Previdenza integrativa per notai con reddito alto

La pensione diretta del notaio si calcola sugli anni di esercizio, non sul reddito né sui contributi versati. Per chi ha onorari alti questo significa una cosa precisa: a parità di anni la pensione è la stessa di un collega che ha guadagnato molto meno, e la distanza fra l’ultimo reddito e la prima pensione è più ampia.

Quella distanza non la colma nessuno al posto tuo. In questo articolo vediamo con quali strumenti si costruisce la parte che manca: la previdenza complementare, compresi i fondi convenzionati con la Cassa, e gli investimenti. Il quadro generale è in Consulente finanziario per notai.

Prima di tutto: quanto manca

Non si può decidere quanto versare senza sapere a cosa serve. Il punto di partenza è una stima della pensione della Cassa in base agli anni di esercizio che puoi realisticamente raggiungere, confrontata con le spese che prevedi dopo il ritiro. Come si calcola la pensione lo spieghiamo in Pensione del notaio: come si calcola.

Nella stima conviene essere prudenti su un punto: la rivalutazione delle pensioni della Cassa non è automatica. Ogni anno il Consiglio di amministrazione decide se e quanto rivalutarle, e può anche non farlo, come è successo al 1° luglio 2024 secondo la relazione annuale della Cassa. Un piano che dà per scontato l’adeguamento all’inflazione rischia di sottostimare quanto manca.

Il fondo pensione: niente fondo di categoria, sette convenzioni

A differenza di altre professioni, per i notai non esiste un fondo pensione negoziale di categoria. La Cassa Nazionale del Notariato ha invece stipulato convenzioni con alcuni fondi pensione aperti. Secondo la sezione convenzioni del sito della Cassa, sono:

  • Amundi;
  • Anima Arti&Mestieri;
  • Arca Previdenza;
  • AXA Previdenza per Te;
  • Azimut;
  • BCC R&P Aureo;
  • Generali Global.

Una convenzione non rende un fondo adatto a te. Non vendiamo né consigliamo a priori nessuno di questi fondi, e nessun altro: la scelta si fa confrontando le alternative, convenzionate e non, sugli stessi criteri.

Come confrontare i fondi pensione

  • I costi, attraverso l’Indicatore sintetico dei costi (ISC), che la COVIP rende confrontabile fra fondi diversi. Su un orizzonte di decenni una differenza che sembra piccola pesa molto sul capitale finale.
  • I comparti: cosa contiene davvero la linea che scegli, quanto rischio porta e se è coerente con il resto del tuo patrimonio.
  • Gli anni che mancano alla pensione: con un orizzonte lungo si può accettare più oscillazione, con un orizzonte breve conta di più la stabilità.

Le regole per il confronto sono spiegate in Come scegliere i migliori fondi pensione, e in Il fondo pensione migliore trovi perché non esiste una risposta valida per tutti.

La deduzione, e il suo limite

I versamenti alla previdenza complementare si deducono dal reddito fino a 5.300 euro l’anno dal 2026, per effetto della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025); fino al 2025 il limite era di 5.164,57 euro. Con un reddito alto il risparmio fiscale su quella somma è rilevante, ed è la ragione principale per cui il fondo pensione ha senso anche per un notaio.

Ma il limite è fisso, mentre la distanza da colmare cresce con il reddito. Per chi ha onorari alti il fondo pensione copre spesso solo una parte di quello che serve. Per gli aspetti fiscali del tuo caso, il riferimento resta il tuo commercialista.

Confronta il tuo fondo pensione con le alternative

Guardiamo insieme costi, comparti e quanto manca alla tua pensione: la prima consulenza è gratuita e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.

Oltre il fondo pensione: gli investimenti

La parte che il fondo pensione non copre si costruisce con un piano di investimento. Non è un’alternativa al fondo pensione, è il suo complemento: il fondo porta il vantaggio della deduzione e il vincolo dei tempi, gli investimenti liberi portano la flessibilità di usare il capitale quando serve.

Tre cose contano più delle altre:

  • Un obiettivo scritto: quanto capitale serve a una certa età per integrare la pensione, e con quale margine di prudenza.
  • I costi: con redditi alti la liquidità si accumula e attira proposte di gestioni, polizze e fondi della casa. Il costo reale si legge nel rendiconto annuale, e come farlo è spiegato in Rendiconto MiFID: come capire se stai pagando troppe commissioni.
  • La coerenza con il resto del patrimonio: immobili, studio, liquidità e fondo pensione vanno guardati insieme, non come conti separati.

Al momento della pensione: rendita o capitale

Il fondo pensione, arrivati alla pensione, pone un’altra scelta: ricevere una rendita, il capitale o una combinazione dei due, nei limiti previsti dalle regole della previdenza complementare. La scelta dipende dal resto del tuo patrimonio e da come prevedi di usarlo; ne parliamo in Pensione: meglio la rendita o il capitale.

Domande frequenti sulla previdenza integrativa dei notai

Esiste un fondo pensione di categoria per i notai?

No, per i notai non esiste un fondo pensione negoziale di categoria. La Cassa Nazionale del Notariato ha convenzioni con alcuni fondi pensione aperti: Amundi, Anima Arti&Mestieri, Arca Previdenza, AXA Previdenza per Te, Azimut, BCC R&P Aureo e Generali Global.

Un fondo convenzionato con la Cassa è la scelta migliore?

Non necessariamente. Una convenzione non rende un fondo adatto a te: va confrontato con le alternative su costi (ISC), comparti e anni che mancano alla pensione, esattamente come qualsiasi altro fondo.

Quanto si può dedurre versando in un fondo pensione?

Dal 2026 i versamenti alla previdenza complementare si deducono fino a 5.300 euro l’anno, per effetto della legge di bilancio 2026. Fino al 2025 il limite era di 5.164,57 euro.

Per un notaio con reddito alto basta il fondo pensione?

Spesso no. Il limite di deduzione è fisso, mentre la distanza fra reddito e pensione cresce con il reddito, perché la pensione della Cassa dipende dagli anni di esercizio e non dai contributi. La parte che resta scoperta si costruisce con un piano di investimento accanto al fondo pensione.

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filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

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