La tassazione del fondo pensione si capisce solo guardando tre momenti diversi: quando versi, mentre il denaro è investito e quando lo ritiri. In ciascuno vale una regola sua, e il vantaggio complessivo nasce dalla somma delle tre. Il 2026 ha cambiato qualcosa in tutti e tre: un limite di deducibilità più alto e nuove forme di prestazione, con un’aliquota propria.
Qui trovi le regole come sono scritte nel decreto legislativo 252/2005, aggiornato dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) e dai decreti che l’hanno corretta durante l’anno.
Tassazione del fondo pensione in tre momenti
| Momento | Regola | Fonte |
|---|---|---|
| Versamento | Contributi deducibili dal reddito fino a 5.300 euro l’anno (dal 2026) | art. 8, c. 4 |
| Accumulo | Imposta sostitutiva del 20% sul risultato annuo; 12,5% di fatto sui titoli di Stato | art. 17 |
| Prestazione | Ritenuta del 15%, che scende fino al 9%, sulla sola parte imponibile | art. 11, c. 6 |
Il sistema si riassume spesso con la sigla ETT: esenzione all’ingresso, tassazione durante l’accumulo, tassazione all’uscita. Ma la tassazione all’uscita colpisce solo ciò che non è già stato tassato prima, ed è questo che la rende leggera.
I contributi: deducibili fino a 5.300 euro
Dal periodo d’imposta 2026 i contributi versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito complessivo fino a 5.300 euro l’anno; prima il limite era di 5.164,57 euro. Nel conto entrano i tuoi contributi e quelli del datore di lavoro, ma non il TFR, che ha un trattamento a parte.
Deducibile vuol dire che il contributo si sottrae dal reddito prima di calcolare l’IRPEF: il risparmio è pari alla tua aliquota marginale. Con le aliquote 2026 (23%, 33% e 43%), 5.300 euro dedotti valgono fra 1.219 e 2.279 euro di imposta in meno, addizionali escluse. Se ti chiedi se versare o lasciare il TFR in azienda, ne abbiamo parlato in TFR in azienda o nel fondo pensione.
Quello che versi oltre il limite, o che per qualunque motivo non deduci, va comunicato al fondo entro il 31 dicembre dell’anno successivo al versamento. Così all’uscita non viene tassato una seconda volta.
I rendimenti: 20%, ma i titoli di Stato pagano il 12,5%
Durante l’accumulo il fondo paga ogni anno un’imposta sostitutiva del 20% sul risultato netto maturato. Non sei tu a pagarla: la versa il fondo, e il valore della quota che vedi è già al netto. Due dettagli contano:
- Si paga sul maturato, non sul realizzato. Se in un anno il comparto guadagna, l’imposta si applica anche se nessun titolo è stato venduto. Se perde, il risultato negativo si porta in diminuzione negli anni successivi.
- I titoli di Stato restano al 12,5%. I redditi dei titoli pubblici italiani ed equiparati, e delle obbligazioni degli Stati della cosiddetta white list, entrano nella base imponibile per il 62,5%: il 20% applicato al 62,5% fa esattamente il 12,5%.
Un esempio con numeri semplici. Un comparto guadagna 1.000 euro in un anno, 400 dai titoli di Stato e 600 da azioni e altre obbligazioni. Nel fondo paga 50 euro sui primi e 120 sui secondi: 170 euro. Lo stesso risultato in un conto titoli pagherebbe 50 euro sui titoli di Stato e il 26% sugli altri, cioè 156: 206 euro.
Le prestazioni: dal 15% al 9%
Quando ritiri, sulla parte imponibile si applica una ritenuta a titolo d’imposta del 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un massimo di 6 punti. Con 35 anni di partecipazione l’aliquota arriva al 9%. È definitiva: non si somma agli altri redditi e non passa dalla dichiarazione.
Come si contano gli anni
- Conta la partecipazione, non i versamenti: valgono anche gli anni in cui non hai versato nulla, purché tu non abbia riscattato tutta la posizione.
- L’anno è un periodo di 365 giorni a partire dalla data di iscrizione.
- Se ti sei iscritto prima del 2007, gli anni anteriori al 2007 contano al massimo per 15.
- Se hai più posizioni aperte, secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione 29/E del 2025) conta l’anzianità di quella aperta per prima, se non l’hai riscattata del tutto.
Un esempio: iscrizione il 1° gennaio 1987, prestazione il 1° gennaio 2026. Gli anni prima del 2007 sono 20, ma ne contano 15; dal 2007 al 2026 sono 19. Totale 34, cioè 19 oltre il quindicesimo: 15 − 5,7 = 9,3%.
Che cosa è imponibile
La ritenuta non si applica su tutto. Dalla prestazione si tolgono i rendimenti, già tassati anno per anno, e i contributi non dedotti che hai comunicato al fondo. Resta imponibile ciò che deriva dai contributi dedotti e dal TFR.
Esempio. Dopo 25 anni hai 150.000 euro: 110.000 vengono da contributi dedotti e TFR, 35.000 da rendimenti, 5.000 da contributi non dedotti. La parte imponibile è 110.000 euro e l’aliquota è 15 − 3 = 12%: la ritenuta complessiva vale 13.200 euro, l’8,8% della posizione. Per confronto, il TFR lasciato in azienda si tassa con la tassazione separata, di norma ad aliquote dal 23% in su.
Capitale, rendita e le nuove forme del 2026
- Capitale, fino al 50% della posizione: 15-9%.
- Rendita vitalizia: 15-9% sulla parte imponibile; la quota della rata che deriva dai rendimenti maturati durante l’erogazione paga invece il 26%, con il 12,5% sui titoli di Stato.
- Rendita a durata definita e prelievi liberamente determinabili, possibili dal 1° luglio 2026: lo stesso regime del capitale, quindi 15-9%.
- Erogazione frazionata in almeno cinque anni, possibile dal 31 ottobre 2026: ritenuta del 20%, ridotta di 0,25 punti per anno oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 15%. È la forma più tassata.
La legge di bilancio aveva portato al 60% la quota prendibile in capitale; la legge 112/2026, che ha convertito il decreto-legge 62/2026, l’ha riportata al 50% prima che l’aumento entrasse in vigore. Tutto in capitale si può avere solo se la rendita ottenuta convertendo il 70% della posizione sarebbe inferiore alla metà dell’assegno sociale.
Anticipazioni e riscatti
| Uscita prima della pensione | Ritenuta |
|---|---|
| Anticipazione per spese sanitarie gravissime | 15-9% |
| Anticipazione per la prima casa o per altre esigenze | 23% |
| Riscatto per inoccupazione, mobilità, cassa integrazione, invalidità, morte | 15-9% |
| Riscatto per perdita dei requisiti per altre cause | 23% |
| Trasferimento a un altro fondo | nessuna imposta |
Anche qui la base imponibile esclude rendimenti già tassati e contributi non dedotti. I casi, i limiti e i tempi di attesa di ciascuna uscita meritano un discorso a parte, perché ogni euro ritirato prima della pensione smette di lavorare per la pensione.
Chi era iscritto prima del 2007
Le regole descritte valgono per quanto maturato dal 1° gennaio 2007. Per i montanti precedenti continuano a valere le regole di allora, e il fondo divide la posizione in tre parti: fino al 2000, dal 2001 al 2006, dal 2007. Per la parte 2001-2006, per esempio, il capitale si tassa con la tassazione separata e la rendita con l’IRPEF ordinaria, sempre escludendo i rendimenti già tassati. Chi era iscritto prima del 29 aprile 1993 a un fondo già esistente (il «vecchio iscritto») può inoltre prendere tutta la prestazione in capitale. Il Documento sul regime fiscale del tuo fondo spiega come si applica alla tua posizione, ed è uno dei punti che guardiamo nella consulenza previdenziale.
Un’ultima nota: dal 1° gennaio 2027 le norme fiscali dell’articolo 11 si spostano nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 117/2026), un testo di riordino. Qui sono citate come in vigore nel 2026.
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Fonti: decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, artt. 8, 11, 14, 17 e 23, testo coordinato pubblicato dalla COVIP e testo vigente su Normattiva; legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), art. 1, commi 201-202; decreto-legge 62/2026, convertito dalla legge 112/2026; COVIP, Istruzioni in tema di prestazioni pensionistiche, deliberazione del 25 giugno 2026; COVIP, Guida introduttiva alla previdenza complementare; Agenzia delle Entrate, circolare 70/E del 2007 e risoluzione 29/E dell’11 aprile 2025; Agenzia delle Entrate, aliquote IRPEF 2026.
Domande frequenti sulla tassazione del fondo pensione
Quanto si paga di tasse sul fondo pensione alla pensione?
Sulla parte imponibile si applica una ritenuta del 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al 9% dopo 35 anni. La parte imponibile comprende i contributi dedotti e il TFR; i rendimenti, già tassati durante l’accumulo, e i contributi non dedotti comunicati al fondo sono esclusi.
Come sono tassati i rendimenti del fondo pensione?
Il fondo paga ogni anno un’imposta sostitutiva del 20% sul risultato netto maturato. I redditi dei titoli di Stato italiani ed equiparati entrano nella base imponibile per il 62,5%, quindi sono tassati di fatto al 12,5%.
Gli anni di iscrizione prima del 2007 contano per l’aliquota?
Sì, ma al massimo per 15 anni. Si sommano agli anni dal 2007 in poi, e ogni anno oltre il quindicesimo riduce l’aliquota del 15% di 0,30 punti, fino al minimo del 9%.