Pensione dell'avvocato: quanto prenderai davvero

Quanto prenderà di pensione un avvocato? La risposta onesta è che dipende da te più di quanto sembri: da quando ti sei iscritto alla Cassa Forense, da quanto hai versato, da quando decidi di smettere. E dopo la riforma entrata in vigore nel 2025 dipende sempre di più da quanto verserai d’ora in avanti.

In questo articolo trovi i requisiti per andare in pensione, quanto costa anticiparla, perché la pensione della Cassa da sola rischia di non bastare e come ragionare sull’integrazione. Il quadro completo dei temi che riguardano la professione è in consulenza finanziaria indipendente per avvocati.

Quando puoi andare in pensione

Le regole che seguono valgono per chi aveva già anzianità contributiva alla Cassa al 31 dicembre 2024.

La pensione di vecchiaia

Il requisito è di 70 anni di età e almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione. Contano entrambi: l’età da sola non basta.

L’anticipo dai 65 anni

Puoi andare in pensione prima, a partire dai 65 anni, se hai almeno 35 anni di contribuzione. Se la tua anzianità è tra 35 e 39 anni, scatta una riduzione definitiva dello 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto ai 70 anni. Con 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione, e comunque non prima dei 65 anni, la riduzione non si applica.

Attenzione a cosa viene ridotto, perché è il punto che cambia il conto: l’articolo 65 del Regolamento Unico applica quella percentuale alla quota retributiva, cioè alla parte di pensione maturata fino al 31 dicembre 2024, non all’assegno intero. La quota modulare non viene ridotta, e la quota contributiva per gli anni dal 2025 segue regole proprie. Sull’assegno complessivo, quindi, l’effetto è minore di quello che leggi in tabella, e dipende da quanto pesa la quota base nel tuo caso.

Moltiplicando i mesi per lo 0,41%, l’effetto su quella quota è questo:

Età di uscitaMesi di anticipoRiduzione della quota retributiva (35–39 anni di contributi)
65 anni6024,6%
66 anni4819,68%
67 anni3614,76%
68 anni249,84%
69 anni124,92%

Uscire a 65 anni con 36 anni di contributi significa quindi rinunciare a quasi un quarto di quella quota, per tutta la vita. Quanto pesi sull’assegno complessivo dipende da quanta parte della tua pensione viene dagli anni fino al 2024: per chi ha una carriera lunga alle spalle è la parte più grande. Arrivare a 40 anni di contribuzione cambia completamente il conto, ed è una delle ragioni per cui il riscatto degli anni di laurea o di praticantato va valutato presto.

La pensione di anzianità, a 62 anni

C’è una terza via, che spesso si dimentica: la pensione di anzianità spetta a 62 anni di età con almeno 40 anni di effettiva iscrizione e integrale contribuzione. È l’unica strada che permette di smettere molto prima senza subire alcuna riduzione, ma la corresponsione è subordinata alla cancellazione dagli Albi: significa chiudere davvero con la professione, non ridurre l’attività.

Se ti sei iscritto dal 2025

Chi si iscrive per la prima volta dal 1° gennaio 2025 avrà la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo. Per i requisiti che ti riguardano, fai riferimento al Regolamento pubblicato sul sito della Cassa Forense.

Come si calcola quanto prenderai

Se eri iscritto prima del 2025, la tua pensione sarà la somma di tre quote: una retributiva per gli anni fino al 31 dicembre 2024, una contributiva per gli anni successivi, e la quota modulare legata ai versamenti volontari. Come funziona il passaggio lo spieghiamo in Riforma Cassa Forense: cosa cambia per la tua pensione.

Una cifra valida per tutti non esiste. Due avvocati della stessa età possono avere pensioni molto diverse perché si sono iscritti in anni diversi, hanno avuto redditi diversi, hanno usato o no i contributi ridotti dei primi anni. Per sapere quanto prenderai serve partire dalla tua posizione contributiva reale, non da una media.

Perché la pensione della Cassa da sola rischia di non bastare

Il punto non è che la Cassa paghi poco: è che la pensione dipende sempre di più da quanto hai versato, e quanto hai versato raramente coincide con il tenore di vita che hai costruito. Ci sono tre ragioni concrete per non darla per scontata.

  • Il peso del contributivo cresce. Ogni anno dal 2025 si aggiunge con il calcolo contributivo. Gli anni con reddito basso, tipici dell’inizio della professione, pesano per quello che hanno versato.
  • Il minimo non è una rete su cui contare. Secondo quanto previsto dalla riforma, il trattamento minimo scende da 12.500 euro annui nel 2025–2026 a 10.250 euro dal 2029. L’integrazione al minimo si può chiedere solo se i redditi complessivi tuoi e del coniuge non superano il doppio della pensione minima.
  • Anticipare costa. Se pensi di smettere prima dei 70 anni senza avere 40 anni di contributi, la riduzione è definitiva.

Il modo per capire se basta è semplice da dire e faticoso da fare: stimare la pensione attesa, stimare quanto ti servirà per vivere come vuoi, e misurare la distanza tra le due. Solo dopo ha senso scegliere come colmarla.

Come ragionare sull’integrazione

Le leve sono diverse, e non si escludono a vicenda.

Dentro la Cassa: modulare e riscatto

La contribuzione modulare ti permette di versare volontariamente tra l’1% e il 20% del reddito professionale netto, entro il tetto annuale, per una quota aggiuntiva di pensione. Si sceglie nel Modello 5 e, se poi non la paghi, non ci sono sanzioni.

Il riscatto copre periodi che non hanno contribuzione: il corso legale di laurea in giurisprudenza, il servizio militare obbligatorio o il servizio civile sostitutivo (fino a due anni), il servizio militare in guerra, il praticantato anche all’estero se efficace (fino a tre anni). Il costo è pari alla riserva matematica necessaria a coprire il periodo, e comunque non inferiore, per ogni anno, al doppio del contributo minimo soggettivo dell’anno della domanda: con una domanda nel 2026 vuol dire almeno 5.580 euro per anno. Il riferimento è al minimo pieno, quello dell’articolo 37, comma 1, lettera a) del Regolamento: se stai pagando il minimo dimezzato dei primi sei anni da under 35, il pavimento del riscatto resta lo stesso, non la metà. Si paga in un’unica soluzione entro sei mesi dalla delibera, oppure fino a dieci annualità con interessi minimi dell’1,50% annuo, e valgono solo gli anni interamente pagati.

Se hai lavorato anche in altre gestioni previdenziali, esiste il cumulo gratuito, che permette di sommare senza costi periodi non sovrapposti per il diritto a pensione. Se ti riguarda, verifica con la Cassa come si applica al tuo caso.

Fuori dalla Cassa: fondo pensione e investimenti

Un fondo pensione è pensato per integrare la pensione obbligatoria, ma i fondi non sono tutti uguali, soprattutto nei costi: ne parliamo in come scegliere i migliori fondi pensione. Se sei in regime forfettario, il trattamento dei versamenti è diverso: leggi Avvocato in regime forfettario: il fondo pensione conviene?. Accanto al fondo, un piano di investimento libero resta disponibile in qualsiasi momento, ed è spesso utile per chi vuole poter smettere prima.

I criteri per scegliere

  • Anni che mancano alla pensione: più sono, più conta il rendimento netto di ogni euro versato.
  • Costi: un punto di costo in più all’anno, su vent’anni, pesa molto sul risultato.
  • Flessibilità: la modulare si può sospendere, il riscatto vale solo per gli anni pagati, un investimento libero resta disponibile.
  • Fisco: quanto dei versamenti puoi dedurre dipende dal tuo regime e dai tuoi redditi, ed è una verifica da fare con il commercialista.

Arrivato alla pensione, poi, ci sarà un’altra scelta da fare: rendita o capitale.

Misura la distanza tra la pensione che avrai e quella che ti serve

Siamo consulenti finanziari indipendenti, pagati solo da te: nessun prodotto da venderti. La prima consulenza è gratuita.

Domande frequenti sulla pensione dell’avvocato

A che età va in pensione un avvocato iscritto prima del 2025?

La pensione di vecchiaia della Cassa Forense si matura a 70 anni con almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione. Si può anticipare dai 65 anni, sempre con almeno 35 anni di contributi.

Quanto si perde anticipando la pensione a 65 anni?

Con un’anzianità tra 35 e 39 anni la riduzione è dello 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto ai 70 anni: uscendo a 65 anni sono 60 mesi, cioè il 24,6% in meno sulla quota base della pensione, per sempre. La quota modulare non viene ridotta, e con 40 anni di effettiva iscrizione e integrale contribuzione la riduzione non si applica affatto.

Cosa succede se la pensione della Cassa Forense è inferiore al minimo?

Si può chiedere l’integrazione al minimo, ma solo se i redditi complessivi dell’iscritto e del coniuge non superano il doppio della pensione minima. Secondo quanto previsto dalla riforma, il trattamento minimo scende nel tempo fino a 10.250 euro annui dal 2029.

Quali periodi può riscattare un avvocato alla Cassa Forense?

Il corso legale di laurea in giurisprudenza, il servizio militare obbligatorio o il servizio civile sostitutivo fino a due anni, il servizio militare in guerra e il praticantato, anche all’estero se efficace, fino a tre anni. Il costo si può pagare in un’unica soluzione o fino a dieci annualità.

Questo è un articolo verificato
✔ Informazioni verificate
filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

Richiedi una prima consulenza gratuita

Compila il form per iniziare. Ti ricontattiamo a breve.