Nel 2025 parlare di investimenti sicuri è diventato più che mai centrale. Dopo anni di inflazione elevata, tassi di interesse in continuo cambiamento e mercati finanziari incerti, sempre più risparmiatori si chiedono come investire i propri soldi in modo sicuro senza rinunciare del tutto al rendimento.
Il primo concetto da chiarire è semplice: l’investimento sicuro al 100% non esiste. Ogni scelta comporta un grado di rischio, anche minimo. Quello che si può fare, però, è ridurre al massimo i rischi attraverso strumenti affidabili, garanzie solide e strategie di diversificazione.
Ma quali sono gli investimenti più sicuri nel 2025? La risposta dipende dall’orizzonte temporale. Nel breve periodo (1–5 anni) esistono soluzioni con capitale garantito o protetto, come conti deposito, BOT, BTP o buoni fruttiferi postali. Sul lungo periodo, invece, la sicurezza non significa evitare oscillazioni, ma proteggere il potere d’acquisto e far crescere il capitale nel tempo, grazie a strumenti come ETF, PAC e – in piccole dosi – anche oro o criptovalute tramite ETN.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio le alternative disponibili e vedremo come costruire un portafoglio davvero orientato agli investimenti sicuri nel 2025.
Cosa significa “investimento sicuro” oggi
Quando si parla di investimenti sicuri è fondamentale chiarire un concetto: sicurezza non significa necessariamente assenza di oscillazioni. Un conto è avere la garanzia del capitale, un altro è difendere davvero il valore reale dei propri risparmi nel tempo.
La prima forma di sicurezza è quella del capitale garantito: strumenti come conti deposito, BOT o buoni fruttiferi postali assicurano che alla scadenza il capitale venga restituito. Tuttavia, se i rendimenti sono bassi e l’inflazione rimane più alta, il potere d’acquisto si erode comunque.
Ecco perché oggi la vera sfida non è solo “non perdere soldi”, ma proteggere il potere d’acquisto del capitale. Questo significa puntare a strumenti che, nel lungo termine, siano in grado di crescere più dell’inflazione.
La sicurezza, quindi, non va cercata nello strumento perfetto, ma nella strategia complessiva: diversificazione tra più asset, un orizzonte temporale coerente con i propri obiettivi e, soprattutto, il supporto di una consulenza indipendente, libera da conflitti di interesse, che permetta di costruire un portafoglio bilanciato e davvero orientato agli investimenti sicuri.
Investimenti sicuri nel breve-medio termine
Ogni fase economica ha i suoi strumenti rifugio. Se nel 2021 i conti correnti a zero rendimento erano la norma, nel 2025 la situazione è diversa: i tassi più alti e le nuove emissioni obbligazionarie hanno riportato sul tavolo diverse soluzioni interessanti per chi cerca investimenti sicuri nel breve periodo (1–5 anni).
Conti deposito
I conti deposito rimangono tra le soluzioni più utilizzate da chi cerca strumenti semplici e relativamente sicuri.
Si dividono principalmente in due categorie: vincolati e non vincolati.
Conti deposito vincolati
- Rendimento: nel 2025 i depositi vincolati a 12 mesi rendono circa il 3% lordo (poco più del 2% netto dopo tasse e imposta di bollo).
- Garanzie: i depositi sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 € per ogni intestatario.
- Punti di forza: capitale garantito, rendimento certo e assenza di volatilità.
- Limiti: liquidità bloccata per la durata del contratto e tassazione al 26% sugli interessi maturati.
Conti deposito non vincolati
- Rendimento: i tassi medi nel 2025 variano tra l’1,5% e il 2% lordo, quindi più bassi rispetto ai vincolati.
- Garanzie: copertura identica ai vincolati, cioè fino a 100.000 € per ogni depositante tramite il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
- Punti di forza: piena liquidità immediata, capitale garantito e massima flessibilità.
- Limiti: rendimento inferiore e tassazione al 26% sugli interessi.
BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)
- Rendimento: nelle aste del 2025 i BOT a 12 mesi hanno offerto rendimenti intorno al 2% lordo, meno interessanti dei conti deposito ma con tassazione più favorevole.
- Garanzie: garantiti dallo Stato italiano, con copertura piena del capitale fino a scadenza.
- Punti di forza: strumento semplice, liquido e con tassazione agevolata al 12,5%.
- Limiti: rendimenti inferiori a quelli di altri strumenti e rischio legato all’andamento dello spread.
BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)
Per chi può permettersi un orizzonte temporale medio, i titoli di Stato a 3-5 anni restano una soluzione bilanciata tra rendimento e sicurezza.
- Rendimento: le emissioni 2025 offrono tassi compresi tra il 2,50% e il 2,70% lordo annuo, a seconda della scadenza.
- Garanzie: garantiti dallo Stato italiano se detenuti fino a scadenza.
- Punti di forza: cedole periodiche (semestrali), tassazione agevolata al 12,5%, possibilità di diversificare scadenze e duration.
- Limiti: oscillazione dei prezzi sul mercato secondario in caso di vendita prima della scadenza, rischio Paese legato allo spread.
Titoli di Stato UE e Treasury USA
Diversificare fuori dall’Italia è utile per ridurre il rischio Paese.
Nonostante alcuni segnali macroeconomici positivi, il debito resta elevato e il rating italiano vicino alla soglia di “non investment grade”.
- Titoli di Stato UE: offrono rendimenti più bassi rispetto ai BTP, ma garantiscono maggiore stabilità grazie a rating migliori e minore esposizione a rischi politici ed economici.
- Treasury USA: storicamente tra i titoli più sicuri al mondo. Da considerare però il rischio cambio euro/dollaro e il contesto geopolitico. Gli Stati Uniti, pur essendo solidi, detengono il debito pubblico più alto in assoluto e possono risentire di tensioni con Paesi come la Cina.
Oro
L’oro mantiene nel tempo il suo ruolo di bene rifugio.
- Rendimento: non genera cedole né interessi, ma nel 2025 ha toccato livelli record, confermandosi come copertura contro i rischi sistemici e le tensioni sui mercati.
- Garanzie: non è legato al rischio default di uno Stato o di una banca.
- Punti di forza: protezione dall’inflazione e dalle crisi finanziarie, ottimo diversificatore.
- Limiti: prezzo volatile, non adatto a chi cerca rendimenti stabili nel breve periodo.
Buoni fruttiferi postali
Strumento tradizionale e familiare a milioni di risparmiatori italiani.
- Rendimento: nel 2025 meno competitivi rispetto a BTP e conti deposito.
- Garanzie: garantiti direttamente dallo Stato italiano tramite Cassa Depositi e Prestiti.
- Punti di forza: semplicità di sottoscrizione, assenza di costi di gestione, sicurezza.
- Limiti: rendimenti bassi e inferiori ad altre soluzioni obbligazionarie.
Certificates a capitale protetto
I certificates con protezione totale del capitale possono essere un’altra soluzione interessante per chi vuole investire senza correre rischi eccessivi.
- Rendimento: in base alla struttura, possono offrire rendimenti tra il 2% e il 4% annuo, generalmente più elevati rispetto ai titoli di Stato a pari scadenza.
- Garanzie: capitale garantito dall’emittente solo se detenuti fino a scadenza, ma non esiste tutela statale come per i depositi o i titoli di Stato. In caso di default dell’emittente, l’investitore rischia di perdere l’intero capitale.
- Punti di forza: rendimenti superiori ai titoli di Stato, protezione del capitale, vantaggi fiscali grazie alla compensazione delle minusvalenze.
- Limiti: rischio emittente (banche), minore liquidità sul mercato secondario, complessità elevata dei meccanismi, tassazione al 26%, cedole non sempre garantite perché legate al sottostante.
Strumento | Rendimento medio | Garanzie | Punti di forza | Limiti |
---|---|---|---|---|
Conti deposito vincolati | 3% lordo (≈ 2% netto) | FITD (100k €) | Capitale garantito, rendimento certo | Liquidità bloccata, tassazione 26% |
Conti deposito non vincolati | 1,5–2% lordo | FITD (100k €) | Liquidità immediata, semplicità | Rendimento inferiore |
BOT 12 mesi | 2% lordo | Stato italiano | Tassazione 12,5%, alta liquidità | Rendimento limitato |
BTP 3–5 anni | 2,5–2,7% lordo | Stato italiano | Cedole semestrali, tassazione 12,5% | Prezzo volatile se venduti prima |
Titoli di Stato UE 3–5 anni | Inferiore ai BTP | Stati UE | Rating più alto, stabilità | Rendimento contenuto |
Treasury USA 3–5 anni | 3,6–3,7% in USD | USA | Sicurezza e diversificazione | Rischio cambio, geopolitica |
Oro | Nessun rendimento | Bene reale | Copertura da inflazione e crisi | Volatile, nessuna cedola |
Buoni fruttiferi postali | Inferiore a BTP/depositi | Stato italiano (CDP) | Semplicità, sicurezza | Rendimento basso |
Certificates a capitale protetto | 2–4% annuo | Emittente bancario | Compensano minus, rendimenti superiori ai BTP | Rischio emittente, complessità, tassazione 26% |
Conclusione:
Chi cerca davvero investimenti sicuri non deve accontentarsi di un singolo strumento, ma costruire una strategia che unisca stabilità e crescita.
Nel breve-medio termine gli strumenti più solidi restano i conti deposito, i BOT, i BTP e i buoni fruttiferi postali, mentre l’oro continua a svolgere un ruolo di copertura contro crisi e inflazione. I certificates a capitale protetto possono essere utili in casi particolari, ad esempio per gestire le minusvalenze, ma non dovrebbero rappresentare il cuore del portafoglio.
Per investire in modo sicuro è fondamentale diversificare: non esporsi al rischio di un unico Paese (affiancando ai BTP anche titoli di Stato UE e una quota di Treasury USA) e non puntare tutto su un solo asset.
La vera sicurezza nasce dall’equilibrio: combinare strumenti diversi, diversificare tra mercati e duration e affidarsi ad un consulente indipendente, libero da pressioni e logiche commerciali tipiche di banche, reti e assicurazioni. Solo così è possibile costruire un portafoglio orientato davvero agli investimenti sicuri e agli interessi esclusivi del cliente.
Investimenti sicuri nel lungo periodo
A differenza degli investimenti sicuri di breve periodo, quando si parla di lungo termine la sicurezza non coincide con l’assenza di oscillazioni, ma con la capacità di proteggere dall’inflazione e far crescere il capitale nel tempo.
Se nel breve periodo strumenti come conti deposito, BOT o BTP a scadenza ravvicinata possono essere utili, sul lungo orizzonte il discorso cambia radicalmente. Paradossalmente, sono proprio le obbligazioni a lunga scadenza e i titoli di Stato a rivelarsi meno sicuri, perché espongono al rischio emittente e, soprattutto, al rischio inflattivo.
Un esempio storico lo dimostra: negli anni ’80 e ’90 i titoli di Stato italiani godevano di rating elevati. Chi acquistò scadenze oltre i 15 anni fu “salvato” dall’ingresso nell’euro, che stabilizzò la valuta e ridusse drasticamente l’inflazione. Senza quella cornice di stabilità, i rendimenti sarebbero stati rapidamente erosi dal rialzo dei prezzi.
Più vicino a noi, durante il periodo Covid, i titoli emessi con rendimenti quasi nulli si sono rivelati un boomerang: con l’inflazione esplosa negli anni successivi, questi strumenti hanno perso valore sul mercato secondario, costringendo molti investitori ad attendere la scadenza e rinunciare alla possibilità di reinvestire oggi a tassi molto più interessanti.
Perché nel lungo termine l’azionario è più sicuro
Un grafico molto noto mette a confronto i rendimenti reali annui di tre asset class: azioni, obbligazioni e T-Bills (titoli di Stato USA a breve termine).
Il risultato è chiaro:
- nel breve periodo (1–2 anni) l’azionario è il più volatile, con oscillazioni forti sia positive che negative;
- nel medio periodo (10 anni) la forbice tra guadagni e perdite si riduce sensibilmente;
- nel lungo periodo (20–30 anni) i rendimenti minimi delle azioni diventano positivi, mentre obbligazioni e titoli governativi restano esposti al rischio inflattivo e garantiscono ritorni inferiori.
Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono lo strumento chiave per costruire un portafoglio sicuro nel lungo periodo:
Contrariamente al senso comune, nel lungo termine le azioni non solo rendono di più, ma risultano anche più sicure. La vera protezione nasce dal tempo, dalla diversificazione e dall’interesse composto.
ETF azionari: lo strumento principale
- permettono di investire in indici globali (MSCI World, ACWI, Emerging Markets) con ampia diversificazione geografica e settoriale;
- hanno costi molto bassi (0,2% annuo circa contro il 2% medio dei fondi attivi);
- non applicano commissioni di entrata, uscita o performance;
- sono trasparenti e facili da monitorare.
Gli ETF si trovano sia in versione ad accumulazione (che reinveste i dividendi, sfruttando al massimo l’interesse composto) sia a distribuzione (più adatti a chi vuole flussi periodici, ma meno efficienti fiscalmente).
ETF multi-asset
Per chi cerca una soluzione semplice e già bilanciata esistono gli ETF multi-asset, come i Vanguard LifeStrategy, che combinano azioni e obbligazioni in percentuali diverse (20/80, 40/60, 60/40, 80/20). Il vantaggio è il ribilanciamento automatico, che mantiene costante il profilo di rischio nel tempo.
Obbligazioni globali e oro
Accanto agli ETF azionari, è utile inserire strumenti che bilancino il portafoglio:
- le obbligazioni globali (anch’esse accessibili tramite ETF) aiutano a ridurre la volatilità nei momenti di mercato più difficili;
- l’oro, acquistabile in forma fisica o tramite ETF/ETN, continua a essere una copertura storica contro inflazione e crisi sistemiche.
Il ruolo del PAC
Il metodo più efficace per sfruttare gli ETF nel lungo periodo è il PAC (Piano di Accumulo di Capitale):
- consiste nel versare regolarmente somme anche piccole;
- riduce il rischio di entrare nei momenti sbagliati;
- aiuta a mantenere disciplina e costanza, due elementi fondamentali per far crescere il capitale con serenità.
Criptovalute: si può investire in modo sicuro?
Quando si parla di investimenti sicuri è fondamentale chiarire un punto: le criptovalute non sono strumenti sicuri nel senso tradizionale. A differenza di conti deposito o titoli di Stato, infatti, non offrono né garanzia del capitale né rendimenti certi: sono estremamente volatili e soggette a oscillazioni improvvise, oltre a rischi tecnologici e normativi.
Bitcoin come “oro digitale”
Nonostante ciò, nel lungo periodo Bitcoin viene sempre più percepito come una forma di oro digitale, caratterizzato da scarsità intrinseca (l’offerta è limitata a 21 milioni di unità) e da una diffusione in costante crescita. In questo senso, può rappresentare una forma alternativa di tutela del potere d’acquisto, soprattutto in scenari di inflazione o svalutazione monetaria.
Gli ETN su criptovalute
Per chi desidera investire in criptovalute in modo più sicuro e regolamentato, una soluzione può essere l’uso degli ETN (Exchange Traded Notes), strumenti quotati in Borsa che replicano l’andamento di asset come Bitcoin o Ethereum, senza la necessità di gestire wallet o chiavi private.
Dal punto di vista fiscale, gli ETN hanno un vantaggio importante: sono tassati come strumenti finanziari tradizionali (26%) e permettono di compensare eventuali minusvalenze, cosa non possibile con il possesso diretto di criptovalute.
Quanto investire?
Pur offrendo potenziale di rendimento e diversificazione, le criptovalute restano un asset rischioso. La loro esposizione a volatilità, regolamentazione incerta e possibili vulnerabilità tecnologiche suggerisce prudenza: in un’ottica di investire in modo sicuro, è consigliabile destinarvi solo una piccola percentuale del portafoglio (1–5%), sempre all’interno di una strategia diversificata e guidata da consulenza indipendente.
Come investire i soldi in modo sicuro: le regole pratiche
Quando si parla di come investire i soldi in modo sicuro, è importante non cadere nell’illusione del rendimento garantito senza rischi. La sicurezza, infatti, non significa eliminare ogni incertezza, ma saper gestire i rischi e proteggere il potere d’acquisto nel tempo.
Ecco alcune regole pratiche per chi vuole orientarsi verso investimenti sicuri:
- Diversificazione: non concentrare tutto il capitale in un unico strumento o in un solo Paese. Un portafoglio ben diversificato, che combini strumenti di breve periodo (conti deposito, BOT, BTP a breve) con investimenti di lungo periodo (ETF azionari globali, ETF multi-asset, obbligazioni internazionali, oro), riduce l’esposizione al rischio e migliora la stabilità.
- Piano di Accumulo del Capitale (PAC): investire poco e spesso, in maniera costante, permette di sfruttare l’interesse composto e di attenuare l’impatto delle oscillazioni dei mercati, costruendo passo dopo passo un patrimonio più solido.
- Riduzione dei costi: i costi ricorrenti erodono il rendimento nel tempo. Per investire in modo sicuro è preferibile puntare su strumenti a basso costo e trasparenti, come gli ETF, evitando commissioni di ingresso o performance tipiche dei fondi collocati da banche e reti.
- Evitare le mode e i miraggi di rendimento garantito al 100%: non esistono strumenti capaci di eliminare del tutto i rischi o di garantire rendimenti superiori all’inflazione senza contropartite.
In conclusione, investire in modo sicuro nel 2025 significa diversificare, gestire i costi, sfruttare il tempo e l’interesse composto, senza inseguire facili illusioni. Per farlo in maniera davvero efficace e coerente con i propri obiettivi personali, è consigliabile affidarsi a una consulenza finanziaria indipendente, capace di costruire un portafoglio robusto e orientato alla sicurezza degli investimenti nel lungo termine.
Investimenti sicuri e consulenza indipendente
Spesso, quando ci si rivolge a banche o reti di promotori tradizionali, vengono proposti strumenti che non sempre rispecchiano l’interesse del cliente, ma piuttosto le logiche commerciali degli intermediari. Prodotti con costi elevati, commissioni poco trasparenti o promesse di “protezione al 100% dall’inflazione” possono dare un’illusione di tranquillità, senza garantire una reale sicurezza negli investimenti.
Per investire in modo sicuro, non basta scegliere strumenti etichettati come “a capitale garantito”: occorre costruire un portafoglio ben diversificato, bilanciando tra strumenti stabili nel breve termine (conti deposito, BOT, BTP di breve scadenza) e soluzioni capaci di proteggere il potere d’acquisto e generare crescita nel lungo periodo (ETF azionari globali, ETF multi-asset, oro, obbligazioni di Paesi solidi).
In questo percorso, la consulenza finanziaria indipendente rappresenta un alleato prezioso. Un consulente indipendente non è legato a banche o reti di collocamento, non percepisce retrocessioni dai prodotti proposti e lavora esclusivamente nell’interesse del cliente. Questo consente di ridurre i costi, aumentare la trasparenza e creare una strategia realmente mirata a investire in modo sicuro e a proteggere il capitale nel tempo.
Affidarsi a una consulenza indipendente significa, in ultima analisi, mettere al centro i propri obiettivi, diversificare in maniera equilibrata e massimizzare l’efficienza del portafoglio, costruendo davvero una strada solida verso investimenti sicuri e sostenibili nel lungo periodo.
In sintesi, quando si parla di investimenti sicuri, è fondamentale distinguere tra due orizzonti temporali.
Nel breve-medio periodo la priorità è la protezione del capitale, e strumenti come conti deposito, BOT, BTP di breve scadenza e buoni fruttiferi postali restano tra le soluzioni più stabili e immediate, grazie alle garanzie statali o bancarie.
Nel lungo periodo, invece, la vera sicurezza significa difendere il potere d’acquisto nel tempo e sfruttare la forza dell’interesse composto. In questo contesto, strumenti come gli ETF azionari globali, gli ETF multi-asset e le obbligazioni globali possono offrire diversificazione e crescita del capitale, mentre l’oro rimane un’importante ancora di stabilità e copertura dall’inflazione. Le criptovalute e gli ETN su crypto, pur non essendo investimenti sicuri in senso tradizionale, possono avere un ruolo marginale come diversificatori e come strumento utile per la pianificazione fiscale grazie alla compensazione delle minusvalenze.
La vera sicurezza negli investimenti non nasce dall’illusione di eliminare il rischio, ma dalla capacità di diversificare in modo intelligente, ridurre i costi e adottare un approccio disciplinato. Con il supporto di una consulenza finanziaria indipendente, slegata da logiche commerciali e focalizzata esclusivamente sugli interessi del cliente, è possibile costruire un portafoglio davvero bilanciato e orientato agli investimenti sicuri, capace di proteggere e far crescere il capitale nel lungo periodo.
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