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	<title>Athena SCF</title>
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	<description>Consulenza Finanziaria Indipendente per capitali importanti</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Sep 2026 09:50:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>

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	<title>Athena SCF</title>
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		<title>Notai e consulenza indipendente: quando indirizzare il cliente</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/notai-e-consulenza-finanziaria-indipendente/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:50:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[consulenza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[successione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo un rogito o una successione il cliente chiede al notaio dove mettere i soldi: cosa fa un consulente finanziario indipendente, cosa non fa e quando ha senso indicarlo.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: N6, articolo per notai. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Il rogito è firmato, la successione è chiusa, e il cliente fa la domanda che non riguarda l’atto: “E adesso questi soldi dove li metto?”. Chi ha appena venduto un immobile, ricevuto un’eredità o incassato una somma importante si rivolge spesso alla persona di cui si fida in quel momento, e quella persona sei tu.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Non è una domanda notarile, ma è una domanda a cui qualcuno risponderà. Se non lo fa un professionista senza conflitti di interesse, lo fa lo sportello della banca dove la somma è appena arrivata. In questo articolo, pensato per i notai come professionisti che consigliano i propri clienti, vediamo cosa fa un consulente finanziario indipendente, cosa non fa, e quando ha senso indicarlo. Se invece cerchi una consulenza per te, trovi tutto in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-notai/">Consulente finanziario per notai</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Tre momenti in cui la domanda arriva</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Dopo la vendita di un immobile</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi vende la casa di famiglia o un immobile a reddito si trova con una somma liquida che prima non aveva, spesso la più grande della sua vita. Nei giorni successivi la banca che la riceve ha tutto l’interesse a proporre polizze, gestioni o fondi della casa. Un esempio di come lavoriamo in questi casi è il nostro <a href="https://athenaconsulenza.it/case-study-investire-oltre-1-milione-di-euro-dopo-la-vendita-di-un-immobile/">case study su oltre 1 milione di euro investito dopo la vendita di un immobile</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Dopo una successione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi eredita riceve spesso strumenti finanziari che non ha scelto: titoli, fondi, polizze, conti in banche diverse. A volte li tiene per rispetto verso chi li ha lasciati, a volte li vende tutti in fretta. Gli errori più comuni li raccogliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/eredita-e-investimenti-gli-errori-da-evitare-per-non-compromettere-il-patrimonio-ricevuto/">Eredità e investimenti: gli errori da evitare</a> e in <a href="https://athenaconsulenza.it/come-investire-eredita/">Come investire un’eredità</a>. Sulla tassazione delle plusvalenze degli strumenti ereditati c’è <a href="https://athenaconsulenza.it/successione-e-strumenti-finanziari-come-vengono-tassate-le-plusvalenze/">un articolo dedicato</a>, fermo restando che la valutazione fiscale del singolo caso spetta al commercialista. Un esempio di patrimonio ereditato seguito da noi è il <a href="https://athenaconsulenza.it/case-study-gestire-uneredita-di-7-milioni-di-euro/">case study su un’eredità di 7 milioni di euro</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quando si organizza il patrimonio per il futuro</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Donazioni, trust, fondi patrimoniali: sono atti che conosci meglio di chiunque. Ma dentro un trust o un fondo patrimoniale ci sono spesso strumenti finanziari, e qualcuno deve decidere come sono composti e investiti. Qui il lavoro del notaio e quello del consulente si toccano senza sovrapporsi: lo spieghiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-e-pianificazione-successoria/">Trust e pianificazione successoria</a> e nel nostro servizio di <a href="https://athenaconsulenza.it/pianificazione-successoria/">pianificazione successoria</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Cosa fa un consulente finanziario indipendente</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il punto che distingue un consulente indipendente è come viene pagato. Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF: non vende prodotti e non riceve commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione. È pagata solo dal cliente. Per il tuo cliente questo significa che il consiglio non cambia a seconda del prodotto che sceglie.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Analizza</strong> quello che il cliente ha già: investimenti, polizze, conti, e i costi che sta pagando, spesso visibili solo nel <a href="https://athenaconsulenza.it/rendiconto-mifid-come-capire-se-stai-pagando-troppe-commissioni-sugli-investimenti/">rendiconto annuale dei costi</a>.</li>
<li><strong>Costruisce un piano</strong> a partire dagli obiettivi del cliente: una rendita, la crescita del capitale, la protezione di chi verrà dopo.</li>
<li><strong>Consiglia</strong> gli strumenti e ne segue l’andamento nel tempo. Il consulente non opera al posto del cliente: le decisioni restano sue.</li>
</ul>

<h2 class="wp-block-heading">Cosa non fa</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto importante, per un professionista che indirizza un cliente, è sapere dove finisce il lavoro del consulente.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Non fa consulenza notarile, legale o fiscale.</strong> Su atti, successioni e imposte rimanda ai professionisti competenti, e quando il caso lo richiede lavora insieme a loro.</li>
<li><strong>Non vende prodotti</strong> e non incassa commissioni su quello che il cliente sceglie.</li>
<li><strong>Non è sempre la risposta giusta.</strong> In generale ha senso rivolgersi a un consulente indipendente da circa 200.000 euro di patrimonio in su. Sotto quella soglia il costo della consulenza pesa molto, e spesso bastano poche scelte ben fatte con strumenti semplici.</li>
</ul>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-notaio-clienti">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza indipendente</div>
      <h3 id="ath-cta-notaio-clienti" class="ath-cta__title">Parliamo di come lavoriamo, prima di un caso concreto</h3>
      <p class="ath-cta__text">Scrivici per conoscere il nostro metodo, o perché un tuo cliente ci contatti: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e diciamo con chiarezza se e come possiamo essere utili.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Contatta Athena SCF per una prima consulenza gratuita">Scrivici</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando ha senso indicarlo al cliente</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Non ogni atto richiede un consulente. Alcuni segnali però indicano che il cliente sta per prendere una decisione importante senza avere gli elementi per farlo:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li>la somma è grande rispetto al resto del suo patrimonio, e non ha mai gestito nulla di simile;</li>
<li>ha già in mano una proposta della banca e ti chiede cosa ne pensi;</li>
<li>ha ereditato strumenti finanziari che non conosce e non sa se tenerli;</li>
<li>sta organizzando un trust, un fondo patrimoniale o una donazione e non ha ancora deciso come investire quello che vi confluisce.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">In tutti questi casi la cosa più utile che puoi dire al cliente è anche la più semplice: prima di firmare un investimento, chieda un parere a chi non ha nulla da vendergli. Che sia noi o un altro consulente indipendente, conta che sia iscritto all’albo OCF e pagato solo da lui.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla consulenza indipendente per i clienti del notaio</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Che differenza c’è fra un consulente indipendente e il consulente della banca?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il consulente indipendente non vende prodotti e non riceve commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione: è pagato solo dal cliente. Per questo il suo consiglio non dipende dal prodotto che il cliente sceglie.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Un consulente finanziario indipendente si occupa anche della successione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Solo della parte finanziaria: come è composto e investito il patrimonio che passa agli eredi. Gli aspetti notarili, legali e fiscali della successione restano ai professionisti competenti, con cui il consulente può lavorare insieme.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Da quale patrimonio ha senso rivolgersi a un consulente indipendente?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">In generale da circa 200.000 euro in su. Sotto quella soglia il costo della consulenza pesa molto sul patrimonio, e spesso bastano poche scelte ben fatte con strumenti semplici.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto costa la prima consulenza con Athena SCF?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La prima consulenza con Athena SCF è gratuita. Serve a capire la situazione e a dire con chiarezza se e come una consulenza indipendente può essere utile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/protezione-patrimonio-notaio/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[successione]]></category>
		<category><![CDATA[finanza personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21524</guid>
		<description><![CDATA[<p>Polizza RC collettiva e suoi limiti, indennità di cessazione e passaggio generazionale: come proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio dal lato finanziario.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: N5, articolo per notai. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Proteggere un patrimonio e trasmetterlo sono, per un <strong>notaio</strong>, materia di lavoro quotidiano. Proprio per questo è facile trascurare il proprio: si conoscono bene gli strumenti giuridici, ma resta aperta la domanda finanziaria, cioè quanto è esposto il patrimonio, come è investito e cosa succede quando cambia qualcosa.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo guardiamo tre momenti: i rischi della professione, la cessazione delle funzioni e il passaggio generazionale. Sugli atti l’esperto sei tu; noi ci occupiamo della parte finanziaria. Il quadro generale è in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-notai/">Consulente finanziario per notai</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">I rischi della professione: la polizza collettiva</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Dal 2006 il Consiglio Nazionale del Notariato stipula una polizza di responsabilità civile collettiva per tutti i notai in esercizio, a carico del proprio bilancio. Secondo il <a href="https://www.notariato.it/" target="_blank" rel="noopener">Consiglio Nazionale del Notariato</a>, la polizza in corso dal 1° novembre 2024 ha queste caratteristiche:</p>

<figure class="wp-block-table"><table>
<thead><tr><th>Elemento</th><th>Polizza collettiva in corso</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td>Massimale</td><td>3.000.000 euro per sinistro e per anno</td></tr>
<tr><td>Franchigia</td><td>15.000 euro per sinistro</td></tr>
<tr><td>Retroattività</td><td>illimitata</td></tr>
<tr><td>Massimale integrativo</td><td>possibile, a carico del singolo notaio</td></tr>
</tbody>
</table></figure>

<h3 class="wp-block-heading">Dove la polizza collettiva non arriva</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Una copertura ampia non è una copertura totale, e i punti da guardare dal lato finanziario sono tre.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La franchigia</strong> resta a tuo carico per ogni sinistro. È una somma che conviene considerare nella riserva di liquidità, non una sorpresa da affrontare quando arriva.</li>
<li><strong>Il massimale vale per sinistro e per anno</strong>: se nello stesso anno i sinistri sono più di uno, condividono lo stesso tetto. Se il volume e il valore degli atti del tuo studio lo giustificano, il massimale integrativo è una scelta da valutare.</li>
<li><strong>L’illecito penale</strong>. Il notariato ha anche un Fondo di garanzia, gestito dal Consiglio Nazionale, che interviene per i danni derivanti da illecito penale del notaio quando la polizza non opera. Come interviene nel singolo caso è una questione giuridica, non finanziaria.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai limiti della polizza, il patrimonio personale e familiare va organizzato pensando anche a cosa succede oltre quei limiti. Gli strumenti li conosci: il <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-protezione-patrimoniale/">trust</a> e il <a href="https://athenaconsulenza.it/fondo-patrimoniale-a-tutela-del-patrimonio-familiare/">fondo patrimoniale</a>, con le differenze che riassumiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-e-fondo-patrimoniale-cosa-cambia-e-quale-scegliere/">Trust e fondo patrimoniale: cosa cambia</a>. Gli effetti giuridici dipendono dal caso concreto e vanno valutati con i professionisti competenti; il nostro contributo è su come il patrimonio che vi confluisce è composto e investito.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Se eserciti in forma associata</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La legge notarile consente ai notai di associarsi per l’esercizio in comune e la ripartizione dei proventi. Dal lato finanziario cambia il modo in cui arrivano i redditi e la liquidità dello studio; le condizioni e gli effetti dell’associazione sono una questione giuridica che conosci meglio di noi.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando cessi le funzioni</h2>

<h3 class="wp-block-heading">L’indennità di cessazione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Al notaio che cessa le funzioni la Cassa Nazionale del Notariato riconosce un’<strong>indennità di cessazione</strong>, prevista dal Regolamento della Cassa. È una prestazione una tantum: per ogni anno di esercizio effettivo vale un dodicesimo della media nazionale degli onorari repertoriali percepiti dai notai in esercizio nei vent’anni precedenti la cessazione, al netto delle quote versate alla Cassa e al Consiglio Nazionale. Per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 2023, il valore di ciascun anno non può superare una volta e mezza la pensione minima mensile lorda.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Due conseguenze pratiche. La prima: l’indennità è legata alla media nazionale degli onorari, non ai tuoi, quindi per chi ha avuto redditi alti rappresenta in proporzione una parte più piccola di quanto guadagnava, con la stessa logica della pensione. La seconda: arriva in un’unica soluzione, e diventa un capitale da decidere come usare, nello stesso momento in cui il reddito dello studio si ferma.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Chi cessa senza i requisiti per la pensione diretta ha diritto all’indennità di cessazione, ma non alla pensione: i requisiti sono spiegati in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-notaio-come-si-calcola/">Pensione del notaio: come si calcola</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Il passaggio dal reddito alla pensione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Alla cessazione si mettono insieme più pezzi: la pensione della Cassa, l’indennità, l’eventuale fondo pensione, gli investimenti. Il lavoro da fare è trasformarli in un’entrata sostenibile, decidendo per ciascuno se usarlo come rendita o come capitale. Sul fondo pensione ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-meglio-la-rendita-o-il-capitale-per-intero/">Pensione: meglio la rendita o il capitale</a>, e su come costruire prima la parte che manca in <a href="https://athenaconsulenza.it/previdenza-integrativa-notai/">Previdenza integrativa per notai con reddito alto</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-notaio-patrimonio">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per notai</div>
      <h3 id="ath-cta-notaio-patrimonio" class="ath-cta__title">Metti in ordine il tuo patrimonio prima che serva</h3>
      <p class="ath-cta__text">Guardiamo insieme come è composto e investito: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sulla protezione del patrimonio del notaio">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Il passaggio generazionale</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Quello che la Cassa garantisce alla famiglia</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Se il notaio muore mentre è in esercizio, ai familiari spetta la pensione indiretta; se muore da pensionato, la pensione di reversibilità. Al coniuge superstite spetta il 70% della pensione. È una tutela importante, ma per una famiglia abituata al reddito di uno studio notarile copre una parte di quello che viene a mancare.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Organizzare il patrimonio per chi lo riceverà</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio generazionale ha una parte giuridica e fiscale, che non è il nostro mestiere, e una parte finanziaria: quanto del patrimonio è liquido quando serve, come sono investiti gli strumenti che passeranno agli eredi, se chi li riceve sarà in grado di gestirli. Gli strumenti vanno scelti per il caso concreto: il <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-e-pianificazione-successoria/">trust nella pianificazione successoria</a>, le <a href="https://athenaconsulenza.it/polizze-assicurative-e-pianificazione-successoria/">polizze assicurative</a>, e il nostro servizio di <a href="https://athenaconsulenza.it/pianificazione-successoria/">pianificazione successoria</a>, che lavora insieme ai professionisti che seguono gli aspetti legali e fiscali.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla protezione del patrimonio del notaio</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto copre la polizza RC collettiva dei notai?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La polizza collettiva stipulata dal Consiglio Nazionale del Notariato, in corso dal 1° novembre 2024, ha un massimale di 3.000.000 euro per sinistro e per anno, una franchigia di 15.000 euro per sinistro e retroattività illimitata. Il singolo notaio può aggiungere a proprie spese un massimale integrativo.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Come si calcola l’indennità di cessazione del notaio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Per ogni anno di esercizio effettivo vale un dodicesimo della media nazionale degli onorari repertoriali dei notai in esercizio nei vent’anni precedenti la cessazione, al netto delle quote versate a Cassa e Consiglio Nazionale. Per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 2023 il valore annuo non può superare una volta e mezza la pensione minima mensile lorda.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto spetta al coniuge del notaio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Al coniuge superstite spetta il 70% della pensione: come pensione indiretta se il notaio muore in esercizio, come pensione di reversibilità se muore da pensionato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Notaio appena nominato: le scelte finanziarie dei primi anni</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/notaio-neo-nominato-primi-anni/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:30:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[finanza personale]]></category>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21523</guid>
		<description><![CDATA[<p>Apertura dello studio, prestito d’onore della Cassa, redditi che arrivano tutti insieme e una pensione che si decide già adesso: le scelte finanziarie dei primi anni da notaio.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: N4, articolo per notai. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Hai superato il concorso, hai scelto la sede e ora c’è uno studio da aprire. Dopo anni passati a studiare, le decisioni cambiano natura: non si tratta più di preparare un esame, ma di mettere in piedi un’attività, e presto di gestire un reddito che prima non c’era.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Le scelte finanziarie dei primi anni sono quelle che pesano più a lungo. In questo articolo vediamo quali sono, con le regole della Cassa Nazionale del Notariato che le riguardano. Il quadro generale di come lavoriamo con i notai è in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-notai/">Consulente finanziario per notai</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Dalla graduatoria alla sede</h2>

<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo concorso notarile, bandito il 13 dicembre 2022 per 400 posti, si è chiuso con 288 vincitori, nominati con decreto ministeriale del 12 giugno 2025. I vincitori scelgono le sedi in ordine di graduatoria.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La sede non è solo una scelta di vita: è anche la prima decisione economica. Da lì dipendono i costi dello studio, il volume di atti che puoi aspettarti e i tempi in cui l’attività diventa sostenibile. Sono cose che cambiano molto da sede a sede, e che conviene mettere per iscritto prima di impegnarsi.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Aprire lo studio: il sostegno della Cassa</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Dalla nomina sei iscritto d’ufficio alla <a href="https://www.cassanotariato.it/" target="_blank" rel="noopener">Cassa Nazionale del Notariato</a>, che gestisce la tua previdenza obbligatoria. Per i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico la Cassa prevede due forme di sostegno.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Il contributo per l’impianto dello studio</h3>

<p class="wp-block-paragraph">È un contributo per le spese di avvio: macchinari, software, canoni di locazione, personale. Le condizioni per accedervi e come si calcola sono stabilite dalla Cassa, e vanno verificate sul suo sito per il tuo caso.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Il prestito d’onore</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il prestito d’onore va da <strong>5.000 a 60.000 euro</strong>, con una durata da 36 a 60 mesi e un tasso pari all’Euribor a 3 mesi più il 2%. La Cassa riconosce un contributo sugli interessi.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Un prestito, anche agevolato, è un debito. Prima di chiederlo conviene rispondere a due domande: quanto ti serve davvero per le spese che non puoi rinviare, e in quanto tempo i flussi dello studio ti permettono di restituirlo senza tensioni. Chiedere il massimo “perché c’è” significa pagare interessi su soldi che restano fermi.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando il reddito arriva, e arriva tutto insieme</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio può essere brusco: prima gli anni di preparazione del concorso, poi uno studio che comincia a lavorare. Il rischio di questa fase non è guadagnare poco, ma prendere impegni troppo presto: il mutuo più alto, l’auto, lo stile di vita che si adegua al primo anno buono prima di sapere com’è un anno normale.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il reddito del notaio è reddito di lavoro autonomo, e parte di quello che incassi non è tuo: ci sono i contributi, che la Cassa calcola sugli onorari di repertorio e riscuote tramite gli Archivi notarili, e ci sono le imposte. Per la parte fiscale il riferimento è il tuo commercialista. Per la parte finanziaria, alcune regole semplici funzionano quasi sempre:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Separare i soldi</strong>: la liquidità dello studio, quella accantonata per imposte e contributi, e quella personale.</li>
<li><strong>Costruire una riserva</strong> prima di investire, che copra alcuni mesi di spese dello studio e della famiglia.</li>
<li><strong>Rinviare gli impegni lunghi</strong> finché non conosci il reddito di un anno ordinario.</li>
<li><strong>Non investire la liquidità nella prima proposta</strong> che arriva dalla banca: prima si decide l’obiettivo, poi lo strumento.</li>
</ul>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-notaio-nomina">
  <div class="ath-cta__inner">
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      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per notai</div>
      <h3 id="ath-cta-notaio-nomina" class="ath-cta__title">Imposta bene i primi anni dello studio</h3>
      <p class="ath-cta__text">Raccontaci da dove parti e dove vuoi arrivare: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita per notai di prima nomina">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La pensione si decide già adesso</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Sembra presto per pensarci, ma per un notaio non lo è. La pensione diretta della Cassa si calcola sugli <strong>anni di esercizio</strong>: un importo fisso per i primi dieci anni e il 2,70% in più per ogni anno oltre il decimo, fino a quaranta anni complessivi. Non dipende da quanto versi, quindi guadagnare di più non aumenta la pensione: aumenta la distanza fra il tuo reddito e quello che riceverai. Tutti i dettagli sono in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-notaio-come-si-calcola/">Pensione del notaio: come si calcola</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Chi è appena nominato ha il vantaggio più grande di tutti: il tempo. Un fondo pensione avviato nei primi anni ha decenni per crescere, e i versamenti si deducono dal reddito fino a 5.300 euro l’anno dal 2026. Per i notai non c’è un fondo pensione negoziale di categoria, ma la Cassa ha convenzioni con alcuni fondi aperti: vanno confrontati con le alternative su costi, comparti e orizzonte. Ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/previdenza-integrativa-notai/">Previdenza integrativa per notai con reddito alto</a>.</p>

<h2 class="wp-block-heading">Proteggere quello che stai costruendo</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Dal primo giorno di esercizio sei coperto dalla polizza di responsabilità civile collettiva che il Consiglio Nazionale del Notariato stipula per tutti i notai in esercizio, a carico del proprio bilancio. Ha un massimale e una franchigia per sinistro, ed è possibile integrarne il massimale a proprie spese. Come valutarla, insieme alla protezione della famiglia, è spiegato in <a href="https://athenaconsulenza.it/protezione-patrimonio-notaio/">Proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Un’ultima cosa da sapere: chi cessa le funzioni senza aver maturato i requisiti per la pensione non riceve la pensione, ma un’indennità di cessazione una tantum. È raro pensarci all’inizio della carriera, ma è una ragione in più per non affidare il proprio futuro alla sola Cassa.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti dei notai appena nominati</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto si può chiedere con il prestito d’onore della Cassa del Notariato?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il prestito d’onore per i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico va da 5.000 a 60.000 euro, con durata da 36 a 60 mesi e tasso pari all’Euribor a 3 mesi più il 2%. La Cassa riconosce un contributo sugli interessi.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quali spese copre il contributo per l’apertura dello studio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il contributo della Cassa Nazionale del Notariato per l’impianto dello studio riguarda i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico e copre spese come macchinari, software, canoni di locazione e personale. Le condizioni vanno verificate sul sito della Cassa.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Ha senso aprire un fondo pensione nei primi anni da notaio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">In genere sì, perché il tempo è il vantaggio principale: i versamenti hanno decenni per crescere e si deducono dal reddito fino a 5.300 euro l’anno dal 2026. Il fondo va però scelto confrontando costi, comparti e orizzonte, non solo perché è convenzionato con la Cassa.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Guadagnare di più aumenta la pensione del notaio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No. La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato dipende dagli anni di esercizio, non dal reddito né dai contributi versati. Un reddito più alto aumenta invece la distanza fra quello che guadagni e quello che riceverai in pensione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Previdenza integrativa per notai con reddito alto</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/previdenza-integrativa-notai/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:20:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21522</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per un notaio con reddito alto la pensione della Cassa lascia una distanza ampia dall’ultimo reddito: come colmarla con il fondo pensione, anche convenzionato, e con gli investimenti.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: N3, articolo per notai. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">La pensione diretta del <strong>notaio</strong> si calcola sugli anni di esercizio, non sul reddito né sui contributi versati. Per chi ha onorari alti questo significa una cosa precisa: a parità di anni la pensione è la stessa di un collega che ha guadagnato molto meno, e la distanza fra l’ultimo reddito e la prima pensione è più ampia.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Quella distanza non la colma nessuno al posto tuo. In questo articolo vediamo con quali strumenti si costruisce la parte che manca: la previdenza complementare, compresi i fondi convenzionati con la Cassa, e gli investimenti. Il quadro generale è in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-notai/">Consulente finanziario per notai</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Prima di tutto: quanto manca</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Non si può decidere quanto versare senza sapere a cosa serve. Il punto di partenza è una stima della pensione della Cassa in base agli anni di esercizio che puoi realisticamente raggiungere, confrontata con le spese che prevedi dopo il ritiro. Come si calcola la pensione lo spieghiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-notaio-come-si-calcola/">Pensione del notaio: come si calcola</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Nella stima conviene essere prudenti su un punto: la rivalutazione delle pensioni della Cassa non è automatica. Ogni anno il Consiglio di amministrazione decide se e quanto rivalutarle, e può anche non farlo, come è successo al 1° luglio 2024 secondo la relazione annuale della Cassa. Un piano che dà per scontato l’adeguamento all’inflazione rischia di sottostimare quanto manca.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Il fondo pensione: niente fondo di categoria, sette convenzioni</h2>

<p class="wp-block-paragraph">A differenza di altre professioni, per i notai <strong>non esiste un fondo pensione negoziale di categoria</strong>. La Cassa Nazionale del Notariato ha invece stipulato convenzioni con alcuni fondi pensione aperti. Secondo la sezione convenzioni del sito della <a href="https://www.cassanotariato.it/" target="_blank" rel="noopener">Cassa</a>, sono:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li>Amundi;</li>
<li>Anima Arti&amp;Mestieri;</li>
<li>Arca Previdenza;</li>
<li>AXA Previdenza per Te;</li>
<li>Azimut;</li>
<li>BCC R&amp;P Aureo;</li>
<li>Generali Global.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Una convenzione non rende un fondo adatto a te. Non vendiamo né consigliamo a priori nessuno di questi fondi, e nessun altro: la scelta si fa confrontando le alternative, convenzionate e non, sugli stessi criteri.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Come confrontare i fondi pensione</h3>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>I costi</strong>, attraverso l’Indicatore sintetico dei costi (ISC), che la <a href="https://www.covip.it/" target="_blank" rel="noopener">COVIP</a> rende confrontabile fra fondi diversi. Su un orizzonte di decenni una differenza che sembra piccola pesa molto sul capitale finale.</li>
<li><strong>I comparti</strong>: cosa contiene davvero la linea che scegli, quanto rischio porta e se è coerente con il resto del tuo patrimonio.</li>
<li><strong>Gli anni che mancano alla pensione</strong>: con un orizzonte lungo si può accettare più oscillazione, con un orizzonte breve conta di più la stabilità.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Le regole per il confronto sono spiegate in <a href="https://athenaconsulenza.it/come-scegliere-i-migliori-fondi-pensione-5-cose-da-guardare/">Come scegliere i migliori fondi pensione</a>, e in <a href="https://athenaconsulenza.it/il-fondo-pensione-migliore/">Il fondo pensione migliore</a> trovi perché non esiste una risposta valida per tutti.</p>

<h3 class="wp-block-heading">La deduzione, e il suo limite</h3>

<p class="wp-block-paragraph">I versamenti alla previdenza complementare si deducono dal reddito fino a <strong>5.300 euro l’anno</strong> dal 2026, per effetto della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025); fino al 2025 il limite era di 5.164,57 euro. Con un reddito alto il risparmio fiscale su quella somma è rilevante, ed è la ragione principale per cui il fondo pensione ha senso anche per un notaio.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ma il limite è fisso, mentre la distanza da colmare cresce con il reddito. Per chi ha onorari alti il fondo pensione copre spesso solo una parte di quello che serve. Per gli aspetti fiscali del tuo caso, il riferimento resta il tuo commercialista.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-notaio-previdenza">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per notai</div>
      <h3 id="ath-cta-notaio-previdenza" class="ath-cta__title">Confronta il tuo fondo pensione con le alternative</h3>
      <p class="ath-cta__text">Guardiamo insieme costi, comparti e quanto manca alla tua pensione: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sulla previdenza integrativa del notaio">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Oltre il fondo pensione: gli investimenti</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La parte che il fondo pensione non copre si costruisce con un piano di investimento. Non è un’alternativa al fondo pensione, è il suo complemento: il fondo porta il vantaggio della deduzione e il vincolo dei tempi, gli investimenti liberi portano la flessibilità di usare il capitale quando serve.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Tre cose contano più delle altre:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Un obiettivo scritto</strong>: quanto capitale serve a una certa età per integrare la pensione, e con quale margine di prudenza.</li>
<li><strong>I costi</strong>: con redditi alti la liquidità si accumula e attira proposte di gestioni, polizze e fondi della casa. Il costo reale si legge nel rendiconto annuale, e come farlo è spiegato in <a href="https://athenaconsulenza.it/rendiconto-mifid-come-capire-se-stai-pagando-troppe-commissioni-sugli-investimenti/">Rendiconto MiFID: come capire se stai pagando troppe commissioni</a>.</li>
<li><strong>La coerenza con il resto del patrimonio</strong>: immobili, studio, liquidità e fondo pensione vanno guardati insieme, non come conti separati.</li>
</ul>

<h2 class="wp-block-heading">Al momento della pensione: rendita o capitale</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il fondo pensione, arrivati alla pensione, pone un’altra scelta: ricevere una rendita, il capitale o una combinazione dei due, nei limiti previsti dalle regole della previdenza complementare. La scelta dipende dal resto del tuo patrimonio e da come prevedi di usarlo; ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-meglio-la-rendita-o-il-capitale-per-intero/">Pensione: meglio la rendita o il capitale</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla previdenza integrativa dei notai</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Esiste un fondo pensione di categoria per i notai?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No, per i notai non esiste un fondo pensione negoziale di categoria. La Cassa Nazionale del Notariato ha convenzioni con alcuni fondi pensione aperti: Amundi, Anima Arti&amp;Mestieri, Arca Previdenza, AXA Previdenza per Te, Azimut, BCC R&amp;P Aureo e Generali Global.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Un fondo convenzionato con la Cassa è la scelta migliore?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Non necessariamente. Una convenzione non rende un fondo adatto a te: va confrontato con le alternative su costi (ISC), comparti e anni che mancano alla pensione, esattamente come qualsiasi altro fondo.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto si può dedurre versando in un fondo pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Dal 2026 i versamenti alla previdenza complementare si deducono fino a 5.300 euro l’anno, per effetto della legge di bilancio 2026. Fino al 2025 il limite era di 5.164,57 euro.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Per un notaio con reddito alto basta il fondo pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Spesso no. Il limite di deduzione è fisso, mentre la distanza fra reddito e pensione cresce con il reddito, perché la pensione della Cassa dipende dagli anni di esercizio e non dai contributi. La parte che resta scoperta si costruisce con un piano di investimento accanto al fondo pensione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Pensione del notaio: come si calcola e quando spetta</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/pensione-notaio-come-si-calcola/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:10:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21521</guid>
		<description><![CDATA[<p>La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato si calcola sugli anni di esercizio e non sui contributi: per questo chi guadagna di più riceve in proporzione meno.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: N2, articolo per notai. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Viene naturale pensare che la pensione cresca con i contributi versati: più versi, più ricevi. Per il <strong>notaio</strong> non è così. La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato si calcola sugli <strong>anni di esercizio</strong>, e questo cambia il modo in cui conviene pensare al proprio futuro, soprattutto se hai un reddito alto.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo vediamo come funziona il calcolo, quando spetta la pensione, cosa succede se si smette prima, e perché chi guadagna di più riceve in proporzione meno. Se vuoi un quadro generale di come lavoriamo con i notai, lo trovi in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-notai/">Consulente finanziario per notai</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La Cassa Nazionale del Notariato</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La Cassa è un’associazione senza scopo di lucro con personalità giuridica di diritto privato, privatizzata con il D.Lgs. 509/1994 e vigilata dai Ministeri del Lavoro, dell’Economia e della Giustizia. Gestisce la previdenza obbligatoria dei notai: l’iscrizione è obbligatoria e d’ufficio, dalla nomina e per tutta la durata dell’esercizio.</p>

<p class="wp-block-paragraph">I contributi si calcolano in percentuale sugli onorari di repertorio e vengono riscossi tramite gli Archivi notarili. Sono quindi legati agli atti che ricevi: più onorari, più contributi.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Come si calcola la pensione diretta</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Secondo le regole pubblicate dalla <a href="https://www.cassanotariato.it/pensione-diretta/" target="_blank" rel="noopener">Cassa Nazionale del Notariato</a>, la pensione diretta è composta da due parti:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>un importo fisso</strong> che copre i primi dieci anni di esercizio;</li>
<li><strong>il 2,70% in più per ogni anno di esercizio oltre il decimo</strong>, fino a un massimo di altri trenta anni, quindi fino a quaranta anni complessivi.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Per il conteggio degli anni conta anche la frazione: un periodo superiore a sei mesi si arrotonda a un anno intero, mentre un periodo fino a sei mesi non si conta. Oltre i quaranta anni la pensione non cresce più.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Nel calcolo non compare il reddito. Non compaiono nemmeno i contributi che hai versato. Contano solo gli anni.</p>

<h2 class="wp-block-heading">Perché chi guadagna di più riceve in proporzione meno</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo due notai che hanno esercitato per lo stesso numero di anni. Uno ha una sede con molti atti e onorari alti, l’altro una sede più piccola. Il primo ha versato contributi molto più alti, perché i contributi seguono gli onorari. Ma la pensione diretta, a parità di anni, è la stessa per entrambi.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è che il rapporto fra la pensione e l’ultimo reddito è molto diverso. Per il notaio con la sede piccola la pensione può coprire una parte importante del tenore di vita; per quello con i redditi alti ne copre una parte minore, e la distanza da colmare è più ampia. Più alto è il reddito, più è probabile che il passaggio alla pensione sia un salto, se non lo si prepara.</p>

<p class="wp-block-paragraph">C’è anche un secondo effetto: gli anni di esercizio sono la variabile che conta. Chi viene nominato più tardi, o interrompe l’esercizio, ha meno anni a disposizione per avvicinarsi al massimo. Quanto pesi nel tuo caso dipende dalla tua carriera, ed è la prima cosa da guardare.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando spetta la pensione diretta</h2>

<p class="wp-block-paragraph">I requisiti sono alternativi fra loro: basta soddisfarne uno.</p>

<figure class="wp-block-table"><table>
<thead><tr><th>Requisito</th><th>Età</th><th>Anni</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td>Età</td><td>75 anni</td><td>almeno 20 anni di esercizio</td></tr>
<tr><td>Età e esercizio</td><td>almeno 67 anni</td><td>30 anni di esercizio effettivo</td></tr>
<tr><td>Anzianità</td><td>nessun limite</td><td>35 anni di anzianità, di cui almeno 30 di esercizio effettivo</td></tr>
<tr><td>Inabilità</td><td>nessun limite</td><td>inabilità assoluta e permanente, indipendentemente dagli anni</td></tr>
</tbody>
</table></figure>

<p class="wp-block-paragraph">Chi cessa le funzioni senza avere nessuno di questi requisiti non ha diritto alla pensione, ma all’<strong>indennità di cessazione</strong>: una prestazione una tantum calcolata sugli anni di esercizio effettivo. Ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/protezione-patrimonio-notaio/">Proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio</a>.</p>

<h2 class="wp-block-heading">La pensione ai familiari</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Se il notaio muore mentre è in esercizio, ai familiari spetta la pensione indiretta; se muore quando è già pensionato, spetta la pensione di reversibilità. Al coniuge superstite spetta il 70% della pensione. È un elemento da considerare quando si pianifica la protezione della famiglia: quello che la Cassa garantisce è una parte, non l’intero reddito che la famiglia perde.</p>

<h2 class="wp-block-heading">La rivalutazione non è automatica</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° luglio di ogni anno il Consiglio di amministrazione della Cassa decide se e quanto rivalutare le pensioni, tenendo conto dell’inflazione e dell’andamento degli onorari medi versati. Può anche decidere di non rivalutarle: secondo la relazione annuale della Cassa, al 1° luglio 2024 la rivalutazione non c’è stata.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per chi pianifica significa una cosa semplice: il potere d’acquisto della pensione nel tempo non è garantito, e in un piano prudente va considerata anche l’ipotesi che resti ferma per qualche anno.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-notaio-pensione">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per notai</div>
      <h3 id="ath-cta-notaio-pensione" class="ath-cta__title">Misura la distanza fra il tuo reddito e la tua pensione</h3>
      <p class="ath-cta__text">Partiamo dai tuoi anni di esercizio e dai tuoi obiettivi: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sulla pensione del notaio">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare con queste informazioni</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo è stimare la tua pensione in base agli anni di esercizio che puoi realisticamente raggiungere, e confrontarla con le spese che prevedi dopo il ritiro. La differenza è quello che devi costruire da solo, con la previdenza complementare e con gli investimenti: come farlo lo spieghiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/previdenza-integrativa-notai/">Previdenza integrativa per notai con reddito alto</a>. Se vuoi un’analisi della tua posizione, c’è anche la nostra <a href="https://athenaconsulenza.it/calcolo-pensione-consulenza-previdenziale/">consulenza previdenziale</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla pensione del notaio</h2>

<h3 class="wp-block-heading">La pensione del notaio dipende dai contributi versati?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No. La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato dipende dagli anni di esercizio: un importo fisso per i primi dieci anni, più il 2,70% per ogni anno oltre il decimo, fino a quaranta anni complessivi. A parità di anni, notai con contributi molto diversi ricevono la stessa pensione.</p>

<h3 class="wp-block-heading">A che età va in pensione un notaio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Dipende dagli anni di esercizio. La pensione diretta spetta a 75 anni con almeno 20 anni di esercizio, oppure da 67 anni con 30 anni di esercizio effettivo, oppure senza limiti di età con 35 anni di anzianità di cui almeno 30 di esercizio effettivo. Spetta inoltre in caso di inabilità assoluta e permanente.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Cosa succede se un notaio cessa senza i requisiti per la pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi cessa le funzioni senza i requisiti per la pensione diretta ha diritto all’indennità di cessazione, una prestazione una tantum calcolata per ogni anno di esercizio effettivo, e non alla pensione.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Le pensioni della Cassa del Notariato si rivalutano ogni anno?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Non automaticamente. Dal 1° luglio di ogni anno il Consiglio di amministrazione della Cassa decide se e quanto rivalutarle in base all’inflazione e all’andamento degli onorari medi. Può anche non farlo: secondo la relazione annuale della Cassa, al 1° luglio 2024 non c’è stata rivalutazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Consulente finanziario per notai: pensione, Cassa e patrimonio</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-notai/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[consulenza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21520</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pensione calcolata sugli anni di esercizio, fondi convenzionati, apertura dello studio e patrimonio: i problemi finanziari che vediamo più spesso nei notai e come li affrontiamo da consulenti indipendenti.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: N1, pagina per notai. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Se sei un <strong>notaio</strong>, passi le giornate a mettere ordine nei patrimoni degli altri: compravendite, successioni, donazioni, società. Il tuo invece resta spesso in fondo alla lista, fra una pensione che segue regole tutte sue, la liquidità che si accumula sul conto e le proposte della banca.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questa pagina trovi i problemi che vediamo più spesso nei notai, e come li affrontiamo da <strong>consulenti finanziari indipendenti</strong>: pagati solo da te, senza prodotti da venderti. Sugli atti, sulle tasse e sulle successioni l’esperto sei tu o il tuo commercialista; noi ci occupiamo della parte finanziaria.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">I problemi che vediamo più spesso nei notai</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Una pensione che dipende dagli anni, non dai contributi</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La previdenza obbligatoria dei notai la gestisce la <strong>Cassa Nazionale del Notariato</strong>, a cui sei iscritto d’ufficio dalla nomina. I contributi si calcolano in percentuale sugli onorari di repertorio, ma la pensione diretta non si calcola su quanto hai versato: si calcola sugli <strong>anni di esercizio</strong>. C’è un importo fisso per i primi dieci anni, a cui si aggiunge il 2,70% per ogni anno oltre il decimo, fino a un massimo di quaranta anni complessivi.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La conseguenza è che, a parità di anni, notai con redditi molto diversi ricevono la stessa pensione. Chi ha guadagnato di più vede la distanza più ampia fra l’ultimo reddito e la prima pensione. Lo spieghiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-notaio-come-si-calcola/">Pensione del notaio: come si calcola</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Colmare la distanza fra reddito e pensione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Per i notai non esiste un fondo pensione negoziale di categoria. La Cassa ha stipulato convenzioni con alcuni fondi pensione aperti, ma una convenzione non rende un fondo adatto a te: vanno confrontati i costi, i comparti e gli anni che mancano alla pensione. Dal 2026 i versamenti alla previdenza complementare si deducono fino a 5.300 euro l’anno, e per un reddito alto spesso non bastano: serve anche un piano di investimento. Ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/previdenza-integrativa-notai/">Previdenza integrativa per notai con reddito alto</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">I primi anni dopo la nomina</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Dopo il concorso arriva la scelta della sede, e con lei l’apertura dello studio: locali, personale, software. Per i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico la Cassa prevede un contributo per l’impianto dello studio e un prestito d’onore. Le decisioni prese in quegli anni pesano a lungo: le trovi in <a href="https://athenaconsulenza.it/notaio-neo-nominato-primi-anni/">Notaio appena nominato: le scelte finanziarie dei primi anni</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Proteggere il patrimonio e trasmetterlo</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio Nazionale del Notariato stipula una polizza di responsabilità civile collettiva per tutti i notai in esercizio, con un massimale e una franchigia. Alla cessazione delle funzioni la Cassa riconosce un’indennità una tantum, che diventa un capitale da gestire. E il patrimonio costruito in una carriera va organizzato pensando anche a chi lo riceverà: il <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-protezione-patrimoniale/">trust</a>, il <a href="https://athenaconsulenza.it/fondo-patrimoniale-a-tutela-del-patrimonio-familiare/">fondo patrimoniale</a>, le <a href="https://athenaconsulenza.it/polizze-assicurative-e-pianificazione-successoria/">polizze nella pianificazione successoria</a>. Ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/protezione-patrimonio-notaio/">Proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Liquidità ferma e investimenti proposti dalla banca</h3>

<p class="wp-block-paragraph">I redditi alti producono liquidità, e la liquidità attira proposte: gestioni patrimoniali, polizze, fondi della casa. Spesso il costo non si vede finché non si legge il rendiconto annuale dei costi. Come leggerlo è spiegato in <a href="https://athenaconsulenza.it/rendiconto-mifid-come-capire-se-stai-pagando-troppe-commissioni-sugli-investimenti/">Rendiconto MiFID: come capire se stai pagando troppe commissioni</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">I clienti che ti chiedono dove mettere i soldi</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Dopo un rogito o una successione capita che il cliente ti chieda cosa fare della somma appena ricevuta. Non è una domanda notarile, ma è una domanda a cui qualcuno deve rispondere senza conflitti di interesse. Quando ha senso indirizzarlo a un consulente indipendente, e cosa quel consulente fa e non fa, lo trovi in <a href="https://athenaconsulenza.it/notai-e-consulenza-finanziaria-indipendente/">Notai e consulenza finanziaria indipendente</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Come lavoriamo con i notai</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF. Non vendiamo prodotti e non riceviamo commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione: il nostro unico compenso è la parcella che paghi tu. È questo che ci permette di dirti anche quando un fondo pensione, una polizza o una gestione non ti convengono.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prima analisi gratuita</strong>: guardiamo insieme la tua posizione alla Cassa Nazionale del Notariato, l’eventuale fondo pensione e gli investimenti che hai già, compresi i costi che stai pagando.</li>
<li><strong>Un piano scritto</strong>: quanto mettere da parte per la pensione e dove, come investire la liquidità dello studio e quella personale, come proteggere la famiglia e organizzare il patrimonio.</li>
<li><strong>Un consulente di riferimento</strong>: lo stesso nel tempo, che segue il piano e lo aggiorna quando cambiano il reddito, le regole della Cassa o i tuoi obiettivi.</li>
</ul>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-notaio">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per notai</div>
      <h3 id="ath-cta-notaio" class="ath-cta__title">Scopri quanto manca fra il tuo reddito e la tua pensione</h3>
      <p class="ath-cta__text">Raccontaci la tua situazione: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita per notai">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti dei notai</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Come si calcola la pensione di un notaio?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato non dipende dai contributi versati ma dagli anni di esercizio: un importo fisso per i primi dieci anni, più il 2,70% per ogni anno di esercizio oltre il decimo, fino a un massimo di quaranta anni complessivi.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Esiste un fondo pensione di categoria per i notai?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No, non esiste un fondo pensione negoziale di categoria. La Cassa Nazionale del Notariato ha convenzioni con alcuni fondi pensione aperti, ma una convenzione non basta a rendere un fondo adatto: costi, comparti e anni alla pensione vanno confrontati con le alternative.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Athena si occupa anche di successioni e di aspetti fiscali?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No. Athena SCF dà consulenza finanziaria: su tasse, atti e successioni rimanda ai professionisti competenti. Nella pianificazione successoria lavoriamo sulla parte finanziaria del patrimonio, cioè su come è investito e su come è organizzato per chi lo riceverà.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Da quale patrimonio ha senso rivolgersi a un consulente indipendente?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">In generale da circa 200.000 euro in su. Sotto quella soglia il costo della consulenza pesa molto sul patrimonio, e spesso bastano poche scelte ben fatte: un fondo pensione a basso costo e strumenti semplici.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Proteggere il patrimonio dell'avvocato</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/protezione-patrimonio-avvocato/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:40:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[finanza personale]]></category>
		<category><![CDATA[successione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21514</guid>
		<description><![CDATA[<p>La polizza RC professionale è obbligatoria, ma ha massimali e condizioni. Come mettere in ordine il patrimonio personale e quali strumenti valutare oltre la copertura.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: A6, articolo per avvocati. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>avvocato</strong> risponde dei danni che può causare nell’esercizio della professione. È un rischio che conosci bene dal lato dei clienti, ma che raramente si guarda dal lato del proprio patrimonio: la casa, i risparmi, gli investimenti, quello che vuoi lasciare alla famiglia.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo trovi cosa copre la polizza obbligatoria e dove si ferma, come separare il patrimonio personale dal rischio professionale e quali strumenti vale la pena valutare. Il quadro generale dei temi finanziari della professione è in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulenza-finanziaria-indipendente-avvocati/">consulenza finanziaria indipendente per avvocati</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Una premessa necessaria: Athena SCF non dà consulenza legale né fiscale. Sugli strumenti giuridici e sui contratti il riferimento è un legale o un notaio; il nostro lavoro è la parte finanziaria, e coordinarla con loro.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La polizza RC professionale: obbligatoria, ma con dei limiti</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Per gli avvocati l’assicurazione di <strong>responsabilità civile professionale</strong> è obbligatoria: lo prevede l’articolo 12 della legge professionale forense (legge 247/2012), che impone anche una polizza contro gli infortuni per collaboratori, dipendenti e praticanti. Il decreto del Ministero della Giustizia del 22 settembre 2016, pubblicato nella <a href="https://www.gazzettaufficiale.it" target="_blank" rel="noopener">Gazzetta Ufficiale</a> n. 238 dell’11 ottobre 2016, fissa le condizioni essenziali e i massimali minimi di queste polizze.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il punto da tenere a mente è la parola <strong>minimi</strong>. Il decreto stabilisce quello che una polizza deve almeno garantire, non quello che serve a te. Il massimale è la cifra oltre la quale la compagnia non paga: se un danno la supera, la differenza resta a tuo carico.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Le domande da fare sulla tua polizza</h3>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il massimale è adeguato</strong> al tipo di pratiche che segui e al valore delle cause?</li>
<li><strong>Quali esclusioni</strong> e quali franchigie prevede il contratto?</li>
<li><strong>Quali periodi copre</strong>, per esempio per errori commessi prima della sottoscrizione o fatti valere dopo che hai smesso di esercitare?</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Le risposte stanno nel contratto e cambiano da polizza a polizza. Falle leggere a chi sa leggerle: un legale esperto in materia assicurativa o un intermediario di cui ti fidi. Quello che possiamo fare noi è metterle accanto al tuo patrimonio, e capire quanto ne resta esposto oltre la copertura.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Separare il patrimonio personale dal rischio professionale</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La protezione non comincia dagli strumenti giuridici, ma da una fotografia ordinata. Molti professionisti non sanno dire con precisione quanto possiedono, dove, intestato a chi e con quale liquidità disponibile. Senza questa fotografia ogni scelta successiva si fa al buio.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Tieni distinte le finanze dello studio e quelle di famiglia</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Conti, carte e spese dello studio mescolati a quelli personali rendono difficile capire quanto lo studio produce davvero, quanta liquidità gli serve e quanta invece è risparmio da investire. Separarli è la base per tutto il resto, compresa la pianificazione della pensione.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Costruisci una riserva di liquidità</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Un periodo di reddito basso, una franchigia da pagare, una controversia che si trascina: una riserva liquida, separata dagli investimenti di lungo periodo, evita di dover vendere nel momento sbagliato o di chiedere un prestito per far fronte a una spesa imprevista.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Non concentrare tutto in un solo posto</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Un patrimonio fatto solo dello studio e della casa, o investito tutto con un’unica banca in prodotti costosi, è fragile anche senza pensare a rischi professionali. La diversificazione e il controllo dei costi sono protezione tanto quanto una polizza: se non sai quanto stai pagando, parti da <a href="https://athenaconsulenza.it/rendiconto-mifid-come-capire-se-stai-pagando-troppe-commissioni-sugli-investimenti/">come leggere il rendiconto MiFID</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Pensa alla previdenza come a una parte della protezione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Con la riforma della Cassa Forense la pensione dipende sempre di più da quanto hai versato. Una pensione ben costruita è una fonte di reddito che la tua famiglia potrà contare anche quando tu avrai smesso di lavorare: ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-avvocato-quanto-prenderai/">Pensione dell’avvocato: quanto prenderai davvero</a> e in <a href="https://athenaconsulenza.it/riforma-cassa-forense-pensione-contributivo/">Riforma Cassa Forense: cosa cambia per la tua pensione</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Gli strumenti da valutare</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Oltre la polizza esistono strumenti che servono a organizzare il patrimonio familiare e a destinarlo a uno scopo. Ognuno ha regole, costi e limiti propri, e la loro efficacia nel tuo caso la deve valutare un legale o un notaio. Qui trovi solo una mappa, con i riferimenti per approfondire.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il fondo patrimoniale</strong>, che vincola determinati beni ai bisogni della famiglia: <a href="https://athenaconsulenza.it/fondo-patrimoniale-a-tutela-del-patrimonio-familiare/">fondo patrimoniale a tutela del patrimonio familiare</a>.</li>
<li><strong>Il trust</strong>, con cui i beni vengono affidati a un gestore per uno scopo o a favore di beneficiari: <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-protezione-patrimoniale/">trust e protezione patrimoniale</a>.</li>
<li><strong>Il confronto tra i due</strong>, che hanno presupposti e effetti diversi: <a href="https://athenaconsulenza.it/trust-e-fondo-patrimoniale-cosa-cambia-e-quale-scegliere/">trust e fondo patrimoniale, cosa cambia</a>.</li>
<li><strong>Le polizze nella pianificazione successoria</strong>, per organizzare cosa arriva a chi: <a href="https://athenaconsulenza.it/polizze-assicurative-e-pianificazione-successoria/">polizze assicurative e pianificazione successoria</a>.</li>
<li><strong>La pianificazione successoria</strong> nel suo insieme: <a href="https://athenaconsulenza.it/pianificazione-successoria/">pianificazione successoria</a>.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Un consiglio di metodo: questi strumenti si scelgono a mente fredda, partendo da obiettivi chiari per la famiglia, non come reazione a un problema. E vanno sempre inseriti in un piano che tenga conto anche di liquidità, investimenti e pensione, perché ogni bene vincolato è un bene di cui disponi con meno libertà.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di un consulente indipendente</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF. Non vendiamo polizze, fondi o altri prodotti e non riceviamo commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione: siamo pagati solo da te. Questo ci permette di guardare al tuo patrimonio senza un prodotto da proporre.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In concreto ricostruiamo con te la mappa del patrimonio, individuiamo quanto è esposto e quanto è liquido, e costruiamo un piano per investimenti e previdenza. Sulle scelte legali e fiscali lavoriamo accanto al tuo legale e al tuo commercialista. In generale un consulente indipendente ha senso da circa 200.000 euro di patrimonio in su.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-patrimonio-avvocato">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per avvocati</div>
      <h3 id="ath-cta-patrimonio-avvocato" class="ath-cta__title">Metti in ordine il tuo patrimonio prima che serva</h3>
      <p class="ath-cta__text">Raccontaci la tua situazione: <strong>la prima consulenza è gratuita</strong> e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sulla protezione del patrimonio">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla protezione del patrimonio dell’avvocato</h2>

<h3 class="wp-block-heading">L’assicurazione RC professionale è obbligatoria per gli avvocati?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Sì. Le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze di responsabilità civile e contro gli infortuni degli avvocati sono fissati dal decreto del Ministero della Giustizia del 22 settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 dell’11 ottobre 2016.</p>

<h3 class="wp-block-heading">La polizza RC professionale protegge tutto il patrimonio dell’avvocato?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No. La polizza paga entro il massimale e secondo le condizioni del contratto: se un danno supera il massimale, o rientra in un’esclusione, la differenza resta a carico del professionista. Il decreto fissa massimali minimi, che non sono necessariamente adeguati alla tua attività.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quali strumenti si possono valutare per proteggere il patrimonio familiare?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Tra i più usati ci sono il fondo patrimoniale, il trust, le polizze inserite in una pianificazione successoria. Hanno regole, costi e limiti diversi, e la scelta va fatta con un legale o un notaio all’interno di un piano che comprenda liquidità, investimenti e pensione.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Athena SCF può consigliarmi tra trust e fondo patrimoniale?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Non sulla parte giuridica: Athena SCF non dà consulenza legale né fiscale. Possiamo ricostruire con te il patrimonio, capire quanto è esposto e come si inserisce uno strumento nel piano finanziario, lavorando accanto al tuo legale o notaio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Avvocato in regime forfettario: il fondo pensione conviene?</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/avvocato-regime-forfettario-fondo-pensione/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:30:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<category><![CDATA[tassazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21513</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nel regime forfettario i contributi alla Cassa Forense si deducono, i versamenti al fondo pensione di solito no. Cosa succede alla parte non dedotta e come ragionare sulla convenienza.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: A5, articolo per avvocati. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Molti <strong>avvocati</strong> nei primi anni di professione sono in <strong>regime forfettario</strong>. Prima o poi arriva la domanda: ha senso aprire un <strong>fondo pensione</strong>, visto che la pensione della Cassa Forense si calcola sempre di più su quanto versi? La risposta passa da una distinzione che spesso si confonde: quella tra i contributi alla Cassa e i versamenti al fondo.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo trovi come funzionano le due cose nel forfettario, cosa succede alla parte che non puoi dedurre, l’adempimento da non dimenticare e come ragionare sulla convenienza. Il quadro generale dei temi finanziari della professione è in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulenza-finanziaria-indipendente-avvocati/">consulenza finanziaria indipendente per avvocati</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Una premessa: Athena SCF non dà consulenza fiscale. Qui trovi le regole generali per orientarti; come si applicano alla tua dichiarazione lo verifica il tuo commercialista.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">I contributi alla Cassa Forense si deducono</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Nel forfettario i <strong>contributi previdenziali obbligatori</strong> si deducono dal reddito determinato forfettariamente. Se superano quel reddito, l’eccedenza è deducibile dal reddito complessivo. Lo chiarisce l’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per un avvocato questo significa che il contributo soggettivo e quello integrativo dovuti alla Cassa riducono la base su cui paghi l’imposta. È un punto a favore della previdenza obbligatoria, che vale la pena tenere presente quando confronti le alternative.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Il fondo pensione, invece, di solito no</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Per la previdenza complementare la regola è diversa. Come indica la <a href="https://www.covip.it" target="_blank" rel="noopener">COVIP</a>, i lavoratori autonomi in regime forfettario <strong>non beneficiano della deducibilità</strong> dei contributi versati al fondo pensione nella fase di accumulo.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, la deduzione diventa possibile solo se hai <strong>altri redditi che concorrono al reddito complessivo IRPEF</strong>, da cui dedurre i versamenti. Se il reddito da avvocato in forfettario è l’unico che hai, i versamenti al fondo non riducono le tasse di oggi. Se hai anche altri redditi, per esempio da lavoro dipendente o da immobili, verifica con il commercialista se e quanto puoi dedurre nel tuo caso.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per confronto, in regime ordinario il limite annuo di deducibilità dei versamenti alla previdenza complementare è di <strong>5.300 euro dal 2026</strong>, per effetto della legge di bilancio 2026 (legge 199/2025); fino al 2025 era di 5.164,57 euro. Ti interessa se pensi di uscire dal forfettario negli anni in cui continuerai a versare.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La parte non dedotta non si paga due volte</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Qui c’è il punto che cambia il ragionamento. Sempre secondo la COVIP, quando arrivi al pensionamento la <strong>parte dei contributi che non hai dedotto non è tassata</strong>. Il vantaggio fiscale, in altre parole, non sparisce: si sposta dalla fase di versamento a quella in cui ricevi la prestazione, limitatamente ai contributi non dedotti.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Perché questo funzioni, però, il fondo deve sapere quanto non hai dedotto.</p>

<h3 class="wp-block-heading">L’adempimento da non dimenticare</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi non deduce tutto o parte dei contributi deve <strong>comunicare al fondo pensione l’importo non dedotto entro il 31 dicembre dell’anno successivo</strong> a quello del versamento. Per i versamenti del 2026, quindi, entro il 31 dicembre 2027.</p>

<p class="wp-block-paragraph">È una comunicazione semplice, ma va fatta ogni anno. Metti un promemoria, e chiedi al tuo fondo con quale modulo o canale la accetta.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Allora conviene o no</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una risposta valida per tutti. Esiste un modo ordinato di arrivarci, che parte dal fatto che il fondo pensione non è l’unico posto dove mettere quei soldi.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Prima capisci quanto ti manca</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La domanda vera non è “fondo pensione sì o no”, ma “quanto mi mancherà alla pensione, e qual è il modo migliore per colmarlo”. Con la riforma entrata in vigore nel 2025, chi si iscrive alla Cassa dal 1° gennaio 2025 avrà la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, e chi era già iscritto avrà una quota contributiva sempre più rilevante. Ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-avvocato-quanto-prenderai/">Pensione dell’avvocato: quanto prenderai davvero</a> e in <a href="https://athenaconsulenza.it/riforma-cassa-forense-pensione-contributivo/">Riforma Cassa Forense: cosa cambia per la tua pensione</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Poi confronta le alternative</h3>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Dentro la Cassa</strong>: se hai pagato i <a href="https://athenaconsulenza.it/contributi-minimi-cassa-forense-under-35/">contributi minimi ridotti</a>, puoi integrarli entro 12 anni dalla prima iscrizione; puoi anche scegliere la contribuzione modulare volontaria, tra l’1% e il 20% del reddito professionale netto. Come si trattano questi versamenti nella tua dichiarazione è una domanda da fare al commercialista.</li>
<li><strong>Il fondo pensione</strong>: senza deduzione oggi, ma con la parte non dedotta non tassata alla prestazione. Contano molto i costi e la linea di investimento: le cose da guardare sono in <a href="https://athenaconsulenza.it/come-scegliere-i-migliori-fondi-pensione-5-cose-da-guardare/">come scegliere i migliori fondi pensione</a>.</li>
<li><strong>Un investimento libero</strong>: nessun vincolo di destinazione, soldi disponibili se lo studio ne ha bisogno o se vuoi smettere prima.</li>
</ul>

<h3 class="wp-block-heading">E tieni conto di come cambierà la tua situazione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il forfettario spesso è una fase, non una condizione permanente. Se prevedi di passare al regime ordinario, i versamenti al fondo degli anni successivi potranno essere dedotti entro il limite annuo, e un fondo aperto oggi a costi bassi è già pronto. Se invece il tuo reddito resterà contenuto a lungo, la flessibilità di un investimento libero può valere di più.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-forfettario-avvocato">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per avvocati</div>
      <h3 id="ath-cta-forfettario-avvocato" class="ath-cta__title">Scegli dove mettere i risparmi per la pensione, con i tuoi numeri</h3>
      <p class="ath-cta__text">Siamo consulenti finanziari indipendenti: non vendiamo fondi pensione e non riceviamo commissioni. <strong>La prima consulenza è gratuita.</strong></p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita su regime forfettario e fondo pensione">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti su forfettario e fondo pensione</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Un avvocato in regime forfettario può dedurre i versamenti al fondo pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">In linea generale no: secondo la COVIP i lavoratori autonomi in regime forfettario non beneficiano della deducibilità dei contributi alla previdenza complementare. La deduzione è possibile solo se ci sono altri redditi che concorrono al reddito complessivo IRPEF, e va verificata con il commercialista.</p>

<h3 class="wp-block-heading">I contributi alla Cassa Forense si deducono nel regime forfettario?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Sì. I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito determinato forfettariamente, e l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Cosa succede alla parte non dedotta del fondo pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Al pensionamento la parte dei contributi non dedotta non è tassata. Il vantaggio fiscale non si perde, ma si sposta al momento in cui ricevi la prestazione.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Entro quando va comunicato al fondo l’importo non dedotto?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello del versamento. Per i contributi versati nel 2026 la comunicazione va fatta entro il 31 dicembre 2027, e va ripetuta ogni anno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Contributi minimi Cassa Forense 2026 e agevolazioni under 35</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/contributi-minimi-cassa-forense-under-35/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:20:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21512</guid>
		<description><![CDATA[<p>Gli importi dei contributi minimi della Cassa Forense per il 2026, la riduzione a metà per chi si iscrive prima dei 35 anni, l'integrazione entro 12 anni e l'esonero temporaneo.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: A4, articolo per avvocati. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Nei primi anni da <strong>avvocato</strong> il reddito è spesso basso e irregolare, mentre i contributi minimi della <strong>Cassa Forense</strong> arrivano puntuali. Per questo esistono le agevolazioni per chi si iscrive giovane: contributi a metà per sei anni, e la possibilità di recuperare più avanti quello che non hai versato.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo trovi gli importi dei minimi per il 2026, come funziona la riduzione per gli under 35, quando conviene integrare, l’esonero temporaneo e la scadenza da segnare. Se vuoi il quadro completo dei temi finanziari della professione, parti da <a href="https://athenaconsulenza.it/consulenza-finanziaria-indipendente-avvocati/">consulenza finanziaria indipendente per avvocati</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">I contributi minimi 2026</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Ogni iscritto deve alla Cassa dei contributi minimi, indipendentemente dal reddito dell’anno. Per il 2026 gli importi sono questi:</p>

<figure class="wp-block-table"><table>
<thead><tr><th>Contributo</th><th>Importo intero</th><th>Importo ridotto</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td>Soggettivo minimo</td><td>2.790 €</td><td>1.395 €</td></tr>
<tr><td>Integrativo minimo</td><td>355 €</td><td>177,50 €</td></tr>
</tbody>
</table></figure>

<p class="wp-block-paragraph">A questi si aggiunge il <strong>contributo di maternità</strong>, il cui importo è stabilito ogni anno e che viene riscosso insieme alla quarta rata dei minimi, il <strong>30 settembre</strong>. Gli importi aggiornati e il calendario completo dei pagamenti sono pubblicati sul sito della <a href="https://www.cassaforense.it" target="_blank" rel="noopener">Cassa Forense</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">I minimi e l’autoliquidazione</h3>

<p class="wp-block-paragraph">I minimi non sono tutto. Se il tuo reddito lo richiede, in autoliquidazione paghi le eccedenze: nel 2026 il contributo soggettivo è il 17% del reddito netto professionale IRPEF fino al tetto, più il 3% oltre il tetto, e l’integrativo è il 4% del volume d’affari IVA. Le aliquote salgono per effetto della riforma: le trovi spiegate in <a href="https://athenaconsulenza.it/riforma-cassa-forense-pensione-contributivo/">Riforma Cassa Forense: cosa cambia per la tua pensione</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La riduzione a metà per chi si iscrive prima dei 35 anni</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Se la tua <strong>prima iscrizione alla Cassa decorre da prima dei 35 anni</strong>, per i primi <strong>sei anni</strong> di iscrizione i contributi minimi soggettivo e integrativo sono ridotti alla metà: nel 2026, 1.395 euro e 177,50 euro.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Tre cose da sapere:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’anno vale per intero ai fini previdenziali.</strong> Pagare il ridotto non ti fa perdere l’anno nel conteggio della tua anzianità.</li>
<li><strong>Le eccedenze restano dovute.</strong> Chi usa la riduzione paga comunque in autoliquidazione i contributi calcolati sul reddito oltre i minimi.</li>
<li><strong>Versi di meno, quindi accumuli di meno.</strong> La riduzione alleggerisce i conti di oggi, ma il montante su cui si calcola la pensione cresce meno.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo punto conta di più di quanto sembri. Chi si iscrive alla Cassa dal 1° gennaio 2025 avrà la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo: ogni euro non versato nei primi anni è un euro in meno nel conto su cui si calcolerà la pensione.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">L’integrazione entro 12 anni</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La Cassa ti permette di rimediare: <strong>entro 12 anni dalla prima iscrizione</strong> puoi integrare il 50% mancante per ogni annualità in cui hai pagato il ridotto, per far crescere il montante. Non si versa però la cifra nominale: sull’integrazione si applica un <strong>interesse dell’1,50% annuo</strong>, che decorre dal secondo anno successivo a quello di competenza. Più aspetti, più costa.</p>

<p class="wp-block-paragraph">È una scelta, non un obbligo, e ha senso ragionarci con i numeri in mano. Da una parte c’è il vantaggio di tenere liquidità nei primi anni, quando lo studio ne ha bisogno; dall’altra c’è una pensione più alta, che con il contributivo dipende proprio da quanto hai versato. Nel mezzo ci sono le alternative per la stessa somma: un <a href="https://athenaconsulenza.it/il-fondo-pensione-migliore/">fondo pensione</a>, la contribuzione modulare, un piano di investimento. Quale sia la migliore dipende dal tuo reddito, dagli anni che mancano alla pensione e dal trattamento fiscale nel tuo regime, da verificare con il commercialista.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La cosa da non fare è lasciar scadere i 12 anni senza averci pensato. Se hai usato la riduzione, segnati l’anno in cui la finestra si chiude.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">L’esonero temporaneo dal contributo minimo</h2>

<p class="wp-block-paragraph">L’articolo 40 del Regolamento Unico prevede un <strong>esonero temporaneo</strong> dal contributo minimo soggettivo, nei casi indicati dall’articolo 21, comma 7, della legge 247 del 2012.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li>Si può chiedere <strong>per un solo anno</strong> nell’intera vita di iscrizione.</li>
<li>Per maternità o adozione può arrivare <strong>fino a tre anni</strong>.</li>
<li>L’anno esonerato <strong>resta valido ai fini della pensione</strong>.</li>
<li>Restano dovuti il contributo integrativo, quello di maternità e i contributi in autoliquidazione.</li>
<li>La domanda si presenta online <strong>entro il 30 settembre</strong> dell’anno per cui la chiedi.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Proprio perché è concesso una sola volta, conviene valutare con attenzione in quale anno usarlo. Se pensi di rientrare nei casi previsti, verifica i requisiti sul Regolamento della Cassa prima di presentare la domanda.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando il minimo soggettivo non è più dovuto</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il contributo minimo soggettivo non è dovuto dall’anno solare successivo a quello in cui maturi il diritto a pensione. Chi è in pensione di vecchiaia e resta iscritto versa il soggettivo al 12% del reddito, più il 3% oltre il tetto, ma continua a dovere il minimo integrativo e il contributo di maternità.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Le scelte dei primi anni pesano su tutta la carriera</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Riduzione, integrazione, esonero, riscatto degli anni di laurea o di praticantato: sono decisioni che si prendono presto e di cui si vedono gli effetti trent’anni dopo. Per capire che pensione ti aspetta, e come le scelte di oggi la spostano, leggi <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-avvocato-quanto-prenderai/">Pensione dell’avvocato: quanto prenderai davvero</a>. Se sei in regime forfettario, c’è un tema a parte sul fondo pensione: lo trovi in <a href="https://athenaconsulenza.it/avvocato-regime-forfettario-fondo-pensione/">Avvocato in regime forfettario: il fondo pensione conviene?</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-minimi-cf">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per avvocati</div>
      <h3 id="ath-cta-minimi-cf" class="ath-cta__title">Decidi con i numeri se integrare i contributi ridotti</h3>
      <p class="ath-cta__text">Siamo una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF, pagata solo da te. <strong>La prima consulenza è gratuita.</strong></p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sui contributi Cassa Forense">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sui contributi minimi Cassa Forense</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto sono i contributi minimi della Cassa Forense nel 2026?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il contributo minimo soggettivo è di 2.790 euro e quello integrativo di 355 euro. Con la riduzione per chi si iscrive prima dei 35 anni diventano 1.395 e 177,50 euro. A questi si aggiunge il contributo di maternità, riscosso con la rata del 30 settembre.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Chi ha diritto ai contributi minimi ridotti?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi ha la prima iscrizione alla Cassa Forense con decorrenza da prima dei 35 anni. La riduzione alla metà vale per i primi sei anni di iscrizione, ma le eccedenze in autoliquidazione restano dovute per intero.</p>

<h3 class="wp-block-heading">L’anno con i contributi ridotti vale per la pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Sì, vale per intero ai fini previdenziali. Il montante però cresce meno, e per questo entro 12 anni dalla prima iscrizione puoi integrare il 50% mancante per ogni annualità ridotta.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Si può chiedere l’esonero dal contributo minimo soggettivo?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Sì, nei casi previsti dall’articolo 21, comma 7, della legge 247 del 2012, per un solo anno nell’intera iscrizione, o fino a tre anni per maternità o adozione. L’anno resta valido per la pensione e la domanda va presentata online entro il 30 settembre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Pensione dell'avvocato: quanto prenderai davvero</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/pensione-avvocato-quanto-prenderai/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:10:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21511</guid>
		<description><![CDATA[<p>Requisiti, costo dell'anticipo e calcolo della pensione per gli avvocati iscritti alla Cassa Forense, e perché conviene ragionare per tempo su come integrarla.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: A3, articolo per avvocati. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Quanto prenderà di pensione un <strong>avvocato</strong>? La risposta onesta è che dipende da te più di quanto sembri: da quando ti sei iscritto alla <strong>Cassa Forense</strong>, da quanto hai versato, da quando decidi di smettere. E dopo la riforma entrata in vigore nel 2025 dipende sempre di più da quanto verserai d’ora in avanti.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo trovi i requisiti per andare in pensione, quanto costa anticiparla, perché la pensione della Cassa da sola rischia di non bastare e come ragionare sull’integrazione. Il quadro completo dei temi che riguardano la professione è in <a href="https://athenaconsulenza.it/consulenza-finanziaria-indipendente-avvocati/">consulenza finanziaria indipendente per avvocati</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando puoi andare in pensione</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Le regole che seguono valgono per chi aveva già anzianità contributiva alla Cassa al 31 dicembre 2024.</p>

<h3 class="wp-block-heading">La pensione di vecchiaia</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il requisito è di <strong>70 anni di età</strong> e almeno <strong>35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione</strong>. Contano entrambi: l’età da sola non basta.</p>

<h3 class="wp-block-heading">L’anticipo dai 65 anni</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Puoi andare in pensione prima, a partire dai 65 anni, se hai almeno 35 anni di contribuzione. Se la tua anzianità è tra 35 e 39 anni, scatta una <strong>riduzione definitiva dello 0,41% per ogni mese di anticipo</strong> rispetto ai 70 anni. Con 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione, e comunque non prima dei 65 anni, la riduzione non si applica.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Attenzione a cosa viene ridotto, perché è il punto che cambia il conto: l’articolo 65 del Regolamento Unico applica quella percentuale alla <strong>quota retributiva</strong>, cioè alla parte di pensione maturata fino al 31 dicembre 2024, non all’assegno intero. La <strong>quota modulare non viene ridotta</strong>, e la quota contributiva per gli anni dal 2025 segue regole proprie. Sull’assegno complessivo, quindi, l’effetto è minore di quello che leggi in tabella, e dipende da quanto pesa la quota base nel tuo caso.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Moltiplicando i mesi per lo 0,41%, l’effetto su quella quota è questo:</p>

<figure class="wp-block-table"><table>
<thead><tr><th>Età di uscita</th><th>Mesi di anticipo</th><th>Riduzione della quota retributiva (35–39 anni di contributi)</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td>65 anni</td><td>60</td><td>24,6%</td></tr>
<tr><td>66 anni</td><td>48</td><td>19,68%</td></tr>
<tr><td>67 anni</td><td>36</td><td>14,76%</td></tr>
<tr><td>68 anni</td><td>24</td><td>9,84%</td></tr>
<tr><td>69 anni</td><td>12</td><td>4,92%</td></tr>
</tbody>
</table></figure>

<p class="wp-block-paragraph">Uscire a 65 anni con 36 anni di contributi significa quindi rinunciare a quasi un quarto di quella quota, per tutta la vita. Quanto pesi sull’assegno complessivo dipende da quanta parte della tua pensione viene dagli anni fino al 2024: per chi ha una carriera lunga alle spalle è la parte più grande. Arrivare a 40 anni di contribuzione cambia completamente il conto, ed è una delle ragioni per cui il <a href="https://athenaconsulenza.it/riscatto-di-laurea-quando-conviene-davvero/">riscatto</a> degli anni di laurea o di praticantato va valutato presto.</p>

<h3 class="wp-block-heading">La pensione di anzianità, a 62 anni</h3>

<p class="wp-block-paragraph">C’è una terza via, che spesso si dimentica: la <strong>pensione di anzianità</strong> spetta a 62 anni di età con almeno <strong>40 anni di effettiva iscrizione e integrale contribuzione</strong>. È l’unica strada che permette di smettere molto prima senza subire alcuna riduzione, ma la corresponsione è subordinata alla <strong>cancellazione dagli Albi</strong>: significa chiudere davvero con la professione, non ridurre l’attività.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Se ti sei iscritto dal 2025</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi si iscrive per la prima volta dal 1° gennaio 2025 avrà la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo. Per i requisiti che ti riguardano, fai riferimento al Regolamento pubblicato sul sito della <a href="https://www.cassaforense.it" target="_blank" rel="noopener">Cassa Forense</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Come si calcola quanto prenderai</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Se eri iscritto prima del 2025, la tua pensione sarà la somma di <strong>tre quote</strong>: una retributiva per gli anni fino al 31 dicembre 2024, una contributiva per gli anni successivi, e la quota modulare legata ai versamenti volontari. Come funziona il passaggio lo spieghiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/riforma-cassa-forense-pensione-contributivo/">Riforma Cassa Forense: cosa cambia per la tua pensione</a>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Una cifra valida per tutti non esiste. Due avvocati della stessa età possono avere pensioni molto diverse perché si sono iscritti in anni diversi, hanno avuto redditi diversi, hanno usato o no i contributi ridotti dei primi anni. Per sapere quanto prenderai serve partire dalla tua posizione contributiva reale, non da una media.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Perché la pensione della Cassa da sola rischia di non bastare</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il punto non è che la Cassa paghi poco: è che la pensione dipende sempre di più da quanto hai versato, e quanto hai versato raramente coincide con il tenore di vita che hai costruito. Ci sono tre ragioni concrete per non darla per scontata.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il peso del contributivo cresce.</strong> Ogni anno dal 2025 si aggiunge con il calcolo contributivo. Gli anni con reddito basso, tipici dell’inizio della professione, pesano per quello che hanno versato.</li>
<li><strong>Il minimo non è una rete su cui contare.</strong> Secondo quanto previsto dalla riforma, il trattamento minimo scende da 12.500 euro annui nel 2025–2026 a 10.250 euro dal 2029. L’integrazione al minimo si può chiedere solo se i redditi complessivi tuoi e del coniuge non superano il doppio della pensione minima.</li>
<li><strong>Anticipare costa.</strong> Se pensi di smettere prima dei 70 anni senza avere 40 anni di contributi, la riduzione è definitiva.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Il modo per capire se basta è semplice da dire e faticoso da fare: stimare la pensione attesa, stimare quanto ti servirà per vivere come vuoi, e misurare la distanza tra le due. Solo dopo ha senso scegliere come colmarla.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Come ragionare sull’integrazione</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Le leve sono diverse, e non si escludono a vicenda.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Dentro la Cassa: modulare e riscatto</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La <strong>contribuzione modulare</strong> ti permette di versare volontariamente tra l’1% e il 20% del reddito professionale netto, entro il tetto annuale, per una quota aggiuntiva di pensione. Si sceglie nel Modello 5 e, se poi non la paghi, non ci sono sanzioni.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>riscatto</strong> copre periodi che non hanno contribuzione: il corso legale di laurea in giurisprudenza, il servizio militare obbligatorio o il servizio civile sostitutivo (fino a due anni), il servizio militare in guerra, il praticantato anche all’estero se efficace (fino a tre anni). Il costo è pari alla riserva matematica necessaria a coprire il periodo, e comunque non inferiore, per ogni anno, al doppio del contributo minimo soggettivo dell’anno della domanda: con una domanda nel 2026 vuol dire almeno 5.580 euro per anno. Il riferimento è al minimo <strong>pieno</strong>, quello dell’articolo 37, comma 1, lettera a) del Regolamento: se stai pagando il minimo dimezzato dei primi sei anni da under 35, il pavimento del riscatto resta lo stesso, non la metà. Si paga in un’unica soluzione entro sei mesi dalla delibera, oppure fino a dieci annualità con interessi minimi dell’1,50% annuo, e valgono solo gli anni interamente pagati.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Se hai lavorato anche in altre gestioni previdenziali, esiste il <strong>cumulo gratuito</strong>, che permette di sommare senza costi periodi non sovrapposti per il diritto a pensione. Se ti riguarda, verifica con la Cassa come si applica al tuo caso.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Fuori dalla Cassa: fondo pensione e investimenti</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>fondo pensione</strong> è pensato per integrare la pensione obbligatoria, ma i fondi non sono tutti uguali, soprattutto nei costi: ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/come-scegliere-i-migliori-fondi-pensione-5-cose-da-guardare/">come scegliere i migliori fondi pensione</a>. Se sei in regime forfettario, il trattamento dei versamenti è diverso: leggi <a href="https://athenaconsulenza.it/avvocato-regime-forfettario-fondo-pensione/">Avvocato in regime forfettario: il fondo pensione conviene?</a>. Accanto al fondo, un piano di investimento libero resta disponibile in qualsiasi momento, ed è spesso utile per chi vuole poter smettere prima.</p>

<h3 class="wp-block-heading">I criteri per scegliere</h3>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Anni che mancano alla pensione</strong>: più sono, più conta il rendimento netto di ogni euro versato.</li>
<li><strong>Costi</strong>: un punto di costo in più all’anno, su vent’anni, pesa molto sul risultato.</li>
<li><strong>Flessibilità</strong>: la modulare si può sospendere, il riscatto vale solo per gli anni pagati, un investimento libero resta disponibile.</li>
<li><strong>Fisco</strong>: quanto dei versamenti puoi dedurre dipende dal tuo regime e dai tuoi redditi, ed è una verifica da fare con il commercialista.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Arrivato alla pensione, poi, ci sarà un’altra scelta da fare: <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-meglio-la-rendita-o-il-capitale-per-intero/">rendita o capitale</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-pensione-avvocato">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per avvocati</div>
      <h3 id="ath-cta-pensione-avvocato" class="ath-cta__title">Misura la distanza tra la pensione che avrai e quella che ti serve</h3>
      <p class="ath-cta__text">Siamo consulenti finanziari indipendenti, pagati solo da te: nessun prodotto da venderti. <strong>La prima consulenza è gratuita.</strong></p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sulla pensione dell'avvocato">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla pensione dell’avvocato</h2>

<h3 class="wp-block-heading">A che età va in pensione un avvocato iscritto prima del 2025?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">La pensione di vecchiaia della Cassa Forense si matura a 70 anni con almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione. Si può anticipare dai 65 anni, sempre con almeno 35 anni di contributi.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto si perde anticipando la pensione a 65 anni?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Con un’anzianità tra 35 e 39 anni la riduzione è dello 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto ai 70 anni: uscendo a 65 anni sono 60 mesi, cioè il 24,6% in meno sulla quota base della pensione, per sempre. La quota modulare non viene ridotta, e con 40 anni di effettiva iscrizione e integrale contribuzione la riduzione non si applica affatto.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Cosa succede se la pensione della Cassa Forense è inferiore al minimo?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Si può chiedere l’integrazione al minimo, ma solo se i redditi complessivi dell’iscritto e del coniuge non superano il doppio della pensione minima. Secondo quanto previsto dalla riforma, il trattamento minimo scende nel tempo fino a 10.250 euro annui dal 2029.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quali periodi può riscattare un avvocato alla Cassa Forense?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il corso legale di laurea in giurisprudenza, il servizio militare obbligatorio o il servizio civile sostitutivo fino a due anni, il servizio militare in guerra e il praticantato, anche all’estero se efficace, fino a tre anni. Il costo si può pagare in un’unica soluzione o fino a dieci annualità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Riforma Cassa Forense: cosa cambia per la tua pensione</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/riforma-cassa-forense-pensione-contributivo/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21510</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dal 2025 il contributo soggettivo della Cassa Forense sale ogni anno e la pensione si calcola sempre più su quanto versi. Cosa cambia per chi era già iscritto e per chi si iscrive ora.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: A2, articolo per avvocati. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">Se sei iscritto alla <strong>Cassa Forense</strong>, dal 1° gennaio 2025 paghi di più e la tua pensione si calcola in modo diverso. Non è un ritocco: la riforma alza il contributo soggettivo anno dopo anno e sposta il calcolo verso il <strong>sistema contributivo</strong>, quello in cui la pensione dipende da quanto hai versato davvero.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo trovi cosa cambia, per chi, e quali domande conviene farsi adesso invece che a pochi anni dalla pensione. Se vuoi prima un quadro generale dei temi finanziari che riguardano la professione, parti da <a href="https://athenaconsulenza.it/consulenza-finanziaria-indipendente-avvocati/">consulenza finanziaria indipendente per avvocati</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Da dove arriva la riforma</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La riforma è stata approvata dal Comitato dei Delegati della Cassa con la delibera n. 13 del 23 maggio 2024, poi approvata con decreto interministeriale del 27 settembre 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 10 ottobre 2024. È in vigore dal <strong>1° gennaio 2025</strong>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">I testi aggiornati, il Regolamento e le istruzioni per i versamenti sono sul sito della <a href="https://www.cassaforense.it" target="_blank" rel="noopener">Cassa Forense</a>: è lì che conviene controllare ogni volta che una cifra ti serve per una decisione.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">I contributi: l’aliquota sale fino al 18%</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>contributo soggettivo</strong> è quello che finanzia la tua pensione, e si calcola in autoliquidazione sul reddito netto professionale dichiarato ai fini IRPEF. Fino al 2024 l’aliquota era il 15%. Con la riforma cresce di un punto all’anno:</p>

<figure class="wp-block-table"><table>
<thead><tr><th>Anno</th><th>Fino al tetto reddituale</th><th>Sul reddito oltre il tetto</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td>2025</td><td>16%</td><td>3%</td></tr>
<tr><td>2026</td><td>17%</td><td>3%</td></tr>
<tr><td>dal 2027</td><td>18%</td><td>3%</td></tr>
</tbody>
</table></figure>

<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 il tetto era di 130.000 euro di reddito netto professionale. Il <strong>contributo integrativo</strong> resta al 4% del volume d’affari ai fini IVA.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Una regola a parte vale per chi è già in <strong>pensione di vecchiaia</strong> e resta iscritto perché continua a esercitare: versa il soggettivo al 12%, più il 3% oltre il tetto, e non deve più il contributo minimo soggettivo. Restano dovuti invece il minimo integrativo e il contributo di maternità.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Tre punti in più in tre anni, su un reddito professionale medio, sono una cifra che si sente. La domanda utile non è solo quanto pagherai, ma quanto di quei soldi tornerà sotto forma di pensione: ed è qui che entra il cambio di calcolo.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Il calcolo: da retributivo a contributivo</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Se eri iscritto prima del 2025</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi aveva già anzianità contributiva al 31 dicembre 2024 riceverà una pensione fatta di <strong>tre quote</strong>, sommate tra loro:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li>una <strong>quota retributiva</strong>, per gli anni di anzianità fino al 31 dicembre 2024;</li>
<li>una <strong>quota contributiva</strong>, per gli anni successivi al 31 dicembre 2024;</li>
<li>la <strong>quota modulare</strong>, legata ai versamenti volontari di cui parliamo più sotto.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">In pratica gli anni già maturati mantengono il calcolo di prima, e ogni anno che passa da qui in avanti si aggiunge con il calcolo contributivo. Più sei giovane, più la parte contributiva peserà sul totale.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Se ti sei iscritto dal 2025</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Chi si iscrive alla Cassa per la prima volta dal 1° gennaio 2025 avrà la pensione calcolata <strong>interamente con il sistema contributivo</strong>. Per te non esiste una quota retributiva: quello che riceverai dipenderà da quanto verserai nel corso di tutta la carriera, compresi gli anni iniziali in cui il reddito è di solito più basso.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Il trattamento minimo si abbassa</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto previsto dalla riforma, anche il trattamento minimo di pensione scende nel tempo: 12.500 euro annui nel 2025 e 2026, 11.400 euro nel 2027 e 2028, 10.250 euro dal 2029. L’integrazione al minimo, quando la pensione è più bassa, si può chiedere solo se i redditi complessivi tuoi e del coniuge non superano il doppio della pensione minima. Non è quindi una rete di sicurezza su cui contare per pianificare.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La contribuzione modulare: la leva volontaria</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai contributi obbligatori, la Cassa permette di versare un <strong>contributo modulare</strong> volontario, tra l’1% e il 20% del reddito professionale netto IRPEF, entro il tetto annuale. In cambio ottieni una quota aggiuntiva di pensione. Possono farlo gli iscritti e, fino all’età della pensione di vecchiaia, i titolari di pensione di invalidità.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La percentuale si sceglie nel Modello 5, e se poi non paghi la modulare che avevi indicato non ci sono sanzioni. È quindi una scelta flessibile, che puoi rivedere ogni anno in base a come è andato lo studio.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Se ha senso usarla dipende da cosa confronti. La stessa somma potrebbe andare in un <a href="https://athenaconsulenza.it/il-fondo-pensione-migliore/">fondo pensione</a>, in un piano di investimento libero, o restare disponibile per lo studio. Ognuna di queste strade ha costi, vincoli e trattamento fiscale diversi, e la risposta cambia con gli anni che ti mancano alla pensione.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Cosa conviene fare adesso</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La riforma non richiede di prendere decisioni in fretta, ma rende più costoso rimandarle. Con il contributivo ogni anno conta, e un anno di versamenti bassi non si recupera da solo. Tre passi ti danno un quadro concreto:</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ricostruisci la tua posizione</strong>: da quando sei iscritto, quanti anni di effettiva iscrizione e contribuzione hai, se hai usato i <a href="https://athenaconsulenza.it/contributi-minimi-cassa-forense-under-35/">contributi minimi ridotti</a> e se ti conviene integrarli.</li>
<li><strong>Fatti un’idea della pensione attesa</strong> e dell’età a cui potrai andarci: ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/pensione-avvocato-quanto-prenderai/">Pensione dell’avvocato: quanto prenderai davvero</a>.</li>
<li><strong>Confronta le leve</strong>: modulare, riscatto degli anni di laurea o di praticantato, fondo pensione, investimenti. Se sei in regime forfettario, leggi prima <a href="https://athenaconsulenza.it/avvocato-regime-forfettario-fondo-pensione/">Avvocato in regime forfettario: il fondo pensione conviene?</a>.</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Sulla parte fiscale, cioè su quanto dei versamenti puoi dedurre nel tuo caso, il riferimento è il tuo commercialista: noi non diamo consulenza fiscale, ma possiamo lavorare con lui sui numeri.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-riforma-cf">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per avvocati</div>
      <h3 id="ath-cta-riforma-cf" class="ath-cta__title">Capisci cosa vuol dire la riforma per la tua pensione</h3>
      <p class="ath-cta__text">Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF: non vendiamo prodotti e non riceviamo commissioni. <strong>La prima consulenza è gratuita.</strong></p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita sulla riforma della Cassa Forense">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti sulla riforma della Cassa Forense</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Da quando è in vigore la riforma della Cassa Forense?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° gennaio 2025. La riforma nasce dalla delibera del Comitato dei Delegati n. 13 del 23 maggio 2024, approvata con decreto interministeriale del 27 settembre 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 10 ottobre 2024.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto è il contributo soggettivo della Cassa Forense nel 2026?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 il contributo soggettivo in autoliquidazione è il 17% del reddito netto professionale IRPEF fino al tetto reddituale, più il 3% sul reddito che lo supera. Era il 16% nel 2025 e sarà il 18% dal 2027.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Chi era iscritto prima del 2025 avrà una pensione tutta contributiva?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No. Chi aveva anzianità contributiva al 31 dicembre 2024 riceverà la somma di tre quote: una retributiva per gli anni fino al 2024, una contributiva per gli anni successivi e la quota modulare. Il calcolo interamente contributivo riguarda chi si iscrive per la prima volta dal 1° gennaio 2025.</p>

<h3 class="wp-block-heading">La contribuzione modulare della Cassa Forense è obbligatoria?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">No, è volontaria. Puoi scegliere di versare tra l’1% e il 20% del reddito professionale netto IRPEF, entro il tetto annuale, indicando la percentuale nel Modello 5. Se poi non versi la modulare scelta non ci sono sanzioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Giovane medico: i primi dieci anni tra specializzazione e Quota A</title>
		<link>https://athenaconsulenza.it/giovane-medico-primi-anni-previdenza-e-risparmio/</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi Athena SCF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 07:40:00 +0000</pubDate>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<category><![CDATA[finanza personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://athenaconsulenza.it/?p=21507</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dalla specializzazione alla libera professione: cosa paghi all’ENPAM nei primi anni di carriera, quando arriva la Quota B e cosa conviene impostare subito.</p>]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<!-- RISCRITTO 2026-09-15: M8, articolo per medici. Non rigenerare da _source: tools/gen_posts.mjs lo salta finche' c'e' questo commento. -->
<p class="wp-block-paragraph">I primi dieci anni dopo la laurea sono quelli in cui un medico ha meno tempo per pensare ai propri soldi, e quelli in cui certe scelte costano meno. Si passa dalla specializzazione al primo incarico, magari alla libera professione, e i redditi crescono in fretta. Con loro crescono i contributi, e arrivano le prime proposte di investimento.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo vediamo cosa succede alla tua previdenza in questi anni, cosa pagherai e quando, e cosa conviene impostare subito. Per il quadro completo delle scelte finanziarie di un medico c’è la pagina sulla <a href="https://athenaconsulenza.it/consulente-finanziario-per-medici-enpam/">consulenza finanziaria per medici e odontoiatri</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">La Quota A: un contributo che sale con l’età</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Quota A</strong> è il contributo fisso dovuto all’ENPAM da tutti gli iscritti all’Albo, anche da chi non esercita la libera professione. Si paga dal mese successivo all’iscrizione all’Albo. Gli studenti del 5° e 6° anno possono già versarla, in misura ridotta.</p>

<p class="wp-block-paragraph">L’importo cresce con l’età, ed è il primo motivo per cui il costo della previdenza aumenta proprio negli anni in cui aumentano anche le altre spese:</p>

<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Fascia</th><th>Quota A 2026</th></tr></thead><tbody><tr><td>Studenti del 5° e 6° anno</td><td>152,37 €</td></tr><tr><td>Fino a 30 anni</td><td>304,73 €</td></tr><tr><td>Da 30 a 35 anni</td><td>591,47 €</td></tr><tr><td>Da 35 a 40 anni</td><td>1.109,92 €</td></tr><tr><td>40 anni e oltre</td><td>2.049,83 €</td></tr></tbody></table></figure>

<p class="wp-block-paragraph">Si può pagare in un’unica soluzione o a rate, ed è interamente deducibile dal reddito. A questa si aggiunge il contributo di maternità, adozione e aborto, di 84,26 euro nel 2026. Come funziona tutto il sistema lo trovi in <a href="https://athenaconsulenza.it/enpam-come-funziona-la-pensione-per-i-medici/">ENPAM: come funziona la pensione per i medici</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Durante la specializzazione</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Gli anni della specializzazione sono quelli con la posizione previdenziale più articolata, e vale la pena capirla bene fin da subito.</p>

<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Resti iscritto all’ENPAM</strong> e continui a pagare la Quota A.</li>
<li><strong>Sul contratto di formazione</strong> i contributi vanno alla <strong>Gestione Separata dell’INPS</strong>, non all’ENPAM.</li>
<li><strong>Se hai redditi da attività intramoenia</strong>, su questi la Quota B ENPAM ha l’aliquota ridotta del 2% fino a 150.000 euro (la soglia vale per i redditi 2025 e viene rivalutata ogni anno).</li>
</ul>

<p class="wp-block-paragraph">Se invece frequenti il corso di formazione in Medicina generale, come tirocinante versi la Quota B con l’aliquota ridotta del 2% fino a 150.000 euro e dell’1% oltre.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La conseguenza pratica è che la tua storia contributiva nasce già divisa fra più gestioni. Non è un problema oggi, ma lo diventa se non la tieni sotto controllo: fra trent’anni servirà sapere quali periodi stanno dove. Il <strong>cumulo gratuito</strong>, esteso alle casse professionali dal 2017, permette di sommare senza costi i periodi non sovrapposti versati in gestioni diverse per raggiungere il diritto alla pensione; come si applicherà al tuo caso dipende da come si svilupperà la carriera. Ne parliamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/medico-dipendente-e-libero-professionista-inps-enpam/">Medico dipendente con attività privata: INPS più ENPAM</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Quando arriva il reddito da libera professione</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Con la libera professione arriva la <strong>Quota B</strong>: il 19,50% del reddito netto professionale fino a 150.000 euro, e l’1% oltre. Due cose da sapere per non trovarsi in difficoltà.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La prima è lo <strong>sfasamento di un anno</strong>. I contributi dichiarati e pagati nel 2026 si calcolano sul reddito prodotto nel 2025. Nel primo anno in cui guadagni bene, quindi, non paghi ancora nulla su quel reddito; il conto arriva l’anno dopo. Chi non accantona una parte dei compensi man mano che li incassa rischia di trovarsi senza liquidità proprio alla scadenza.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La seconda sono le <strong>soglie di esonero</strong>: sotto i 40 anni, la Quota B non è dovuta se il reddito netto professionale non supera 5.446,77 euro. Dai 40 anni la soglia è 10.059,28 euro.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Se hai diritto a un’aliquota ridotta, ricorda che versare meno oggi costruisce meno pensione domani, e che accettare un riscatto ti fa passare all’aliquota intera in modo irrevocabile. Lo spieghiamo in <a href="https://athenaconsulenza.it/quota-b-enpam-aliquota-ridotta-o-intera/">Quota B ENPAM: aliquota ridotta o intera</a>. Le proposte di riscatto degli anni di laurea e specializzazione arriveranno più avanti: come valutarle è in <a href="https://athenaconsulenza.it/riscatto-enpam-laurea-specializzazione-conviene/">Riscatto ENPAM di laurea e specializzazione: conviene</a>.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Cosa impostare subito</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Non servono molte decisioni, ma servono presto. Queste sono quelle che fanno la differenza nel tempo.</p>

<h3 class="wp-block-heading">1. Un conto per contributi e imposte</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Se hai redditi da libera professione, separa fin dal primo compenso una quota per Quota B e imposte dell’anno successivo. È la regola più semplice e quella che evita più problemi.</p>

<h3 class="wp-block-heading">2. Una riserva per gli imprevisti</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Prima di investire, tieni da parte una somma liquida per le spese impreviste e per i passaggi di carriera, come un trasferimento o un periodo fra un incarico e l’altro. Investire senza questa riserva significa rischiare di dover vendere nel momento sbagliato.</p>

<h3 class="wp-block-heading">3. Il fondo pensione, presto e a costi bassi</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Un fondo pensione aperto a trent’anni ha davanti un orizzonte molto lungo, e dal 2026 i contributi sono deducibili fino a 5.300 euro l’anno. I contributi obbligatori ENPAM si deducono a parte, senza questo limite. Le opzioni tipiche per un medico sono <a href="https://athenaconsulenza.it/fondosanita-il-fondo-pensione-dei-medici-integrativo-allenpam/">FondoSanità</a>, a cui possono aderire medici e odontoiatri iscritti all’ENPAM, e, se diventi dipendente pubblico, <a href="https://athenaconsulenza.it/perseo-sirio-conviene-recensione-fondo-pensione-per-la-pubblica-amministrazione-e-la-sanita/">Perseo Sirio</a>, dove versando almeno l’1% ricevi anche l’1% dal datore. Per confrontarli: <a href="https://athenaconsulenza.it/come-scegliere-i-migliori-fondi-pensione-5-cose-da-guardare/">Come scegliere i migliori fondi pensione</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">4. Diffidare dei prodotti costosi</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Il giovane medico con un reddito in crescita è un cliente molto ricercato da banche e reti di vendita. Prima di sottoscrivere un piano di accumulo, una polizza o una gestione, chiedi quanto costa ogni anno in percentuale e leggi il rendiconto dei costi: su trent’anni anche una differenza piccola diventa grande. Come fare è spiegato in <a href="https://athenaconsulenza.it/rendiconto-mifid-come-capire-se-stai-pagando-troppe-commissioni-sugli-investimenti/">Rendiconto MiFID: come capire se stai pagando troppe commissioni</a>.</p>

<h3 class="wp-block-heading">5. Controllare l’estratto contributivo</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Una volta l’anno guarda la tua posizione ENPAM e, se ne hai una, quella INPS. Gli errori di classificazione, per esempio sull’aliquota di Quota B, sono più facili da correggere quando sono recenti.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<section class="ath-cta-locked" aria-labelledby="ath-cta-giovane-medico">
  <div class="ath-cta__inner">
    <div class="ath-cta__copy">
      <div class="ath-cta__pill" aria-hidden="true">Consulenza per medici e odontoiatri</div>
      <h3 id="ath-cta-giovane-medico" class="ath-cta__title">Imposta bene le basi, prima che il reddito cresca</h3>
      <p class="ath-cta__text">Raccontaci a che punto sei della carriera: ti diciamo con chiarezza se ti serve una consulenza o se bastano poche scelte fatte bene. <strong>La prima consulenza è gratuita</strong>.</p>
    </div>
    <div class="ath-cta__actions">
      <a href="#cta" class="ath-cta__btn" aria-label="Richiedi una prima consulenza gratuita per giovani medici">Richiedi gratis</a>
    </div>
  </div>
</section>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<p class="wp-block-paragraph">Una nota onesta: Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF, pagata solo dai clienti. In generale un consulente indipendente ha senso da circa 200.000 euro di patrimonio in su. Nei primi anni di carriera spesso non ci sei ancora, e quello che serve è impostare bene le poche cose che abbiamo visto. La consulenza diventa utile quando il patrimonio cresce e le scelte si complicano.</p>

<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>

<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti dei giovani medici</h2>

<h3 class="wp-block-heading">Quanto paga di Quota A ENPAM un medico under 30?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 la Quota A fino a 30 anni è di 304,73 euro l’anno. Sale a 591,47 euro da 30 a 35 anni, a 1.109,92 euro da 35 a 40 anni e a 2.049,83 euro dai 40 anni in su. È interamente deducibile.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Lo specializzando paga l’ENPAM?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Sì, lo specializzando resta iscritto all’ENPAM e paga la Quota A. Sul contratto di formazione specialistica i contributi vanno invece alla Gestione Separata dell’INPS, mentre sugli eventuali redditi da intramoenia si applica la Quota B con l’aliquota ridotta del 2%.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Quando si paga la Quota B sul primo reddito da libera professione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">L’anno dopo. I contributi di Quota B dichiarati e pagati nel 2026 si calcolano sul reddito prodotto nel 2025, quindi conviene accantonare una parte dei compensi man mano che li incassi. Sotto i 40 anni la Quota B non è dovuta se il reddito netto non supera 5.446,77 euro.</p>

<h3 class="wp-block-heading">Conviene a un giovane medico aprire subito un fondo pensione?</h3>

<p class="wp-block-paragraph">Spesso sì, perché ha davanti un orizzonte lungo e dal 2026 può dedurre i contributi fino a 5.300 euro l’anno. Conta però scegliere un fondo a costi bassi e con un comparto adatto agli anni che mancano alla pensione, confrontando per esempio FondoSanità e, per i dipendenti pubblici, Perseo Sirio.</p>
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