare i costi.

Sempre il sito della COVIP mette a disposizione il comparatore dei costi delle forme pensionistiche complementari grazie all’ISC (indicatore sintetico di costo).

L’ISC esprime in modo semplice e immediato il costo annuale, in percentuale della posizione individuale maturata, sostenuto da un iscritto ad una forma pensionistica.

Valutare i costi è fondamentale in quanto per esempio un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione al piano pensionistico di circa il 18%.

La tabella sottostante mostra  i costi medi dei vari comparti in base alla tipologia di fondo pensione.

Fonte: COVIP

I costi variano anche in base:

  • alla tipologia di fondo pensione, in ordine  dal meno costoso sono:
    • fondi pensione negoziale con una media per un bilanciato di circa 0,5%;
    • fondi pensione aperti con una media per un bilanciato di circa 1,5%
    • PIP con una media per un bilanciato di circa 2,5%
  • al comparto, i comparti garantiti e obbligazionari costano meno dei comparti bilanciati e azionari;
  • alla durata di tenuta del fondo, infatti come hai potuto notare l’ISC diminuisce all’aumentare del tempo.

Tipologie di prestazioni pensionistica complementare

L’art.11 del decreto legislativo del 5 dicembre 2005 n.252 spiega le tipologie di prestazione dei fondi pensione.

Le forme pensionistiche complementari erogano le seguenti prestazioni:

  • prestazione pensionistica per vecchiaia che si consegue al raggiungimento dell’età pensionabile del regime obbligatorio e con un minimo di 5 anni di partecipazione al fondo;
  • prestazione pensionistica per anzianità che si consegue con la cessazione dell’attività lavorativa, almeno 15 anni di partecipazione al fondo e un’età anagrafica di non più di 10 anni inferiore a quella pensionabile prevista dal regime obbligatorio.

La prestazione pensionistica può essere erogata in:

  • forma di rendita periodica;
  • capitale per un importo massimo pari al 50% di quanto maturato e il rimanente in rendita;
  • capitale per l’intera somma maturata, nel caso in cui la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale sia inferiore al 50% dell’assegno sociale (nel 2022 era pari a 6.085,43€);
  • rendita integrativa temporanea anticipata (RITA), in presenza di:
    • cessazione dell’attività lavorativa;
    • maturazione dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia nel regime di appartenenza entro i 5 anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;
    • requisiti contributivo minimo di 20 anni nei regimi obbligatori di appartenenza;
    • almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare
  • rendita integrativa temporanea anticipata (RITA), in presenza di:
    • cessazione dell’attività lavorativa
    • sei inoccupato da più di 24 mesi;
    • ti mancano non più di 10 anni rispetto all’età per la pensione di vecchiaia;
    • hai almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.

In caso di morte dell’iscritto prima che abbia ricevuto le prestazioni è possibile far riscattare la posizione in primo luogo dai soggetti designati dall’iscritto e in assenza di essi agli eredi, legittimi o testamentari.

In caso di morte dell’iscritto dopo aver ricevuto la prestazione la rendita continuerà ad essere percepita ai beneficiari solo se si ha optato per una rendita reversibile.

Infine è giusto sapere che la rendita può essere associata a una copertura LTC, in caso quindi di non autosufficienza la rendita viene aumentata.

Quindi ricapitolando in caso di rendita, quest’ultima può essere:

  • rendita vitalizia, ricevuta dal momento del pensionamento per tutta la vita;
  • rendita certa e poi vitalizia, entro gli anni designati per esempio 5 o 10 la rendita è reversibile per quel periodo di tempo (se decedo nei primi 5 o 10 anni per i restanti anni i beneficiari continueranno a ricevere la prestazione, dopo tale data invece in caso di decesso la pensione viene meno);
  • rendita vitalizia reversibile, ricevuta dal momento del pensionamento per tutta la vita ma al momento del decesso continua ad essere erogata alla pensione designata e con la percentuale scelta in precedenza (per esempio la rendita continua al coniuge per un valore del 50%);
  • rendita contro il rischio di non autosufficienza per ottenere una rendita maggiore in caso perdita di autosufficienza;
  • rendita con restituzione del capitale non usufruito in caso di decesso.

Prima di aderire ad un fondo pensione bisogna valutare la tipologia di prestazione che si potrà ricevere al momento del pensionamento in quanto ogni pensione complementare presenta solo alcuni servizi di rendita quindi è meglio sapere fin da subito quali opzioni abbiamo.

La scelta ricade soprattutto sulla situazione familiare personale infatti se si ha una famiglia con figli magari è opportuno ricevere una prestazione più ridotta ma allo stesso tempo tutelarsi in caso di premorienza.

Oppure se si vive da soli è opportuno salvaguardare dal rischio di perdita di autosufficienza.

Dimensione del patrimonio dei fondi pensione

La dimensione del patrimonio dei fondi pensione quindi la massa di capitale gestita è un ottimo indicatore per indirizzare la scelta di un fondo pensione rispetto ad un altro.

Infatti un fondo pensione più grande implica maggiore solidità e minori costi di gestione.

Dal bollettino di giugno 2022 di Previdata si evince che il fondo pensione negoziale con il patrimonio maggiore è il fondo Cometa con 12.559 milioni di euro mentre il fondo pensione aperto è il fondo Arca Previdenza di Arca con 4.107 milioni di euro.

Come scegliere i migliori fondi pensione?

Per scegliere il miglior fondo pensione bisogna valutare attentamento tutti e 5 i punti che abbiamo trattato in questo articolo, quindi:

  • comparto di investimento, in base alla propria propensione al rischio e al proprio orizzonte temporale;
  • costi, cercare a parità di condizioni di trovare quello più conveniente sul mercato;
  • rendimenti, cercare a parità di condizioni di trovare quello che ha generato nel medio termine le migliori performance di mercato e su che benchmark investe;
  • tipologie di prestazione, comprendere a quali tipi di rendita è possibile aderire in base alla propria situazione personale e famigliare;
  • dimensione, valutare la grandezza del patrimonio gestito in segno di solidità del fondo.

Per scegliere il migliore fondo pensione è possibile utilizzare i rating messi a disposizione per esempio da Morningstar o Il Sole 24 Ore oppure rivolgersi ad un professionista.

Non esitare a contattarci, la scelta del fondo pensione è molto importante, fai la scelta giusta per migliorare il tuo futuro e dei tuoi cari.

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