Viene naturale pensare che la pensione cresca con i contributi versati: più versi, più ricevi. Per il notaio non è così. La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato si calcola sugli anni di esercizio, e questo cambia il modo in cui conviene pensare al proprio futuro, soprattutto se hai un reddito alto.
In questo articolo vediamo come funziona il calcolo, quando spetta la pensione, cosa succede se si smette prima, e perché chi guadagna di più riceve in proporzione meno. Se vuoi un quadro generale di come lavoriamo con i notai, lo trovi in Consulente finanziario per notai.
La Cassa Nazionale del Notariato
La Cassa è un’associazione senza scopo di lucro con personalità giuridica di diritto privato, privatizzata con il D.Lgs. 509/1994 e vigilata dai Ministeri del Lavoro, dell’Economia e della Giustizia. Gestisce la previdenza obbligatoria dei notai: l’iscrizione è obbligatoria e d’ufficio, dalla nomina e per tutta la durata dell’esercizio.
I contributi si calcolano in percentuale sugli onorari di repertorio e vengono riscossi tramite gli Archivi notarili. Sono quindi legati agli atti che ricevi: più onorari, più contributi.
Come si calcola la pensione diretta
Secondo le regole pubblicate dalla Cassa Nazionale del Notariato, la pensione diretta è composta da due parti:
- un importo fisso che copre i primi dieci anni di esercizio;
- il 2,70% in più per ogni anno di esercizio oltre il decimo, fino a un massimo di altri trenta anni, quindi fino a quaranta anni complessivi.
Per il conteggio degli anni conta anche la frazione: un periodo superiore a sei mesi si arrotonda a un anno intero, mentre un periodo fino a sei mesi non si conta. Oltre i quaranta anni la pensione non cresce più.
Nel calcolo non compare il reddito. Non compaiono nemmeno i contributi che hai versato. Contano solo gli anni.
Perché chi guadagna di più riceve in proporzione meno
Prendiamo due notai che hanno esercitato per lo stesso numero di anni. Uno ha una sede con molti atti e onorari alti, l’altro una sede più piccola. Il primo ha versato contributi molto più alti, perché i contributi seguono gli onorari. Ma la pensione diretta, a parità di anni, è la stessa per entrambi.
Il risultato è che il rapporto fra la pensione e l’ultimo reddito è molto diverso. Per il notaio con la sede piccola la pensione può coprire una parte importante del tenore di vita; per quello con i redditi alti ne copre una parte minore, e la distanza da colmare è più ampia. Più alto è il reddito, più è probabile che il passaggio alla pensione sia un salto, se non lo si prepara.
C’è anche un secondo effetto: gli anni di esercizio sono la variabile che conta. Chi viene nominato più tardi, o interrompe l’esercizio, ha meno anni a disposizione per avvicinarsi al massimo. Quanto pesi nel tuo caso dipende dalla tua carriera, ed è la prima cosa da guardare.
Quando spetta la pensione diretta
I requisiti sono alternativi fra loro: basta soddisfarne uno.
| Requisito | Età | Anni |
|---|---|---|
| Età | 75 anni | almeno 20 anni di esercizio |
| Età e esercizio | almeno 67 anni | 30 anni di esercizio effettivo |
| Anzianità | nessun limite | 35 anni di anzianità, di cui almeno 30 di esercizio effettivo |
| Inabilità | nessun limite | inabilità assoluta e permanente, indipendentemente dagli anni |
Chi cessa le funzioni senza avere nessuno di questi requisiti non ha diritto alla pensione, ma all’indennità di cessazione: una prestazione una tantum calcolata sugli anni di esercizio effettivo. Ne parliamo in Proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio.
La pensione ai familiari
Se il notaio muore mentre è in esercizio, ai familiari spetta la pensione indiretta; se muore quando è già pensionato, spetta la pensione di reversibilità. Al coniuge superstite spetta il 70% della pensione. È un elemento da considerare quando si pianifica la protezione della famiglia: quello che la Cassa garantisce è una parte, non l’intero reddito che la famiglia perde.
La rivalutazione non è automatica
Dal 1° luglio di ogni anno il Consiglio di amministrazione della Cassa decide se e quanto rivalutare le pensioni, tenendo conto dell’inflazione e dell’andamento degli onorari medi versati. Può anche decidere di non rivalutarle: secondo la relazione annuale della Cassa, al 1° luglio 2024 la rivalutazione non c’è stata.
Per chi pianifica significa una cosa semplice: il potere d’acquisto della pensione nel tempo non è garantito, e in un piano prudente va considerata anche l’ipotesi che resti ferma per qualche anno.
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Partiamo dai tuoi anni di esercizio e dai tuoi obiettivi: la prima consulenza è gratuita e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.
Cosa fare con queste informazioni
Il primo passo è stimare la tua pensione in base agli anni di esercizio che puoi realisticamente raggiungere, e confrontarla con le spese che prevedi dopo il ritiro. La differenza è quello che devi costruire da solo, con la previdenza complementare e con gli investimenti: come farlo lo spieghiamo in Previdenza integrativa per notai con reddito alto. Se vuoi un’analisi della tua posizione, c’è anche la nostra consulenza previdenziale.
Domande frequenti sulla pensione del notaio
La pensione del notaio dipende dai contributi versati?
No. La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato dipende dagli anni di esercizio: un importo fisso per i primi dieci anni, più il 2,70% per ogni anno oltre il decimo, fino a quaranta anni complessivi. A parità di anni, notai con contributi molto diversi ricevono la stessa pensione.
A che età va in pensione un notaio?
Dipende dagli anni di esercizio. La pensione diretta spetta a 75 anni con almeno 20 anni di esercizio, oppure da 67 anni con 30 anni di esercizio effettivo, oppure senza limiti di età con 35 anni di anzianità di cui almeno 30 di esercizio effettivo. Spetta inoltre in caso di inabilità assoluta e permanente.
Cosa succede se un notaio cessa senza i requisiti per la pensione?
Chi cessa le funzioni senza i requisiti per la pensione diretta ha diritto all’indennità di cessazione, una prestazione una tantum calcolata per ogni anno di esercizio effettivo, e non alla pensione.
Le pensioni della Cassa del Notariato si rivalutano ogni anno?
Non automaticamente. Dal 1° luglio di ogni anno il Consiglio di amministrazione della Cassa decide se e quanto rivalutarle in base all’inflazione e all’andamento degli onorari medi. Può anche non farlo: secondo la relazione annuale della Cassa, al 1° luglio 2024 non c’è stata rivalutazione.