Notaio appena nominato: le scelte finanziarie dei primi anni

Hai superato il concorso, hai scelto la sede e ora c’è uno studio da aprire. Dopo anni passati a studiare, le decisioni cambiano natura: non si tratta più di preparare un esame, ma di mettere in piedi un’attività, e presto di gestire un reddito che prima non c’era.

Le scelte finanziarie dei primi anni sono quelle che pesano più a lungo. In questo articolo vediamo quali sono, con le regole della Cassa Nazionale del Notariato che le riguardano. Il quadro generale di come lavoriamo con i notai è in Consulente finanziario per notai.

Dalla graduatoria alla sede

L’ultimo concorso notarile, bandito il 13 dicembre 2022 per 400 posti, si è chiuso con 288 vincitori, nominati con decreto ministeriale del 12 giugno 2025. I vincitori scelgono le sedi in ordine di graduatoria.

La sede non è solo una scelta di vita: è anche la prima decisione economica. Da lì dipendono i costi dello studio, il volume di atti che puoi aspettarti e i tempi in cui l’attività diventa sostenibile. Sono cose che cambiano molto da sede a sede, e che conviene mettere per iscritto prima di impegnarsi.

Aprire lo studio: il sostegno della Cassa

Dalla nomina sei iscritto d’ufficio alla Cassa Nazionale del Notariato, che gestisce la tua previdenza obbligatoria. Per i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico la Cassa prevede due forme di sostegno.

Il contributo per l’impianto dello studio

È un contributo per le spese di avvio: macchinari, software, canoni di locazione, personale. Le condizioni per accedervi e come si calcola sono stabilite dalla Cassa, e vanno verificate sul suo sito per il tuo caso.

Il prestito d’onore

Il prestito d’onore va da 5.000 a 60.000 euro, con una durata da 36 a 60 mesi e un tasso pari all’Euribor a 3 mesi più il 2%. La Cassa riconosce un contributo sugli interessi.

Un prestito, anche agevolato, è un debito. Prima di chiederlo conviene rispondere a due domande: quanto ti serve davvero per le spese che non puoi rinviare, e in quanto tempo i flussi dello studio ti permettono di restituirlo senza tensioni. Chiedere il massimo “perché c’è” significa pagare interessi su soldi che restano fermi.

Quando il reddito arriva, e arriva tutto insieme

Il passaggio può essere brusco: prima gli anni di preparazione del concorso, poi uno studio che comincia a lavorare. Il rischio di questa fase non è guadagnare poco, ma prendere impegni troppo presto: il mutuo più alto, l’auto, lo stile di vita che si adegua al primo anno buono prima di sapere com’è un anno normale.

Il reddito del notaio è reddito di lavoro autonomo, e parte di quello che incassi non è tuo: ci sono i contributi, che la Cassa calcola sugli onorari di repertorio e riscuote tramite gli Archivi notarili, e ci sono le imposte. Per la parte fiscale il riferimento è il tuo commercialista. Per la parte finanziaria, alcune regole semplici funzionano quasi sempre:

  • Separare i soldi: la liquidità dello studio, quella accantonata per imposte e contributi, e quella personale.
  • Costruire una riserva prima di investire, che copra alcuni mesi di spese dello studio e della famiglia.
  • Rinviare gli impegni lunghi finché non conosci il reddito di un anno ordinario.
  • Non investire la liquidità nella prima proposta che arriva dalla banca: prima si decide l’obiettivo, poi lo strumento.

Imposta bene i primi anni dello studio

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La pensione si decide già adesso

Sembra presto per pensarci, ma per un notaio non lo è. La pensione diretta della Cassa si calcola sugli anni di esercizio: un importo fisso per i primi dieci anni e il 2,70% in più per ogni anno oltre il decimo, fino a quaranta anni complessivi. Non dipende da quanto versi, quindi guadagnare di più non aumenta la pensione: aumenta la distanza fra il tuo reddito e quello che riceverai. Tutti i dettagli sono in Pensione del notaio: come si calcola.

Chi è appena nominato ha il vantaggio più grande di tutti: il tempo. Un fondo pensione avviato nei primi anni ha decenni per crescere, e i versamenti si deducono dal reddito fino a 5.300 euro l’anno dal 2026. Per i notai non c’è un fondo pensione negoziale di categoria, ma la Cassa ha convenzioni con alcuni fondi aperti: vanno confrontati con le alternative su costi, comparti e orizzonte. Ne parliamo in Previdenza integrativa per notai con reddito alto.

Proteggere quello che stai costruendo

Dal primo giorno di esercizio sei coperto dalla polizza di responsabilità civile collettiva che il Consiglio Nazionale del Notariato stipula per tutti i notai in esercizio, a carico del proprio bilancio. Ha un massimale e una franchigia per sinistro, ed è possibile integrarne il massimale a proprie spese. Come valutarla, insieme alla protezione della famiglia, è spiegato in Proteggere e trasmettere il patrimonio del notaio.

Un’ultima cosa da sapere: chi cessa le funzioni senza aver maturato i requisiti per la pensione non riceve la pensione, ma un’indennità di cessazione una tantum. È raro pensarci all’inizio della carriera, ma è una ragione in più per non affidare il proprio futuro alla sola Cassa.

Domande frequenti dei notai appena nominati

Quanto si può chiedere con il prestito d’onore della Cassa del Notariato?

Il prestito d’onore per i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico va da 5.000 a 60.000 euro, con durata da 36 a 60 mesi e tasso pari all’Euribor a 3 mesi più il 2%. La Cassa riconosce un contributo sugli interessi.

Quali spese copre il contributo per l’apertura dello studio?

Il contributo della Cassa Nazionale del Notariato per l’impianto dello studio riguarda i notai di prima nomina in condizioni di disagio economico e copre spese come macchinari, software, canoni di locazione e personale. Le condizioni vanno verificate sul sito della Cassa.

Ha senso aprire un fondo pensione nei primi anni da notaio?

In genere sì, perché il tempo è il vantaggio principale: i versamenti hanno decenni per crescere e si deducono dal reddito fino a 5.300 euro l’anno dal 2026. Il fondo va però scelto confrontando costi, comparti e orizzonte, non solo perché è convenzionato con la Cassa.

Guadagnare di più aumenta la pensione del notaio?

No. La pensione diretta della Cassa Nazionale del Notariato dipende dagli anni di esercizio, non dal reddito né dai contributi versati. Un reddito più alto aumenta invece la distanza fra quello che guadagni e quello che riceverai in pensione.

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filippo angeloni autore zoom - Athena SCF consulenza finanziaria indipendente
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF

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