Differenza tra comunione e separazione dei beni

La differenza tra comunione e separazione dei beni risiede nella proprietà esclusiva o meno dei beni acquistati tra coniugi dopo il matrimonio
Tempo di lettura: 3 minuti

Conoscere la differenza tra comunione e separazione dei beni è necessaria prima di stipulare un rapporto duraturo tra coniugi come può essere il matrimonio.

Prima di capire tali differenze bisogna definire però i diritti e i doveri dei coniugi.

Diritti e doveri dei coniugi

differenza tra comunione e separazione dei beni

Per definire i diritti e i doveri dei coniugi dobbiamo fare uso del codice civile.

L’art.143 del codice civile stabilisce:

“Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.

Ora possiamo passare alla differenza tra comunione e separazione dei beni.

Differenza tra comunione e separazione dei beni

La separazione dei beni si verifica quando ciascuno dei coniugi è il solo proprietario dei beni acquistati durante il matrimonio. 

Il singolo coniuge ha quindi il diritto di goderli e amministrarli, salvo naturalmente l’obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro.

Il regime di separazione dei beni produce l’effetto di attribuire al coniuge che effettua l’acquisto ogni diritto sul bene, in via esclusiva, è possibile però ottenere la cointestazione di un bene dichiarandolo esplicitamente all’atto di acquisto specificando anche la quota da di comproprietà da assegnare ad entrambi.

I patrimoni di marito e moglie restano quindi separati durante il matrimonio, salvi i diritti successori nonché i diritti legati allo status di coniuge. 

Esattamente all’opposto della separazione dei beni, c’è la comunione dei beni che però presenta alcune esclusioni ben definite.

Sono esclusi dalla comunione dei beni:

  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio;
  • i beni che ciascuno a ricevuto dopo il matrimonio per donazione o successione;
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di una professione;
  • i beni acquistati vendendo o dando in cambio beni personali sopra elencati purché venga specificato nell’atto di acquisto che non entrano nella comunione dei beni.

Quando termina la comunione dei beni?

La comunione dei beni termina:

  • per morte di uno dei coniugi oppure in dichiarazione di assenza o morte presunta;
  • per annullamento del matrimonio;
  • separazione personale;
  • divorzio;
  • accordo dei coniugi che cambiano il regime patrimoniale in separazione dei beni;
  • fallimento di uno dei coniugi;
  • separazione giudiziale dei beni.

Un altra differenza sostanziale quando si parla di matrimonio e di coniugi riguarda la separazione e il divorzio.

Qual è la differenza tra separazione e divorzio?

La separazione fa mantenere al coniuge tutti i diritti alla successione.

Il divorzio fa perdere al coniuge ogni diritto alla successione.

Bisogna ricordare che la separazione non implica il divorzio mentre il divorzio implica la separazione, quindi il divorzio è il passo successivo alla separazione.

La separazione può essere sia legale oppure di fatto, tramite l’allontanamento di uno dei due coniugi dalla propria residenza. Allo stesso tempo però si rimane comunque coniugi quindi è vietato risposarsi.

In questo caso si perdono i doveri coniugali come il dovere di coabitazione o quello della fedeltà.

Il divorzio invece dichiara cessati gli effetti civili del matrimonio e i relativi obblighi coniugali.

Il divorzio è diverso in caso di matrimonio religioso o matrimonio civile, infatti per entrambi cessano gli effetti civili del matrimonio mentre per il primo caso rimane invariato il vincolo religioso presso la Sacra Rota.

La legge stabilisce inoltre le tempistiche per passare dalla separazione al divorzio.

Ci vogliono infatti 6 mesi in caso di separazione consensuale o 1 anno in caso di separazione giudiziale, quando non c’è l’accordo tra coniugi, per poter divorziare.

Con l’entrata in essere del divorzio subentrano una serie di effetti come per esempio l’assegno divorzile, l’affidamento dei figli e la destinazione dei beni di proprietà.

La rubrica sulla successione, per ora, è terminata.

Se ti sei perso alcuni dei 10 articoli puoi recuperarli cliccando qui.

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