Prima o poi l’ENPAM ti propone di riscattare gli anni di laurea o di specializzazione. La proposta ha un argomento forte: quello che versi è interamente deducibile dal reddito — con un’eccezione da conoscere, perché chi è in regime forfettario può dedurre i contributi da riscatto solo su eventuali altri redditi soggetti all’IRPEF. Ed è proprio per questo che sembra sempre conveniente. Ma un riscatto è una spesa certa oggi in cambio di un beneficio che arriverà fra molti anni, e per un medico può avere effetti collaterali che la proposta non mette in evidenza.
In questo articolo vediamo quali riscatti esistono, a chi servono e come ragionare sulla convenienza. Il riscatto è una delle scelte che trovi nella nostra pagina sulla consulenza finanziaria per medici e odontoiatri.
Tre strumenti diversi con lo stesso nome
Quando si parla di riscatto ENPAM si mettono spesso insieme cose che funzionano in modo diverso: il riscatto sulla Quota B, l’allineamento dei contributi di Quota B e il riscatto agevolato della laurea sulla Quota A, introdotto nel 2025. Conviene tenerli separati.
Il riscatto sulla Quota B
È riservato a chi versa la Quota B, cioè a chi ha redditi da libera professione. I periodi che si possono riscattare comprendono:
- gli anni del corso legale di laurea, non quelli fuori corso: sei per i medici chirurghi, cinque o sei per gli odontoiatri a seconda dell’ordinamento;
- la specializzazione, ma solo se il corso è stato frequentato entro il 31 dicembre 2006;
- la formazione in Medicina generale, solo se frequentata entro il 4 novembre 2010;
- il servizio militare o civile;
- il periodo precontributivo, cioè quello fra l’iscrizione all’Albo e il 1° gennaio 1990 per i medici chirurghi, o il 1° gennaio 1995 per gli odontoiatri.
Quei due limiti tagliano fuori molti lettori, ed è meglio saperlo subito: se ti sei specializzato dopo il 2006 — cioè, in pratica, se hai meno di cinquant’anni — la specializzazione non la puoi riscattare, e il ragionamento sulla convenienza riguarda solo gli anni di laurea o le altre voci.
C’è una condizione importante: il riscatto sulla Quota B è possibile solo se la libera professione è la tua attività principale. Il medico ospedaliero che fa qualche visita privata, in genere, non è in questa situazione. Il costo lo calcola l’ENPAM sulla tua posizione, ed è quello che trovi nella proposta.
L’allineamento dei contributi di Quota B
L’allineamento serve a portare i contributi degli anni in cui hai versato meno al livello di quelli più alti. Aumenta la pensione, ma non l’anzianità contributiva: non ti fa andare in pensione prima. Per questo è più conveniente a carriera avviata, quando i redditi e quindi i contributi recenti sono più alti.
Per chiederlo servono questi requisiti:
- avere meno di 70 anni;
- almeno 5 anni di anzianità contributiva;
- almeno 1 anno di contributi di Quota B negli ultimi 3 anni;
- essere in regola con i versamenti;
- aver completato eventuali precedenti riscatti di allineamento;
- non aver presentato domanda di pensione di inabilità;
- non aver già presentato, da pensionato, una domanda di allineamento.
Si può pagare in un’unica soluzione, a rate semestrali oppure con un acconto e il resto a rate.
Il riscatto agevolato della laurea sulla Quota A
Dal 2025 esiste un riscatto diverso, che copre ai fini della Quota A gli anni del corso legale di laurea e/o il periodo precontributivo. I requisiti sono:
- non aver compiuto 68 anni;
- almeno 10 anni di anzianità contributiva sulla Quota A;
- essere in regola con i versamenti;
- non avere in corso una domanda di pensione di inabilità;
- aver completato eventuali riscatti precedenti.
Il costo è fissato in modo semplice: per ogni anno riscattato si pagano 4 volte il contributo intero di Quota A in vigore al momento della domanda, in proporzione per le frazioni d’anno. Si paga in un’unica soluzione, a rate semestrali (per un numero di anni fino a quelli riscattati aumentati del 50%) oppure con un acconto e il resto a rate, con scadenze al 30 giugno e al 31 dicembre. Anche questo è interamente deducibile.
L’ENPAM lo indica come utile soprattutto ai medici dipendenti che vogliono sommare, con il cumulo, periodi ENPAM e INPS per arrivare alla pensione anticipata. I dettagli sono sulla pagina ENPAM sul riscatto agevolato sulla Quota A, e come funziona il cumulo lo spieghiamo in Medico dipendente con attività privata: INPS più ENPAM.
Attenzione se versi la Quota B con l’aliquota ridotta
Chi versa la Quota B con un’aliquota ridotta, il 2% o il 9,75%, deve sapere una cosa prima di accettare. L’ENPAM lo scrive nella pagina sull’allineamento: se versi con l’aliquota ridotta e accetti la proposta di riscatto, passi all’aliquota intera del 19,5% in modo irrevocabile.
Il costo vero del riscatto, in questo caso, non è solo la cifra scritta nella proposta: è anche la maggiore Quota B che pagherai su tutti i redditi professionali degli anni successivi. Lo vediamo con un esempio in Quota B ENPAM: aliquota ridotta o intera.
Hai ricevuto una proposta di riscatto dall’ENPAM
Mettiamola a confronto con quello che la stessa somma renderebbe investita altrove, sulla tua posizione reale. La prima consulenza è gratuita, e non riceviamo commissioni da nessuno.
Come ragionare sulla convenienza
La deducibilità è un vantaggio reale, ma non basta a dire che un riscatto conviene. Queste sono le domande da farsi, nell’ordine.
1. Ti serve più anzianità o più pensione
Sono due obiettivi diversi. Se vuoi raggiungere prima i requisiti per la pensione anticipata, ti serve anzianità: l’allineamento non te la dà. Se invece i requisiti li raggiungerai comunque e vuoi un assegno più alto, il ragionamento cambia. Partire dall’obiettivo evita di pagare per lo strumento sbagliato.
2. Quanto costa davvero, al netto della deduzione
Il costo netto è la somma versata meno il risparmio d’imposta, che dipende dal tuo reddito complessivo. A questo va aggiunto, se versi con l’aliquota ridotta, il costo del passaggio irrevocabile all’aliquota intera.
3. Cosa renderebbe la stessa somma investita altrove
È il confronto che le proposte non fanno. Il riscatto va messo accanto alle alternative: versare in un fondo pensione, che è deducibile fino a 5.300 euro l’anno dal 2026 (i contributi ENPAM, riscatti compresi, si deducono a parte, senza questo limite), oppure investire la somma con un orizzonte lungo. Più anni mancano alla pensione, più pesa questo confronto.
4. Quanto sei sicuro dei prossimi anni
Il riscatto immobilizza soldi fino alla pensione. Se nei prossimi anni ti servirà liquidità, per lo studio, la casa o la famiglia, pagare a rate può aiutare, ma resta un impegno. Anche il tipo di attività conta: il riscatto sulla Quota B richiede che la libera professione sia l’attività principale, e le cose possono cambiare nel corso della carriera.
Il ragionamento generale sui riscatti, valido anche fuori dall’ENPAM, lo trovi in Riscatto di laurea: quando conviene davvero. Per sapere quanto prenderai, con e senza riscatto, serve invece partire dal calcolo della tua pensione.
Domande frequenti sul riscatto ENPAM
Quanto costa il riscatto agevolato della laurea sulla Quota A ENPAM?
Per ogni anno riscattato si pagano 4 volte il contributo intero di Quota A in vigore al momento della domanda, in proporzione per le frazioni d’anno. Si può pagare in un’unica soluzione, a rate semestrali o con acconto e rate, ed è interamente deducibile.
Chi può fare il riscatto della laurea sulla Quota B ENPAM?
Il riscatto sulla Quota B è riservato a chi versa la Quota B, e solo se la libera professione è l’attività principale. Oltre alla laurea riguarda la specializzazione o la formazione in Medicina generale, il servizio militare o civile e il periodo precontributivo.
L’allineamento della Quota B anticipa la pensione?
No. L’allineamento porta i contributi degli anni più bassi al livello di quelli più alti e aumenta la pensione, ma non l’anzianità contributiva. Per questo è in genere più conveniente a carriera avviata.
I contributi di riscatto ENPAM sono deducibili?
Sì, sono interamente deducibili dal reddito ai fini IRPEF. La deduzione riduce il costo netto del riscatto, ma non basta da sola a renderlo conveniente: va confrontato con quello che la stessa somma renderebbe in un’altra forma di risparmio.