Il rogito è firmato, la successione è chiusa, e il cliente fa la domanda che non riguarda l’atto: “E adesso questi soldi dove li metto?”. Chi ha appena venduto un immobile, ricevuto un’eredità o incassato una somma importante si rivolge spesso alla persona di cui si fida in quel momento, e quella persona sei tu.
Non è una domanda notarile, ma è una domanda a cui qualcuno risponderà. Se non lo fa un professionista senza conflitti di interesse, lo fa lo sportello della banca dove la somma è appena arrivata. In questo articolo, pensato per i notai come professionisti che consigliano i propri clienti, vediamo cosa fa un consulente finanziario indipendente, cosa non fa, e quando ha senso indicarlo. Se invece cerchi una consulenza per te, trovi tutto in Consulente finanziario per notai.
Tre momenti in cui la domanda arriva
Dopo la vendita di un immobile
Chi vende la casa di famiglia o un immobile a reddito si trova con una somma liquida che prima non aveva, spesso la più grande della sua vita. Nei giorni successivi la banca che la riceve ha tutto l’interesse a proporre polizze, gestioni o fondi della casa. Un esempio di come lavoriamo in questi casi è il nostro case study su oltre 1 milione di euro investito dopo la vendita di un immobile.
Dopo una successione
Chi eredita riceve spesso strumenti finanziari che non ha scelto: titoli, fondi, polizze, conti in banche diverse. A volte li tiene per rispetto verso chi li ha lasciati, a volte li vende tutti in fretta. Gli errori più comuni li raccogliamo in Eredità e investimenti: gli errori da evitare e in Come investire un’eredità. Sulla tassazione delle plusvalenze degli strumenti ereditati c’è un articolo dedicato, fermo restando che la valutazione fiscale del singolo caso spetta al commercialista. Un esempio di patrimonio ereditato seguito da noi è il case study su un’eredità di 7 milioni di euro.
Quando si organizza il patrimonio per il futuro
Donazioni, trust, fondi patrimoniali: sono atti che conosci meglio di chiunque. Ma dentro un trust o un fondo patrimoniale ci sono spesso strumenti finanziari, e qualcuno deve decidere come sono composti e investiti. Qui il lavoro del notaio e quello del consulente si toccano senza sovrapporsi: lo spieghiamo in Trust e pianificazione successoria e nel nostro servizio di pianificazione successoria.
Cosa fa un consulente finanziario indipendente
Il punto che distingue un consulente indipendente è come viene pagato. Athena SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF: non vende prodotti e non riceve commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione. È pagata solo dal cliente. Per il tuo cliente questo significa che il consiglio non cambia a seconda del prodotto che sceglie.
- Analizza quello che il cliente ha già: investimenti, polizze, conti, e i costi che sta pagando, spesso visibili solo nel rendiconto annuale dei costi.
- Costruisce un piano a partire dagli obiettivi del cliente: una rendita, la crescita del capitale, la protezione di chi verrà dopo.
- Consiglia gli strumenti e ne segue l’andamento nel tempo. Il consulente non opera al posto del cliente: le decisioni restano sue.
Cosa non fa
Altrettanto importante, per un professionista che indirizza un cliente, è sapere dove finisce il lavoro del consulente.
- Non fa consulenza notarile, legale o fiscale. Su atti, successioni e imposte rimanda ai professionisti competenti, e quando il caso lo richiede lavora insieme a loro.
- Non vende prodotti e non incassa commissioni su quello che il cliente sceglie.
- Non è sempre la risposta giusta. In generale ha senso rivolgersi a un consulente indipendente da circa 200.000 euro di patrimonio in su. Sotto quella soglia il costo della consulenza pesa molto, e spesso bastano poche scelte ben fatte con strumenti semplici.
Parliamo di come lavoriamo, prima di un caso concreto
Scrivici per conoscere il nostro metodo, o perché un tuo cliente ci contatti: la prima consulenza è gratuita e diciamo con chiarezza se e come possiamo essere utili.
Quando ha senso indicarlo al cliente
Non ogni atto richiede un consulente. Alcuni segnali però indicano che il cliente sta per prendere una decisione importante senza avere gli elementi per farlo:
- la somma è grande rispetto al resto del suo patrimonio, e non ha mai gestito nulla di simile;
- ha già in mano una proposta della banca e ti chiede cosa ne pensi;
- ha ereditato strumenti finanziari che non conosce e non sa se tenerli;
- sta organizzando un trust, un fondo patrimoniale o una donazione e non ha ancora deciso come investire quello che vi confluisce.
In tutti questi casi la cosa più utile che puoi dire al cliente è anche la più semplice: prima di firmare un investimento, chieda un parere a chi non ha nulla da vendergli. Che sia noi o un altro consulente indipendente, conta che sia iscritto all’albo OCF e pagato solo da lui.
Domande frequenti sulla consulenza indipendente per i clienti del notaio
Che differenza c’è fra un consulente indipendente e il consulente della banca?
Il consulente indipendente non vende prodotti e non riceve commissioni da banche, assicurazioni o società di gestione: è pagato solo dal cliente. Per questo il suo consiglio non dipende dal prodotto che il cliente sceglie.
Un consulente finanziario indipendente si occupa anche della successione?
Solo della parte finanziaria: come è composto e investito il patrimonio che passa agli eredi. Gli aspetti notarili, legali e fiscali della successione restano ai professionisti competenti, con cui il consulente può lavorare insieme.
Da quale patrimonio ha senso rivolgersi a un consulente indipendente?
In generale da circa 200.000 euro in su. Sotto quella soglia il costo della consulenza pesa molto sul patrimonio, e spesso bastano poche scelte ben fatte con strumenti semplici.
Quanto costa la prima consulenza con Athena SCF?
La prima consulenza con Athena SCF è gratuita. Serve a capire la situazione e a dire con chiarezza se e come una consulenza indipendente può essere utile.