ENPAM: come funziona la pensione per i medici

Se sei un medico o un odontoiatra, o stai per diventarlo, ti sarai chiesto a quale cassa vanno i tuoi contributi per la pensione e quanto ti costano ogni anno.

La cassa di previdenza di riferimento è l’ENPAM, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. In questo articolo vediamo come funziona, con gli importi aggiornati al 2026. Se invece vuoi un quadro di tutte le scelte finanziarie che un medico deve fare, dalla Quota B al fondo pensione agli investimenti, trovi tutto nella pagina dedicata alla consulenza finanziaria per medici e odontoiatri.

Contributi pensione medici

I contributi obbligatori sono tre:

  • Quota A, un contributo fisso che dipende dall’età;
  • Quota B, un contributo proporzionale al reddito da libera professione;
  • contributo di maternità, un importo fisso.

Gli odontoiatri sono iscritti obbligatoriamente all’ENPAM come i medici, e pagano la stessa Quota A e la stessa Quota B.

Quota A

La Quota A è il contributo fisso che versano tutti gli iscritti all’Albo, anche se non esercitano la libera professione: la paga anche il medico dipendente del Servizio sanitario nazionale. È dovuta dal mese successivo all’iscrizione all’Albo fino al mese in cui compi l’età pensionabile.

Chi vuole può proseguire volontariamente il versamento fino a 70 anni, ma la domanda va presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui compie 68 anni: dopo non si è più in tempo.

L’importo dipende dall’età. Questi sono i contributi annui del 2026:

FasciaContributo annuo 2026
Studenti del 5° e 6° anno (iscrizione facoltativa)152,37 €
Fino a 30 anni304,73 €
Da 30 a 35 anni591,47 €
Da 35 a 40 anni1.109,92 €
40 anni e oltre2.049,83 €

Si può pagare in un’unica soluzione o a rate. La Quota A è interamente deducibile dal reddito ai fini IRPEF. Per le scadenze e i dettagli la fonte è la pagina ENPAM sui contributi di Quota A.

Quota B

La Quota B si paga sul reddito netto da libera professione: la versa il libero professionista, e anche il medico dipendente che ha redditi da attività libero professionale. I contributi dichiarati e pagati nel 2026 si calcolano sul reddito prodotto nel 2025.

L’aliquota intera è il 19,50% fino a 150.000 euro (la soglia vale per i redditi 2025 e viene rivalutata ogni anno) di reddito netto, e l’1% sulla parte che supera questa soglia: di quell’1%, però, solo lo 0,50% conta ai fini della pensione.

La Quota B non è dovuta se il reddito netto professionale non supera:

  • 5.446,77 euro, se hai meno di 40 anni o sei ammesso al contributo ridotto di Quota A;
  • 10.059,28 euro, se hai 40 anni o più.

Queste soglie cambiano se l’iscrizione, la cancellazione o il pensionamento avvengono in corso d’anno.

Esistono poi delle aliquote ridotte:

  • 2% fino a 150.000 euro e 1% oltre per gli iscritti attivi non pensionati che producono redditi da attività intramoenia ed equiparata e per i partecipanti al corso di formazione in Medicina generale;
  • 9,75%, cioè metà dell’aliquota intera, per gli iscritti attivi che contribuiscono in modo stabile e continuativo anche a un’altra previdenza obbligatoria — compreso un Fondo Speciale ENPAM — o che sono già titolari di pensione a carico di gestioni diverse dal Fondo Generale; e per i pensionati del Fondo Generale che continuano a percepire compensi da libera professione, salvo che scelgano l’aliquota intera.

Un punto che sfugge spesso: le aliquote ridotte non sono automatiche. Vanno richieste all’ENPAM nei termini previsti dal regolamento del Fondo, e chi non le chiede versa l’intera anche avendone diritto. Fa eccezione il caso dei pensionati del Fondo Generale, per i quali la ridotta è la regola.

Pagare l’aliquota ridotta non è sempre un affare: versi meno oggi e avrai meno pensione domani. E c’è una regola da conoscere prima di accettare un riscatto, che ti fa passare all’aliquota intera per sempre: la spieghiamo in Quota B ENPAM: aliquota ridotta o intera.

Anche la Quota B è interamente deducibile dal reddito.

Contributo di maternità

Per il fondo che finanzia le indennità di maternità, adozione e aborto gli iscritti versano una quota fissa di 84,26 euro per il 2026.

Come viene erogata la pensione ai medici?

L’ENPAM prevede diversi trattamenti pensionistici, ciascuno con le sue condizioni.

Pensione ordinaria di vecchiaia

La pensione di vecchiaia del Fondo generale Quota A spetta a 68 anni, a uomini e donne, con almeno 5 anni di contribuzione.

Pensione anticipata

Si può andare in pensione prima in due modi:

  • con un’età minima di 62 anni, 30 anni di anzianità di laurea e 35 anni di contribuzione;
  • a qualsiasi età, con 30 anni di anzianità di laurea e 42 anni di contribuzione.

Chi è stato anche dipendente può sommare i periodi ENPAM e INPS non sovrapposti con il cumulo gratuito: ne parliamo in Medico dipendente con attività privata: INPS più ENPAM. Prima di scegliere l’uscita anticipata conviene farsi calcolare l’importo sulla propria posizione.

Pensione di inabilità

Spetta ai medici e agli odontoiatri che, a causa di un infortunio o di una malattia, sono diventati inabili in modo assoluto e permanente all’esercizio della professione prima di aver compiuto l’età per la pensione di vecchiaia.

In questo caso l’ENPAM integra l’anzianità contributiva maturata con una parte degli anni che mancano all’età pensionabile, così che la pensione non dipenda solo dai pochi anni di contributi versati. Gli importi e le condizioni vanno verificati sul proprio caso.

Pensione ai superstiti

Spetta ai familiari del medico o dell’odontoiatra deceduto in pensione (pensione di reversibilità) o deceduto in attività (pensione indiretta).

Il diritto si acquisisce per legge: non dipende dalla successione né dalla scelta di accettare o meno l’eredità. L’importo è ripartito tra i familiari in quote percentuali, che cambiano a seconda di chi sono i beneficiari: il solo coniuge, il coniuge con i figli, i soli figli.

Quanto percepisce un medico in pensione?

Non esiste una cifra valida per tutti. La pensione ENPAM si compone di più parti: quella di Quota A, legata ai contributi fissi versati da quando ti sei iscritto all’Albo, e quella di Quota B, che dipende dai redditi professionali che hai dichiarato e dai contributi che hai versato negli anni. Chi ha pagato a lungo l’aliquota ridotta avrà una pensione di Quota B più bassa di chi ha pagato quella intera.

Se sei stato anche dipendente, a questa si aggiunge la pensione INPS. Per sapere quanto prenderai davvero bisogna partire dall’estratto della tua posizione, non da una media: è il lavoro che facciamo con la consulenza previdenziale e il calcolo della pensione.

L’ENPAM propone anche strumenti per aumentarla, come il riscatto degli anni di laurea — e della specializzazione, se il corso è stato frequentato entro il 31 dicembre 2006 — o l’allineamento dei contributi di Quota B. Se convengano è una domanda a cui rispondiamo in Riscatto ENPAM di laurea e specializzazione: conviene.

Fondi Speciali ENPAM

L’ENPAM prevede anche tre fondi speciali per chi esercita l’attività in rapporto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale:

  • Medici di medicina generale e pediatri: vi sono iscritti i medici di medicina generale, i pediatri e gli addetti alla guardia medica che hanno un rapporto professionale con il Servizio sanitario nazionale e operano nei propri studi.
  • Specialisti ambulatoriali: vi sono iscritti i medici che hanno un rapporto professionale con il Servizio sanitario nazionale e operano negli ambulatori gestiti dallo stesso SSN.
  • Specialisti esterni convenzionati: vi sono iscritti i medici specialisti esterni che hanno un rapporto convenzionale con il Servizio sanitario nazionale.

Come faccio ad aumentare la pensione?

Per molti medici la pensione ENPAM, da sola, non basta a mantenere il tenore di vita avuto durante la carriera. Oltre agli strumenti interni all’ENPAM, puoi costruire una pensione complementare con un fondo pensione.

  • FondoSanità è il fondo pensione di categoria delle professioni sanitarie: possono aderire i medici e gli odontoiatri iscritti all’ENPAM, sia liberi professionisti sia dipendenti.
  • Perseo Sirio è il fondo negoziale dei dipendenti pubblici, compresa la sanità pubblica, ma non dei medici convenzionati. Se versi almeno l’1%, anche il datore di lavoro versa l’1%.

Dal 2026 i contributi alla previdenza complementare sono deducibili fino a 5.300 euro l’anno, contando anche quelli del datore di lavoro ma non il TFR. I contributi obbligatori ENPAM si deducono a parte, senza questo limite. Per scegliere fra i fondi puoi usare i criteri di Come scegliere i migliori fondi pensione.

Cosa puoi fare ora

Il primo passo è sapere dove sei: quanto hai versato, con quale aliquota, e quanto ti manca rispetto alla pensione che ti serve. Se vuoi farlo con un consulente che non vende prodotti, puoi richiedere la nostra consulenza previdenziale.

Scopri quanto prenderai davvero dall’ENPAM, e quanto ti manca

Leggiamo insieme la tua posizione ENPAM ed eventualmente INPS. La prima consulenza è gratuita, e non riceviamo commissioni da nessuno: ti diciamo solo cosa conviene a te.

Domande frequenti sulla pensione ENPAM

Quanto costa la Quota A ENPAM nel 2026?

Dipende dall’età: nel 2026 sono 152,37 euro per gli studenti del 5° e 6° anno, 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro da 30 a 35 anni, 1.109,92 euro da 35 a 40 anni e 2.049,83 euro dai 40 anni in su. È interamente deducibile.

Qual è l’aliquota della Quota B ENPAM?

L’aliquota intera è il 19,50% del reddito netto da libera professione fino a 150.000 euro, e l’1% sulla parte che eccede. Esistono aliquote ridotte al 2% e al 9,75% per alcune categorie, che però vanno richieste all’ENPAM e non si applicano da sole, e la Quota B non è dovuta sotto determinate soglie di reddito.

A che età va in pensione un medico con l’ENPAM?

La pensione di vecchiaia del Fondo generale Quota A spetta a 68 anni con almeno 5 anni di contribuzione. Quella anticipata è possibile da 62 anni con 30 anni di anzianità di laurea e 35 di contribuzione, oppure a qualsiasi età con 30 anni di laurea e 42 di contribuzione.

Il medico dipendente del SSN paga la Quota A ENPAM?

Sì. La Quota A è dovuta da tutti gli iscritti all’Albo, anche da chi non esercita la libera professione. I contributi del lavoro dipendente vanno invece all’INPS, nella Gestione dipendenti pubblici.

✓ Questo è un articolo verificato
✔ Informazioni verificate
filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

Richiedi una prima consulenza gratuita

Compila il form per iniziare. Ti ricontattiamo a breve.

Immagine di Davide Pasetto

Davide Pasetto

Consulente Finanziario Indipendente per Athena SCF (società di consulenza finanziaria) premiato come miglior consulente finanziario autonomo del Centro Italia. Laureato in Economia & Commercio ho avuto esperienze in ambito assicurativo presso Generali Assicurazioni.

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbero interessare anche...