Surrogazione legale e diritto di regresso: cosa cambia

Quando un’assicurazione risarcisce un danno provocato da un terzo e successivamente cerca di recuperare quanto versato, può entrare in gioco la surrogazione.

Quando invece un fideiussore paga il debito del soggetto garantito e chiede a quest’ultimo la restituzione delle somme versate, esercita il diritto di regresso.

I due istituti possono presentarsi nella stessa situazione e, in alcuni casi, coesistere. Non sono però la stessa cosa.

La distinzione è importante soprattutto per chi ha sottoscritto fideiussioni, gestisce partecipazioni societarie, possiede immobili gravati da garanzie o vuole valutare correttamente le proprie esposizioni patrimoniali.

Qual è la differenza tra surrogazione e diritto di regresso?
La surrogazione per pagamento consente, in determinate circostanze, a chi paga il debito altrui di subentrare nei diritti del creditore originario. Il credito, quindi, non viene semplicemente meno: cambia il soggetto che può farlo valere. Insieme al credito possono essere conservate anche le garanzie e gli altri diritti accessori, nei limiti previsti dalla legge. Il diritto di regresso, invece, permette a chi ha sostenuto un pagamento che avrebbe dovuto gravare, in tutto o in parte, su un altro soggetto di chiedergli il rimborso. In termini semplici: con la surrogazione, chi paga prende il posto del precedente creditore; con il regresso, chi paga può chiedere il rimborso a chi avrebbe dovuto sopportare definitivamente il debito. Gli effetti concreti dipendono comunque dalla specifica fattispecie, dalla normativa applicabile e dagli eventuali accordi contrattuali.

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Ecco i punti principali:

  • La surrogazione per pagamento è disciplinata dagli artt. 1201–1205 del Codice civile.
  • La surrogazione legale in senso stretto opera nei casi previsti dall’art. 1203 c.c.
  • Chi si surroga subentra nel credito originario e può beneficiare anche delle relative garanzie.
  • Il regresso attribuisce il diritto di chiedere il rimborso a chi avrebbe dovuto sostenere il pagamento.
  • L’assicuratore che indennizza un danno causato da un terzo può surrogarsi nei diritti dell’assicurato ai sensi dell’art. 1916 c.c.
  • Nella RC Auto la compagnia può esercitare la rivalsa nei casi e nei limiti previsti dalla legge e dalle condizioni di polizza.
  • Il fideiussore che paga è surrogato nei diritti del creditore e dispone anche del diritto di regresso contro il debitore principale.

Cos’è la surrogazione per pagamento

La surrogazione per pagamento è disciplinata dagli artt. 1201–1205 del Codice civile.

Si verifica quando un soggetto paga un debito e, anziché provocare la definitiva estinzione del rapporto obbligatorio, subentra nella posizione del creditore soddisfatto.

Il Codice civile distingue diverse forme di surrogazione:

  • per volontà del creditore;
  • per volontà del debitore;
  • per legge.

La surrogazione legale in senso proprio è disciplinata dall’art. 1203 c.c. e opera nei casi espressamente previsti dalla legge.

La caratteristica fondamentale della surrogazione è che il soggetto che ha effettuato il pagamento acquista il credito già esistente.

Non nasce, quindi, soltanto una generica richiesta di rimborso. Chi si surroga può far valere il credito originario e, nei limiti consentiti dalla legge, anche le relative garanzie e i diritti accessori.

Se, per esempio, il credito era assistito da un’ipoteca, da un pegno o da un privilegio, tali garanzie possono seguire il credito trasferito per surrogazione.

In caso di pagamento soltanto parziale, il creditore originario e il soggetto surrogato possono concorrere nei confronti del debitore secondo le regole previste dall’art. 1205 c.c.

La surrogazione dell’assicuratore

Una delle applicazioni più frequenti è prevista dall’art. 1916 c.c.

Quando un assicuratore indennizza il proprio assicurato per un danno provocato da un terzo, può subentrare nei diritti dell’assicurato verso il responsabile, ma soltanto fino all’importo effettivamente pagato.

Supponiamo che un veicolo venga danneggiato da un altro automobilista.

La compagnia Kasko del proprietario risarcisce il danno. Dopo il pagamento, l’assicuratore può esercitare i diritti che l’assicurato aveva nei confronti del responsabile del sinistro o della relativa compagnia.

Se il danno complessivo fosse superiore alla somma indennizzata, l’assicurato conserverebbe il diritto di chiedere direttamente al responsabile la parte rimasta scoperta.

L’assicurato non deve normalmente promuovere personalmente l’azione di recupero per l’importo già ricevuto, ma deve evitare comportamenti che possano pregiudicare i diritti dell’assicuratore e collaborare quando siano necessari documenti, informazioni o dichiarazioni.

Come funziona la surrogazione assicurativa

1

Si verifica il danno

Un terzo provoca un danno coperto dalla polizza.

2

La compagnia liquida l’indennizzo

L’assicuratore versa all’assicurato la somma dovuta secondo le condizioni contrattuali.

3

L’assicuratore si surroga

Nei limiti dell’importo pagato, la compagnia subentra nei diritti dell’assicurato verso il responsabile.

4

L’assicurato conserva l’eventuale parte residua

Se l’indennizzo non copre interamente il danno, l’assicurato può ancora agire per recuperare la parte non risarcita.

Cos’è il diritto di regresso

Il diritto di regresso consente a un soggetto che ha effettuato un pagamento di chiedere il rimborso a chi, nei rapporti interni, avrebbe dovuto sopportare definitivamente il relativo costo.

Il regresso può presentarsi in situazioni differenti.

Un esempio è quello delle obbligazioni solidali: se uno dei debitori paga al creditore più della quota di debito che gli competeva nei rapporti interni, può chiedere agli altri condebitori il rimborso della parte di loro spettanza.

Un altro esempio è quello del fideiussore che paga il debito del soggetto garantito.

La concreta estensione del diritto di regresso varia a seconda della fattispecie e della norma che lo disciplina. Non esiste quindi un’unica forma di regresso applicabile indistintamente a ogni situazione.

Il regresso del fideiussore

La fideiussione è una garanzia personale con cui un soggetto si obbliga verso il creditore a garantire il debito di un’altra persona.

Se il debitore principale non paga, il creditore può chiedere il pagamento al fideiussore nei limiti previsti dal contratto e dalla legge.

Dopo aver pagato, il fideiussore dispone di due importanti strumenti.

Surrogazione nei diritti del creditore

Ai sensi dell’art. 1949 c.c., il fideiussore che paga è surrogato nei diritti che il creditore aveva nei confronti del debitore.

Ciò significa che può subentrare nella posizione della banca o dell’altro creditore e utilizzare, nei limiti applicabili, anche le garanzie collegate al credito originario.

Diritto di regresso

L’art. 1950 c.c. riconosce inoltre al fideiussore il diritto di regresso contro il debitore principale.

Il fideiussore può chiedere il rimborso del capitale pagato, degli interessi e delle spese nei limiti e alle condizioni previste dalla norma.

Surrogazione e regresso possono quindi coesistere, ma non producono esattamente gli stessi effetti.

Con la surrogazione il fideiussore utilizza il credito originario e le sue eventuali garanzie. Con il regresso fa valere il diritto al rimborso derivante dal pagamento effettuato.

Il diritto di rivalsa nella RC Auto

In ambito RC Auto viene utilizzato frequentemente il termine rivalsa.

L’assicurazione obbligatoria tutela il terzo danneggiato. Ciò significa che la compagnia non può normalmente opporgli le eccezioni derivanti dal contratto stipulato con l’assicurato, nei limiti del massimale.

Dopo aver risarcito il danneggiato, tuttavia, l’impresa può rivalersi sull’assicurato nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre la propria prestazione.

Questo principio è previsto dall’art. 144 del Codice delle assicurazioni private.

Le ipotesi di rivalsa dipendono dalla legge e soprattutto dalle condizioni della singola polizza.

Tra le circostanze frequentemente previste possono rientrare:

  • guida in stato di ebbrezza;
  • guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
  • guida senza una valida patente;
  • mancato rispetto delle clausole di guida esclusiva o guida esperta;
  • altre situazioni espressamente indicate nel contratto.

IVASS raccomanda di verificare con attenzione le esclusioni della copertura e le clausole di rivalsa prima di sottoscrivere una polizza RC Auto.

Un esempio pratico

Un automobilista provoca un incidente mentre guida in stato di ebbrezza.

La compagnia risarcisce il terzo danneggiato, perché la tutela del terzo non può essere eliminata da una clausola presente nel contratto tra assicuratore e assicurato.

Se la polizza prevede l’esclusione o la rivalsa per la guida in stato di ebbrezza, la compagnia può successivamente chiedere all’assicurato il rimborso totale o parziale di quanto versato.

Alcune polizze prevedono clausole di rinuncia alla rivalsa, eventualmente entro determinati limiti. Per questo motivo non basta conoscere il nome della copertura: occorre leggere concretamente le condizioni contrattuali.

Surrogazione e regresso: le differenze in sintesi

La distinzione tra i due istituti è più chiara se si osservano le conseguenze concrete sul piano delle garanzie e della natura del diritto acquisito.

Su smartphone scorri la tabella lateralmente per visualizzare tutte le colonne.

Aspetto Surrogazione Regresso Rivalsa assicurativa
Meccanismo Subentro nel credito originario Richiesta di rimborso verso chi deve sopportare il debito Recupero da parte dell’assicuratore dopo il risarcimento
Natura del diritto Viene utilizzato il credito già esistente Dipende dalla specifica norma che attribuisce il rimborso Dipende dalla legge e dalle condizioni contrattuali
Garanzie originarie Possono seguire il credito Non derivano dal solo regresso Normalmente non consiste nel subentro nel credito del danneggiato
Soggetti tipici Assicuratore danni, fideiussore, terzo pagatore Fideiussore, condebitore solidale, coobbligato Compagnia RC Auto verso assicurato
Esempio Assicuratore Kasko verso responsabile Fideiussore verso debitore Compagnia verso conducente in caso di esclusione prevista in polizza

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Esempi pratici nella gestione del patrimonio

Fideiussione bancaria

Un imprenditore garantisce personalmente un finanziamento concesso alla propria società.

Se l’impresa non paga, la banca può escutere la fideiussione. Il garante che versa quanto richiesto può poi agire nei confronti della società debitrice.

Può utilizzare:

  • la surrogazione nei diritti della banca;
  • il diritto di regresso;
  • le eventuali garanzie collegate al credito, nei limiti in cui siano trasferibili e ancora utilizzabili.

La presenza di un’ipoteca o di altre garanzie può incidere in maniera significativa sulla probabilità di recuperare le somme versate.

Prima di sottoscrivere una fideiussione è quindi necessario valutare non solo l’importo massimo garantito, ma anche:

  • durata della garanzia;
  • condizioni di escussione;
  • eventuale rinuncia al beneficio della preventiva escussione;
  • consistenza patrimoniale del debitore;
  • presenza di altri garanti;
  • garanzie reali collegate al finanziamento.

Fideiussione tra familiari

Un genitore garantisce il mutuo contratto dal figlio.

Se il figlio non paga e la banca si rivolge al genitore, quest’ultimo, dopo il pagamento, acquisisce il diritto di recuperare le somme dal debitore principale.

Il diritto esiste anche quando il rapporto è familiare. Tuttavia, nella pratica, la sua concreta utilizzabilità dipende dal patrimonio e dalla capacità di rimborso del debitore.

Prestare una garanzia a favore di un familiare non equivale quindi a una semplice firma formale: può trasformarsi in un’effettiva esposizione patrimoniale.

Garanzie all’interno di un gruppo societario

Una holding o una società operativa può garantire il finanziamento ottenuto da un’altra società dello stesso gruppo.

In caso di insolvenza, il pagamento della garanzia può produrre rilevanti effetti sulla liquidità, sul patrimonio e sui rapporti finanziari interni al gruppo.

Prima di sottoscrivere la garanzia è opportuno chiarire:

  • quale società sopporta economicamente il rischio;
  • quali diritti di regresso potranno essere esercitati;
  • quali garanzie saranno trasferibili;
  • se esistono accordi infragruppo;
  • quale effetto avrebbe il pagamento sulla continuità aziendale.

La mappatura dei rapporti di garanzia dovrebbe essere effettuata quando la struttura viene creata, non soltanto nel momento in cui emerge una crisi di liquidità.

Polizza contro i danni e responsabilità di terzi

Un’impresa subisce un danno provocato da un fornitore o da un subappaltatore.

La compagnia indennizza l’impresa assicurata e può successivamente valutare l’azione da esercitare nei confronti del responsabile.

La qualificazione dell’azione dipende dalla natura della copertura, dalla responsabilità del terzo, dal pagamento effettuato e dalle clausole del contratto.

In presenza di più corresponsabili possono inoltre sorgere rapporti di regresso o recupero tra i vari soggetti coinvolti.

Non è quindi corretto presumere che ogni pagamento assicurativo produca automaticamente la stessa forma di surrogazione.

Perché la distinzione è importante nella pianificazione patrimoniale

Surrogazione e regresso non sono argomenti riservati soltanto agli avvocati.

Possono incidere concretamente sulla valutazione di:

  • fideiussioni personali;
  • finanziamenti societari;
  • mutui garantiti;
  • esposizioni infragruppo;
  • polizze assicurative;
  • garanzie reali;
  • rischio di insolvenza di familiari o soci;
  • protezione del patrimonio personale dell’imprenditore.

Una garanzia apparentemente secondaria può trasformarsi in un debito rilevante.

Allo stesso modo, il fatto di possedere formalmente un diritto di regresso non garantisce che le somme siano effettivamente recuperabili. Se il debitore è insolvente o privo di beni aggredibili, il diritto può avere un valore economico molto limitato.

Occorre quindi distinguere tra:

  • esistenza giuridica del diritto;
  • presenza di garanzie utilizzabili;
  • effettiva capacità patrimoniale del debitore;
  • tempi e costi necessari per il recupero.

Domande frequenti

Surrogazione e diritto di regresso sono la stessa cosa?

No.

Con la surrogazione, chi paga subentra nel credito originario e può beneficiare anche dei relativi diritti accessori.

Con il regresso, chi ha effettuato il pagamento può chiedere il rimborso a chi avrebbe dovuto sopportare definitivamente il debito.

In alcune situazioni, come quella del fideiussore che paga, i due strumenti possono coesistere.

Quando l’assicuratore esercita la surrogazione?

L’assicuratore può esercitarla quando ha indennizzato il proprio assicurato per un danno causato da un terzo.

Subentra nei diritti dell’assicurato verso il responsabile fino a concorrenza dell’importo versato.

È una situazione frequente nelle assicurazioni contro i danni, come le coperture Kasko, furto, incendio e altre garanzie patrimoniali.

L’assicurato perde ogni diritto verso il responsabile?

No.

Il diritto passa all’assicuratore soltanto nei limiti dell’indennizzo pagato.

Se il danno è superiore alla somma ricevuta, l’assicurato conserva il diritto di chiedere al responsabile la parte rimasta non risarcita.

Come funziona la rivalsa in RC Auto?

La compagnia risarcisce il terzo danneggiato e può successivamente chiedere all’assicurato il rimborso, totale o parziale, qualora ricorrano le condizioni previste dalla legge e dal contratto.

Le ipotesi di rivalsa devono essere verificate nelle condizioni di polizza.

Il fideiussore ha diritto di regresso?

Sì.

Il fideiussore che paga può agire contro il debitore principale per ottenere il rimborso delle somme versate, degli interessi e delle spese nei limiti previsti dall’art. 1950 c.c.

È inoltre surrogato nei diritti del creditore ai sensi dell’art. 1949 c.c.

La surrogazione trasferisce anche l’ipoteca?

In linea generale, le garanzie accessorie possono seguire il credito trasferito per surrogazione.

La concreta utilizzabilità dell’ipoteca dipende però dalla struttura del credito, dal pagamento effettuato, dalle formalità necessarie e dall’eventuale concorso con il creditore originario.

Per questo motivo la presenza di una garanzia ipotecaria deve essere verificata nel caso concreto.

Avere diritto di regresso significa essere sicuri di recuperare il denaro?

No.

Il diritto di regresso attribuisce la possibilità giuridica di chiedere il rimborso, ma non assicura che il debitore disponga di liquidità o di beni sufficienti.

La solvibilità del debitore resta quindi un elemento decisivo.


Capire come funzionano surrogazione e regresso è utile, ma la gestione consapevole di garanzie, esposizioni e patrimonio richiede un quadro più ampio. Una consulenza orientativa gratuita è il punto di partenza per valutare la tua situazione senza impegno.

Conclusione

Surrogazione, regresso e rivalsa disciplinano situazioni in cui un soggetto effettua un pagamento collegato a un debito o a una responsabilità che coinvolge anche altre persone.

La differenza principale è questa:

  • la surrogazione permette di subentrare nel credito originario;
  • il regresso consente di chiedere il rimborso a chi deve sostenere definitivamente il debito;
  • la rivalsa assicurativa permette alla compagnia, nei casi previsti, di recuperare dall’assicurato quanto pagato al danneggiato.

Conoscere queste differenze aiuta a valutare meglio fideiussioni, garanzie personali, contratti assicurativi ed esposizioni societarie.

Tuttavia, possedere formalmente un diritto di recupero non significa necessariamente essere protetti dal punto di vista economico. Occorre verificare la solidità del debitore, le garanzie realmente disponibili e le condizioni contrattuali sottoscritte.

Per le situazioni specifiche è necessario il confronto con un avvocato o con un altro professionista legale. Nell’ambito della pianificazione patrimoniale, il consulente finanziario indipendente può invece aiutare a ricostruire le esposizioni complessive e a coordinarne la valutazione con i professionisti competenti.

Nota editoriale: Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente revisionato e approfondito da un consulente finanziario indipendente di Athena SCF. I contenuti riflettono la nostra posizione professionale e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

Questo è un articolo verificato
✔ Informazioni verificate
Filippo Angeloni
CEO & CFA – Athena SCF
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Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è un consulente finanziario indipendente, imprenditore digitale e divulgatore tra i più seguiti in Italia su finanza personale, investimenti ed ETF. È fondatore di Athena SCF, una società di consulenza finanziaria fee-only specializzata in pianificazione patrimoniale, ottimizzazione fiscale e strategie FIRE (Financial Independence, Retire Early). Laureato con pieni voti in Business Administration all’Università di Bologna e con un Master in internazionalizzazione d’impresa, ha fondato e co-fondato tre realtà innovative nei settori della consulenza indipendente, della blockchain e della formazione online. Attraverso il suo canale YouTube, LinkedIn e la sua newsletter, aiuta migliaia di risparmiatori a tagliare i costi, proteggere il patrimonio e investire in modo consapevole, indipendente e orientato ai propri obiettivi. È tra i principali promotori in Italia della consulenza finanziaria indipendente, con un focus su ETF, obbligazioni, oro fisico, Bitcoin e previdenza complementare. Vanta oltre 2,8 milioni di visualizzazioni su YouTube e centinaia di clienti serviti, confermando l’efficacia del suo approccio etico, trasparente e senza conflitto di interessi.

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